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contributo inviato da Patadolla il 10 dicembre 2008

Oggi sono esattamente 20 anni che nonno ci ha lasciato.

Era il 10 dicembre del 1988, 2 giorni prima ero passata a trovarlo e nonostante fosse molto debilitato abbiamo giocato a canasta prima e a scacchi poi. Lo ricordo ancora come fosse ieri.

Nonno era un socialista (ma nel 1981 dopo 50 anni restituì la tessera), uno che si è sempre impegnato a difendere i principi ed i valori in cui credeva. Uno che ha fatto la resistenza nelle brigate Matteotti, è stato componente del CLN, costretto alla clandestinità, ha messo a rischio la sua stessa vita per salvare il nostro Paese e restituirci un’Italia migliore.

Pochi, oggi, sanno - o ricordano - che dietro la fuga di Pertini e Saragat dal Carcere di Regina Coeli c’erano i miei nonni, Alfredo e Marcella Monaco, mio zio Luciano Ficca (che a Via Tasso è stato prigioniero prima della deportazione in Germania), e un manipolo di giovani che credevano che l’Italia non meritasse la dittatura fascista prima e l’occupazione nazista poi.

Nei valori della libertà e della democrazia, nonno ha educato prima i figli e noi nipoti poi e in quella storia sono cresciuta, in nome di quei principi ho scelto di “impegnarmi”.

Alcuni potrebbero definirla una “politica romantica”, ma cos’altro dovrebbe essere la politica se non “servizio alla comunità in nome di un interesse collettivo di gran lunga più importante di quello particolare”?

Con questo spirito provo a fare politica oggi, cercando di non deludere mai quei nonni che hanno fatto grande l’Italia.

A chiusura: mi sento un po’ in colpa perché avevo promesso avrei pubblicato un volumetto con la storia della mia famiglia in modo che la memoria non andasse perduta. In realtà ho scritto qualcosa ma è rimasta chiusa nelle pagine del mio pc. Forse è giunto davvero il momento di tirare fuori questa piccola “storia della resistenza vista con gli occhi di una nipote” e condividerla, di donare al museo della memoria carte e documenti, “perché gli anziani ricordino ed i giovani sappiano quanto è duro riconquistare la libertà perduta” (cfr Pertini racconta di Gianni Bisiach).

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commenti a questo articolo 1
commento di shining69 inviato il 10 dicembre 2008
puma io ho conosciuto il peggio del PSI ma concordo con te questi dirigenti fanno quasi rimpiangere craxy figuriamoci nenni e pertini.
anche se stimo ciampi per me pertini rimane il miglior presidente della repubblica che l'italia abbia mai avuto.
commento di il Puma Democratico inviato il 10 dicembre 2008
Anche il sottoscritto, come tanti altri che ora sostengono il PD, negli anni passati ho avuto una famiglia di sostenitori del vecchio PSI come Nenni e Pertini ad esempio di tutti quelli che avevano contribuito a ricostruire la Società Italiana distinguendosi da fascismo e dal comunismo.
Purtroppo la caporetto del PSI ha lasciato un vuoto sulla scena politica Italiana, mi dispiace dirlo, ma questo vuoto non è ancora stato colmato da quei ex dirigenti del vecchio PCI poi DS poi PD e ora PD che si sono dimostrati dei personaggi mediocri, non certo all'altezza di rappresentare una vera alternativa di governo, unico raro tentativo è stato quello di Prodi che poi si è dimostrato troppo fragile e incapace di riunire il popolo della sinistra Italiana.
Ho l'impressione che anche questo PD fallirà nell'intento di coalizzare il popolo della sinistra, sembra paradossale vedere un partito come il PD composto da persone della sinistra storica che non riesce a decidersi di aderire al PSE.
Visto come stanno andando le cose, personalmente rimpiango assai il mio primo voto dato al PSI nel 1968-1969.
commento di grandmere inviato il 10 dicembre 2008
Spero che molti come te abbiano questo spirito di servizio nell' intraprendere un impegno politico.
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