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contributo inviato da il 22 dicembre 2008

Ma chi ha detto che dobbiamo sopportare un personaggio eversivo ,che ha lostesso progetto  demolitore di legalità,democrazia del suo maestro Licio Gelli?

Appena il 4 dicembre il “maestro venerabile” della P2, intervistato da Klaus Davi, ha detto: “Nel mio piano di rinascita prevedevo la creazione di una repubblica presidenziale, perché dà più responsabilità e potere a chi guida il Paese, cosa che nella repubblica parlamentare manca”. Berlusconi, 20 dicembre: “Sono convinto che il presidenzialismo sia la formula costituzionale che può portare al migliore risultato per il governo del paese. L’architettura attuale non permette di prendere decisioni tempestive e non dà poteri al premier”

In nome di che cosa,di chi    dobbiamo avere paura di berlusconi e accettare la rovina del nostro Paese per privilegiare i suoi appettiti e i suoi affari personali?E’ stato eletto da una maggioranza.E allora?E’ diventato il padrone dell’Italia,delle sue ricchezze,delle Istituzioni.Sono otto mesi che governa,la metà quasi di quanto ha governato Prodi.E vediamo che ha ributtato nel baratro l’Italia in soli otto mesi.Disoccupazione,licenziamenti,immiserimento,evasione fiscale e corruzione dilaganti.Come nel suo quinquennio 2001-2006.Come dice d’Avanzo su Repubblica:le sue bugie sono pari ai suoi appetiti.Illimitati tutt’e due.” Il sermone di fine anno ci ricorda che la sua bulimia non conosce argini.
Vuole il presidenzialismo come il compimento della sua biografia personale. Non si accontenta di avere in pugno due poteri su tre. Dopo aver asservito il Parlamento al governo, pretende ora che evapori l’autonomia della magistratura. Dice che la riforma della giustizia è pronta e sarà battezzata al primo Consiglio dei ministri del 2009. Anticipa quel che ci sarà scritto:
i pubblici ministeri se le scordino le indagini. Diventeranno lavoro esclusivo delle polizie subalterne al ministro dell’Interno, quindi affar suo che governa in nome del popolo. I pubblici ministeri, ammonisce, diventeranno soltanto “avvocati dell’accusa”. Andranno in aula “con il cappello in mano” davanti al giudice a rappresentare come notai, o come burocrati più o meno sapienti, le ragioni del poliziotto. Dunque, del governo. Con un colpo solo, si liquidano l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione, “Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge”); l’indipendenza della magistratura (art. 104, “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”); l’unicità dell’ordine giudiziario (art. 107, “I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni”); l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 “Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”); la dipendenza della polizia giudiziaria dal pm (art. 109, “L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/berlusconi-varie/silenzio-sentinelle/silenzio-sentinelle.html:E la sua ricchezza personale,accumulata in 15 anni di politica barbara e personalistica,diventerà inesauribile quando avrà fatto fuori la magistratura e la stampa libera.E’ gia tardi per fermare questo pirata della cosa pubblica.Ma è fondamentale  farlo.Il personaggio è grottesco e vile.Ma il dissenso dev’essere forte per impedire a questo criminale di realizzare  i suoi obiettivi :annientare magistratura e stampa libera.Non vede la povertà che ha causato al Paese,la vuole nascondere neutralizzando la stampa e la magistratura.

TAG:  PRESIDENZIALISMO  CRISI  GELLI  BERLUSCONI 

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commento di M.T.R. inviato il 22 dicembre 2008
SEGUE:
Dittatore (dal Dizionario di lingua italiana):1) colui esercita poteri supremi senza dover renderne conto a nessuno
2)nell'antica repubblica romana, magistrato supremo straordinario, nominato in tempi di grave crisi.
Si potrebbe ancora dire che non lo sia già o non lo voglia essere tra breve? Secondo me la storia del presidenzialismo non è un modo per sviare l'attenzione, è che lui vuole veramente arrivare velocemente al presidenzialismo, a modo suo. E l'unico partito al governo che dissente, sa solo balbettare. Dove li ha messi tutti i suoi fucili pronti a scatenarsi contro chi non la pensava come loro? Berlusca glieli ha fatti appendere al chiodo in un armadio e ne ha preteso la chiave.
commento di M.T.R. inviato il 22 dicembre 2008
Non sono un sociologo e neppure un esperto in politica, però capisco due cose: 1) ora il dissenso generale è difficile che si manifesti perchè l'italiano medio è "schifato" dal modo di "fare politica" che ìmpera in Italia (anche i giornalisti televisivi sono responsabili, anche perchè permettono, e anzi in certo qual modo cercano, la rissa tra esponenti di partiti politici avversari) e la gente così non ascolta più perchè non riesce più a capire e sente la politica sempre più distante. E' portata a pensare che chi con passione si avvicina alla politica amministrativa dei comuni per il bene comune, lo fa solo per guadagnarci qualche cosa. (altrimenti cosa lo fa a fare?). Manca proprio la "cultura politica" in questo Paese. A peggiorare la situazione, i vari scandali veri o presunti che affiorano lungo lo stivale con giornali e telegiornali che fan da grancassa con buona pace della presunta innocenza fino a prova contraria.
2) Tutti i dittatori ignoranti prima o poi cadono. Sotto il peso della propria boria e cupidigia. Spesso in modo drammatico. Per loro. E sempre in modo drammatico per il Paese. Non dobbiamo avere paura delle parole. Ignorante significa che ignora. Questo governo ignora cosa voglia dire governare per il bene comune, ma sa benissimo come governare per il bene dei suoi componenti a scapito di tutti gli altri. Ignora il bene comune e non ha il senso del bene comune. Ricordo che la prima immagine che mi è venuta alla mente quando ha vinto le elezioni due legislature fa è stato un disegno che avevo visto da bambina: il pifferaio che si trascinava dietro molte persone in fila che danzavano intontite dal suono del suo flauto, con il baratro che si apriva davanti a loro.
Dittatore (dal Dizionario di lingua italiana):1) colui esercita poteri supremi senza dover renderne conto a nessuno
2)nell'antica repubblica romana, magistrato supremo straordinario, nominato in tempi di grave crisi.
Si potrebbe ancora dire che non lo sia già o non lo voglia e
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