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contributo inviato da Barbara T il 12 dicembre 2008
Oggi sarebbe giorno di festeggiamenti per noi del PD dopo la clamorosa marcia indietro del Ministro Gelmini sulla riforma della scuola ma pur registrando con soddisfazione che la nostra battaglia per il ritiro del Decreto ha avuto un risultato straordinario e per niente scontato, non possiamo goderne appieno perché il momento che viviamo non è di festa e perché il Governo offre continuamente nuovi fronti di lotta e crescenti preoccupazioni sulla sua incapacità di fronteggiare una crisi molto seria.

Il Partito Democratico sta conducendo in Parlamento un’opposizione molto dura e concreta, non so quanto percepita nel Paese reale ma efficace e la svolta sulla Scuola ne è la prova. Sono sicura che nelle prossime settimane scoppierà un’altra grana per il Governo Berlusconi: la bufala della social card, un provvedimento spacciato per una misura di sinistra a vantaggio dei ceti più poveri che si rivela come una norma macchinosa e dall'incerto finanziamento che solo una mente “creativa” come quella del nostro ineffabile Ministro del Tesoro poteva concepire.
Due parlamentari del PD, Massimo Vannucci (qui la sua interrogazione) e Donata Lenzi (qui la sua analisi) hanno studiato a fondo il decreto ministeriale di attuazione della Social card scoprendo e denunciando tutti i limiti di una misura che si configura né più né meno che come un’elemosina molto costosa e per nulla efficace. Buona lettura

Barbara Temperilli

TAG:  PD  SCUOLA  VITTORIA  DONATA LENZI  SOCIAL CARD  DECRETO GELMINI  MASSIMO VANNUCCI 

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