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contributo inviato da Patadolla il 23 dicembre 2008

E’ tempo di bilanci anzi no, di auspici per il Natale che arriva e l’anno passato che ci saluta.

E’ stato sicuramente un periodo impegnativo. La pronuncia della Consulta sull’ammissibilità del Referendum elettorale (slittato alla prossima primavera causa concomitanza con le politiche), la crisi del Governo Prodi e la fine dell’esperienza dell’Unione a livello nazionale, le elezioni politiche e la durissima campagna che l’ha preceduta, quelle amministrative con la sconfitta di Roma la riconquista del XVII Municipio, la vittoria di Nicola Zingaretti alla Provincia, l’avvio del tesseramento, la chiusura della “sezione” (è inutile per me rimane tale) Mazzini e il trasloco a “Trionfale”, le prime iniziative sul Municipio, e soprattutto l’amaro lasciatoci dall’aver perduto, dal non essere riusciti a “ribaltare” il risultato. E poi ancora la questione rifiuti a Napoli, l’arresto di Del Turco in Abruzzo, la crisi economica che mette a dura prova anche il nostro Paese, la manifestazione del 25 ottobre, l’onda studentesca che agita le scuole e gli atenei, in rivolta contro la riforma Gelmini, il terrorismo internazionale che torna a colpire, la vittoria di Obama alle presidenziali americane, la questione morale e la bufera giudiziaria che si abbatte inattesa sul partito, le lacerazioni che indeboliscono il Pd, la Direzione del 19 e la voglia di riscossa che si fa largo.

Di cose ne sono capitate tante, tantissime e, come sempre, ciascuna di esse ha contribuito a comporre il “quadro dell’oggi”, a porre le basi di quelli che saranno i passi di domani.

C’è ancora da fare, tanto, tantissimo. Specialmente per ciò che riguarda il PD, la mia “casa politica”, il partito che ho sempre “sognato” e di cui abbiamo appena cominciato a gettare le basi.

Mi piacciono le sfide, specie quelle che appaiono più difficili, le più impegnative. Non ho mai amato le cose semplici e la mia vita “politica” (detta così sembra quasi una cosa “seria”) è costellata di esempi di questo “amore per le difficoltà”.

Ma è Natale ed allora vi lascio con una “filastrocca” inviatami da un’amica e che mi è piaciuta molto…

Per fare Natale
Si prende una N
come neve, neonato, notizia;
poi si prende una A
come attesa, arrivo, amore;
poi si prende una T
come tempo, trionfo, tesoro;
poi si prende una L
come luce, luna, letizia;
poi si prende una E
come entusiasmo, energia, euforia;
poi si mettono insieme
senza odio, senza guerra,
senza fretta, senza ansia,
senza male e si fa
NATALE.

(da Filastrocche.it)

TAG:  PD  NATALE 

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