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contributo inviato da dinapolifra il 19 dicembre 2008

Un grande partito è tale se ha il coraggio di mostrare pubblicamente il suo volto, anche se sfregiato, sofferente, deformato.

Il Pd oggi lo ha fatto e lo ha fatto con grande dignità, aprendo porte e finestre della propria Direzione Nazionale al mondo intero, consentendo la ripresa televisiva dei propri lavori e autorizzando la sua trasmissione “live” sui canali satellitari e tramite internet.

Non era né facile né scontato che ciò avvenisse.

E non era assolutamente pensabile che si sviluppasse una discussione vera, da cui è emerso l’orgoglio e il coraggio di chi vuole mostrare a tutti il travaglio e i dolori di un parto difficile ma necessario alla crescita e al progresso della democrazia nel nostro Paese.

C’è stato chi, intervenendo, ha parlato liberamente di finte primarie, di brutale violazione dei regolamenti, di uno statuto che blinda le oligarchie, di controlli dei capi-bastone locale che impediscono la reale partecipazione dei cittadini…

Quelle che abbiamo ascoltato non erano analisi e proposte stampate con la carta-carbone, ma opinioni veramente libere che, peraltro, hanno avuto il pregio di fotografare una situazione profondamente realistica di quanto sta accadendo oggi nel nostro Paese.

In Italia, finora, una cosa del genere non si era mai vista.

Forse è questa la grande novità della nascita del Partito Democratico ed è proprio in ciò risiede la causa di quanto sta avvenendo in questi giorni nel nostro Paese.

L’offensiva giustizialista che all’improvviso si è abbattuta sul Pd, probabilmente deriva da questa grande novità che, al tempo stesso, rappresenta anche una grande anomalia.

Troppe concomitanze, troppe coincidenze!

C’è stato solo un altro momento della storia d’Italia in cui, più o meno, attraverso altre forme ed altri strumenti, si è tentato di bloccare un processo similare e fu quando, alla vigilia della nascita del Governo di Solidarietà Nazionale, le Br rapirono Aldo Moro.

Anche allora, lo ricordo come se fosse ieri, il Paese era smarrito, incredulo, confuso.

I cittadini non capivano bene cosa stesse avvenendo e avevano paura, la stessa paura che oggi hanno milioni di famiglie italiane che non riescono ad intravvedere spiragli di luce nel proprio futuro.

Si capì, poi, che con il rapimento di Moro si era voluto bloccare un grande processo di crescita e di democrazia.

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