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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 21 dicembre 2008

                                               

Vero che ormai ci siamo abituati. Quando il prezzo della benzina aumenta, schizza subito il prezzo. Quando diminuisce, si va con calma, c'è tempo. E così per luce, gas ... e mutui.

Già. Come infatti denunciano Adusbef e Federconsumatori, i mutuatari italiani pagano uno 0.54% in più sui mutui variabili rispetto alla media europea. Valore che sale allo 1.1% sul credito al consumo. Questo perchè nonostante i tassi sui mutui siano decisamente calati nell'ultimo periodo, i differenziali sui mutui variabili "faticano" a seguirli. E la Confindustria delle banche, l'Abi, cosa dice? "Non è incoerente che in una fase come questa, caratterizzata da rischi elevati per le banche, i differenziali siano rivisti al rialzo".

Come come come? Cioè, siccome sono in crisi, è giustificabile questa palese ingiustizia? E poi ai rischi delle famiglie chi ci pensa? Cosa dovrebbero quelle famiglie italiane che sono con l'acqua alla gola o che hanno perso le case a causa della truffa del tasso variabile, grazie alla quale le banche hanno fatto affari miliardari? O vogliamo parlare della truffa dei derivati, "grazie" alla quale le banche hanno e stanno sottraendo miliardi allo Stato (cioè a noi tutti=?

Ma per favore.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

TAG:  BANCHE  MUTUI  CONSUMATORI  TASSI  DIFFERENZIALE  CRISI  DERIVATI  VARIABILE 

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