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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 22 dicembre 2008



Berlusconi lancia il Presidenzialismo”, questi erano i titoli che bene o male hanno inondato le prime pagine dei giornali di tutta Italia: in mezzo ad una crisi del genere, mi dite che senso ha parlare di presidenzialismo? Non ha senso per i comuni mortali, ma per Berlusconi e quei cani da riporto che sono i direttori dei giornali italiani sì: come si fa a diffondere l’ottimismo, il consenso a prescindere, la gaiezza di un premier, se si analizza nel dettaglio una Finanziaria che fa brodo da tutte le parti, che mette una pezza di tela su una falla di una diga, ma soprattutto che parla dell’incapacità strutturale di questo Governo a rispondere alle esigenze degli italiani?

Sono quindici anni che Berlusconi oramai impone l’Agenda Unica della Politica, e raramente c’è qualcuno che osa cambiarla, soprattutto a sinistra: ogni giorno lui lancia una lepre ad edicole e reti unificate e per tutto il giorno giornalisti, opinionisti e politici la inseguono, non parlando d’altro.

La lepre sono stati i processi a Vanna Marchi, di Cogne, di Garlasco e di Erba per nascondere quelli di Berlusconi, Previti, Dell’Utri e dello slittamento su satellite di Rete4.

La lepre sono gli inviti alle grandi riforme, ovviamente da fare assieme, per infilarci qualche legge vergogna all’insaputa degli Italiani.

La lepre sono le vacanze estive di Marco Travaglio, l’antipolitica di Grillo, il giustizialismo di Di Pietro, l’uso criminoso della tv di Santoro e le sedicenti guerre tra procure.

La lepre sono le tasse di successione da abolire per nascondere i 100 miliardi di evasione fiscale.

La lepre di oggi è il presidenzialismo, quella di domani quale sarà? Intanto conflitto di interessi, leggi vergogna, immunità parlamentare, picconamento della Costituzione e distruzione della Sanità, Scuola, Ricerca e Università pubbliche a favore di quelle private scompaiono dal dibattito politico.

Eppure la gente è contenta di Silvio e continua ad essere sempre più delusa dalla Sinistra: gli smemorati di Arcore sembrano aver appena iniziato a governare, eppure dal 2001 al 2006 a creare un buco nero nei bilanci dello Stato c’erano loro, tanto che Prodi fu costretto ad alzare le tasse per quello. Loro le tasche nelle mani dei cittadini non le mettono mai, lo fanno fare sempre agli altri, loro si limitano a tagliare ovunque si possa, indiscriminatamente.

Tutti si sono lamentati in questi mesi (io in primis) dalla non-opposizione del PD, eppure non appena sembrava essersi “scetato” dall’appisolamento politico, subito valanghe di critiche dalle edicole e reti unificate, che per risolvere la nuova tangentopoli che riguarda tutti i partiti, ma un po’ di più il PD, hanno suggerito: “Abbandonare Di Pietro” (Polito, il Riformista) e “Dimenticare Berlinguer e la Questione Morale” (Ferrara).

Intanto sulla rete molti neo-comunisti si dicono insoddisfatti dal dibattito incentrato solo su Berlusconi: ricordo ancora il titolo di Liberazione “Ma chi se ne frega di Rete4”, all’indomani dell’ennesima legge ad personam per il Cavaliere.

Se il mio e quello di gente come Marco Travaglio, Grillo, Oliviero Beha, Massimo Fini e tantissimi altri è “giustizialismo fine a se stesso”, questo è il solito benaltrismo di cui avevo già parlato dei compagnucci della parrocchietta, non a caso recentemente estinti.

Per loro il problema è sempre un altro: non è il monopolio berlusconiano delle tv, cioè della non-informazione, dell’immaginario collettivo, del senso comune, della scala dei valori e soprattutto dei disvalori degli Italiani, bensì, come è noto, sono il modello di sviluppo, la globalizzazione, il capitalismo e, soprattutto, difendere dalle infamie fasciste la rivoluzione cubana.

Purtroppo temo che queste persone siano in buona fede, il che è molto peggio: come può non capire chi si dedica agli ultimi, ai temi dei salari, del precariato, dell’ambiente, della pace, della laicità, dei diritti civili, dell’antifascismo che su questi temi l’Italia non si smuoverà di un millimetro proprio perché essi non appaiono mai in televisione, dunque non diventano centrali nel dibattito politico, culturale, giornalistico, quindi non esistono?

Come possono inseguire anche loro la lepre e farsi mangiare dal Caimano, proprio loro che si dicono ultima speranza della Sinistra (andiamo bene)?

La battaglia per spedire Rete4 su satellite e dare le benedette frequenze ad Europa7 non è un dispetto a Berlusconi o a Fede, né un semplice rispetto delle due sentenze della Consulta e di quella della Corte di Giustizia Europea per evitare le due procedure di infrazione UE con multe salatissime, ma è soprattutto una battaglia per il pluralismo.

Francesco Di Stefano ha vinto nel 1999 la gara di appalto delle frequenze su cui sosta in costituzionalmente Emilio Fede, immaginatevi se, per fare concorrenza ai palinsesti unici Rai-Mediaset-La7, cosa sarebbe successo se quel bacino di utenza di almeno 30 milioni di Italiani che oggi tengono la tv spenta avrebbero potuto vedere ogni sera Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti, Fini, Beha, Freccero e tanti altri professionisti cacciati ed esiliati dalla tv in passato, di cui il solo Santoro ha fatto ritorno in Rai (e probabilmente verrà sfrattato).

Avrebbe ricominciato a fare informazione, la cosa che terrorizza più di tutti il partito azienda e il sistema dei partiti, di destra in primis, ma anche di una certa parte della Sinistra: grazie alla complicità trasversale, sono riusciti a tenere nascosto uno scandalo come Europa7, ma anche a diffondere un clima di odio verso la magistratura, seminando disinformazione e menzogne.

Le lepri del Caimano funzionano talmente bene che alla fine vengono tutti berlusconizzati: “Dimenticare Berlinguer”, diceva Miriam Mafai ieri e riprende Giuliano Ferrara oggi.

Complimenti, Missione Compiuta.

TAG:  BERLUSCONI  PRESIDENZIALISMO  REGIME  EUROPA7  RETE4  SINISTRA  PD  POLITICA  BERLINGUER  QUESTIONE MORALE 

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commenti a questo articolo 3
commento di Cassiani inviato il 23 dicembre 2008
In riferimento:

1 - alla questione morale, ai tanti parlamentari indagati, condannati, corroti, ecc. che siedono nelle aule del parlamento. Ma anche gli altri politici delle giunte locali, anch'essi indagati, condannati, collusi con mafia e/o camorra, corroti e/o corruttori, ecc.

2 - alle "mille" chiacchere dei politici (della destra !!) che i cittadini, sempre più ....."incazzati", sono costretti ad ascoltare in questo brutto periodo di crisi, ... il federalismo, ... la riforma della giustizia, .... il presidenzialismo, ... ora, .... la settimana corta, .....insomma chiacchere, chiacchere, ogni giorno ... una nuova sparata !! ogni giorno una "bufala" per parlare d'altro !!! .. del resto la destra ci sa fare !!!! ... considerando poi che certi giornalisti "servi" e "lecca culo" ... gli vanno dietro e fanno da cassa di risonanza !!!!

- Dunque, in riferimento a questo tipo di politica e di politici, tenendo presente la RABBIA dei cittadini perbene che sta salendo sempre più, è giunta l'ora che il PD faccia, da subito (ripeto ..... DA SUBITO), e con forsa:
UNA GRANDE BATTAGLIA PER LA RIFORMA DELLA POLITICA,
dimezzare i COSTI della POLITICA,
ripulire da indagati, condannati, ecc. la CLASSE POLITICA.
Il PD deve essere il promotore, DA SUBITO per :
a) Diminuzione, da subito, dei parlamentari : ... massimo 150 senatori e 350 onorevoli.
b) Unica Camera che legifera.
c) Fuori dal parlamento indagati, condannati, corroti, corruttori, mafiosi ed amici dei mafiosi, ecc.
d) Nessuno si può presentare come candidato (a qualsiasi livello), se ha "le fedina sporca".
e) Nessun parlamentare, eletto in una lista, dopo l'elezione può passare ad un'altra lista.
f) Per i politici abolizione di qualsiasi privilegio, impunità, protezione, scorte, abolizione del "Lodo Alfano", le auto blu solo in casi particolari, spese di Montecitorio e Palazzo Madama decurtate di 2/3.
(Si deve mettere in risalto il fatto che nessuo è obbligato
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