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contributo inviato da milli956 il 16 dicembre 2008
Sconfitta alle elezioni regionali dell'Abruzzo e ricerca del capro
espiatorio.
Leggo con incredulità che si vanno a cercare le "colpe" nell'alleanza
con Di Pietro.

Sono pienamente d'accordo con Veltroni: non cerchiamo alibi né
giustificazioni assurde. La causa non è da ricercare in casa altrui ma
nella propria. Se non si fa piena pulizia della vecchia mentalità, se
ci trasciniamo dietro carcasse legate ad un logoro e screditato modo
di fare politica, se non ci liberiamo di personaggi che hanno sporcato
l'immagine di un partito pulito e nuovo, è inutile e fuorviante
prendersela con Di Pietro che incarna, a torto o a ragione, l'unico
baluardo di un'Italia che resiste al compromesso ed esprime il proprio
parere senza tanti giri di parole. Non lo liquidiamo superficialmente
definendolo “populismo”: potrebbe essere al contrario capacità di
interpretare l’umore e il malumore della gente e farsene portavoci.



La classe dirigente del ns. partito, al contrario, è ancora in grado
di comunicare con il mondo reale o sa soltanto parlarsi addosso senza
sincerarsi che il messaggio arrivi a tutti? fa grandi discorsi ma
parlare con la "gente" alle prese con i problemi anche gravi di tutti i
giorni non credo sia più in grado di farlo. Sa scegliere i propri
rappresentanti? Sanno, i ns. grandi dirigenti, che certa Italia che per
la sinistra vota e vorrebbe continuare a votare invece di astenersi,
non chiede al Pd liti condominiali ma massima trasparenza, questione
morale, massimo coraggio anche di lasciare la propria carica per il
bene comune se ce ne fosse bisogno e , soprattutto, politici da votare
al di sopra di ogni sospetto. Il partito sta implodendo trascina
ndo con sé l’ottimo e il pessimo, in un mare magnum indistinto che
provoca solo sgomento e disamore in chi ha creduto in questo progetto.
Di qui il forte astensionismo e il qualunquismo dilagante.
Lasciamo perdere le alleanze, in questo momento sono l’ultimo
problema. Ripartiamo dalla questione morale, da scelte chiare e non
compromissorie, dall’ideale che si fa concretezza e si trasforma in
proposta politica che sappia migliorare la vita delle persone ed essere
modello indiscutibile per tutti. Mirella Luzi

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