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contributo inviato da claudio gandolfi il 5 dicembre 2008

Il 6 dicembre 2007 il GR2 delle 8,30 aprì con questa notizia:” Torino incendio nella notte in acciaieria, 1 morto e 8 feriti”. All’inizio sembrava un “normale” incidente come tanti altri, quegli altri mille che tutti gli anni lasciano soli nel dolore i familiari delle vittime e che a fatica trovano un posto nelle pagine di cronaca nera, poi l’episodio assunse progressivamente i toni di una tragedia collettiva ed i morti diventarono in un drammatico stillicidio mediatico 2, poi 3, poi 4, poi ancora e sono 5, poi 6, infine l’ultimo a chiudere la lista di 7 persone innocenti partite da casa con le proprie gambe per andare al lavoro e tornate all’affetto ed al dolore dei propri familiari ed amici dentro ad una bara.

Così un anno fa il Paese scoprì drammaticamente la mattanza quotidiana che avviene nei nostri luoghi di lavoro e per alcune settimane tutti sperammo che si stesse definitivamente rompendo il muro di indifferenza, silenzio e “omertà” che chiude da tempo in un recinto da “riserva indiana” i temi del lavoro, della salute e della sicurezza; così purtroppo non è stato e dopo il funerale dell’ultima vittima della strage di Torino i riflettori si sono di nuovo spenti per riaccendersi ad intermittenza senza che nulla sia cambiato nella sostanza. Nel nostro Paese ogni giorno 4 persone continuano a morire di lavoro e questo sembra essere diventato “normale”, un costo da preventivare, un obolo da pagare allo sviluppo economico, lacrime e sangue in cambio di salario.

Quella di oggi 6 dicembre potrebbe diventare una data simbolica, “LA GIORNATA DELLA MEMORIA DEI MORTI DI LAVORO” , il momento dell’anno da cui partire per "costringere" il Paese, le nostre coscienze addormentate ad occuparsi di salute, sicurezza e dignità delle persone sul lavoro SEMPRE, TUTTI I GIORNI e non solo quando c'è la grande tragedia, il botto dove in un colpo solo si fa filotto di persone.
C'è molta ipocrisia in giro, sentimento diffuso e trasversale ai soggetti che a vario titolo hanno responsabilità sulla materia e che insieme all'indifferenza ed al senso di abitudine (quasi di rassegnazione) alla morte, sono le cose più pericolose contro cui combattere.
Dobbiamo unire le forze per non disperdere energie in un Paese da un lato distratto dalle “veline” e dall’altro soffocato da una grave ed incombente crisi economica, motivo questo che potrebbe indurci a diventare indulgenti verso un meccanismo deleterio e pericoloso che vede progressivamente abbassarsi l'asticella dei diritti; il bisogno di lavoro è forte ed il rischio per molti di perderlo potrebbe portarci ad accettare condizioni "incivili" pur di lavorare e sopravvivere.
Dobbiamo evitare questo perchè nulla è per sempre ed il diritto alla vita sul lavoro ce lo dobbiamo riconquistare ogni giorno, ogni volta che usciamo di casa per andare al lavoro.
Impegniamoci tutti per ridare DIGNITA’ alla parola LAVORO e perché la nostra diventi FINALMENTE anche nei fatti “UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO”.

Claudio Gandolfi, Bologna

TAG:  SICUREZZA  LAVORO  GUERRA  MATTANZA  IPOCRISIA  INDIFFERENZA 

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commento di claudio gandolfi inviato il 8 dicembre 2008
Io non mi aspetto più le “……indicazioni dei politici o dei sindacalisti di turno .....”, preferisco agire nel tentativo di evitare che succeda ad altri quello che è successo a me quel lontano 15 aprile 1991 quando volai da una impalcatura come un angelo senza ali; ho scelto la strada di combattere questa “guerra quotidiana” sporcandomi le mani e mettendoci la faccia, l’umiltà e l’esperienza personale; io faccio sindacato militante affrontando i problemi direttamente nei cantieri a contatto con le persone, con la loro umanità, dando quel poco che ho da dare e ricevendo in cambio molto a livello umano.
E’ difficile, impegnativo, alterni momenti di entusiasmo ad altri di scoramento ma è necessario provarci e continuare a farlo perché l’alternativa è la guerra tra poveri dove ognuno è solo ( e debole, ricattabile) contro il “padrone”.
La mia sarà una “pia illusione” ma resto convinto che con le tante nostre piccole gocce prima o poi diventeremo mare……….

claudio gandolfi
commento di geronimo70 inviato il 7 dicembre 2008
Sono arrabbiato..
le morti non si fermeranno.
I controlli non arriveranno...tanto meno le sanzioni...
La battaglia sulla sicurezza è persa in partenza... se non si prende una posizione chiara su da che parte stare... a rischio di infastidire "Marci..."
(ndr Marcegaglia).. PD e sindacati latitano...

Le morti sul lavoro sono morti di minoranza di quella che oggi non ha voce e non ha rappresentanti.. ...fantasmi ancor prima di morire...

commento di grandmere inviato il 7 dicembre 2008
Il Testo Unico di Prodi per la sicurezza, aspetta solo di essere attuato, ma certo questo governo non intende percorrere questa strada. Se ci fosse stato il tempo per renderlo operativo, forse avremmo avuto qualche morto in meno
commento di shining69 inviato il 6 dicembre 2008
il costo lordo va redistribuito tra salari e pensioni che sono ridotte alla miseria. E bisogna investire nuova liquidita in energia, sicurezza, ricerca e in un nuovo welfare, flessibilità sul lavoro si ma precarietà no! è iniqua e ricattabile un pericolo per tutti.
commento di liberodidecidere inviato il 6 dicembre 2008
credo che in italia sia fondamentale ridurre il costo lordo per far si che le risorse vengano distribuite in realta' importantissime come la sicurezza perche e' difficile alle volte poter investire nella sicurezza quando le istituzioni che dovrebbero agevolarti ti"massacrano" di tasse!
comunque sia e' una vergogna che nel 2008 in un paese moderno si muoia e nessuno si muove per velocizzare la "macchina giustizia"
meno burocrazia piu' rispetto per chi "ti manda avanti la Baracca!"
come mai in una realta' in cui sono(paesi bassi) si rispetta e non si pretende troppo?
sarannno istituzioni caritatevoli o hanno capito che meglio sta l'operaio e' piu' esso lavora,rende senza accorgesene?
e poi perche in questa' realta' sempre europea, il minimo stipendio e'1200 EURO?
tutti i politici dovrebbero farsi un'esame di coscienza e dire:"io guadagno tanto,troppo....
da oggi il mio tanto,troppo vorrei vederlo investito in sicurezza,futuro dei figli e politiche sociali.."
spero che questo mio punto di vista non offenda nessuno anche perche'io,essendo un realista non riuscirei mai ad esprimermi a favore di qualcuno......
commento di rebyjaco inviato il 6 dicembre 2008
Scusate se insisto. Ma non vedo perchè queste vittime debbano rappresentare più delle altre MIGLIAIA di vittime. Perchè sono rappresentati da un sindacato POTENTE? Non voglio MENO per queste vittime, VOGLIO di PIU' per le altre vittime alle quali generalmente si danno quattro soldi, appena sufficienti per il funerale. E' questo, che per me è importante. >La vittima fatale, è irrecuperabile, le famiglie rimangono, sole, con scarse o nessune risorse. Chi fa le COLLETTE per loro? E gli invalidi TOTALI o Parziali? Chi li protegge, lo Stato? Come ai militari inquinati, contaminati, avvelenati? Ci sono migliaia di famigie nell'indigenza a causa della morte del capo famiglia. Non VOGLIO minimizzare questa tragedia, non vorrei esistesse questa disparità di trattamento.
commento di ilro inviato il 6 dicembre 2008
Piero Fassino che, insieme alle famiglie delle vittime e alle autorita' locali, ha partecipato questa mattina al cimitero generale di Torino alla cerimonia in occasione del primo anniversario della tragedia della Thyssen. ''Non dimenticare l'atroce tragedia dei lavoratori della Thyssen e' non solo un dovere morale, ma un impegno politico: un paese civile, infatti, non puo' tollerare che ogni anno 1500 persone muoiano lavorando. Ed e' certo sconcertante che nessun esponente del governo e della sua maggioranza abbia sentito la sensibilita' di essere questa mattina accanto ai familiari delle vittime''.
''Restituire dignita' al lavoro e' condizione essenziale perche' ogni cittadino si senta rispettato e tutelato nella sua fatica
commento di shining69 inviato il 6 dicembre 2008
riporto da wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Moretti
Mauro Moretti (Rimini, 29 ottobre 1953) è un dirigente pubblico italiano.
Si è laureato in ingegneria elettrotecnica presso l'Università degli Studi di Bologna nel 1977. Nel 1978, a seguito di concorso pubblico esterno, è dapprima quadro e poi dirigente nelle Ferrovie dello Stato, e poi in alcune delle società del Gruppo FS.
Dal 2001 al 2006 è amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e dal 2003 è presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani.
Nell'ottobre 2003 il programma televisivo Report raccoglie la testimonianza di alcuni macchinisti ed operatori secondo i quali Mauro Moretti sarebbe una figura chiave nello smantellamento dei reparti di manutenzione e nella riduzione di personale delle ferrovie. Viene denunciata la "collaborazione" fra ferrovie e alcuni sindacati, cosa che avrebbe portato Mauro Moretti - ex Segretario Nazionale della CGIL Trasporti - a diventare dirigente di punta delle Ferrovie e protagonista del contestato progetto alta velocità. Mauro Moretti continuerebbe ad essere invitato alle Feste dell'Unità come relatore.
Dal settembre 2006 è amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Spa. È salito agli onori delle cronache, pochi mesi dopo il suo insediamento ai vertici della compagnia ferroviaria, per aver fatto una relazione al Parlamento in cui ha descritto come catastrofica e sull'orlo del fallimento la situazione dell'azienda.
Nel 2008 il ferroviere, responsabile della sicurezza, De Angelis viene licenziato, dopo aver denunciato che alcuni ETR 500 si erano spezzati[1][2]. Moretti, in un'intervista[3], sostiene che il licenziamento è giusto.
commento di shining69 inviato il 6 dicembre 2008
caro rebyjaco personalmente non penso che vogliamo ricordare solo i morti della tyssen dimenticando le altre, ma i morti della tyssen possono essere quello che i morti di chicago del 1 maggio 1886 sono stati per i nostri padri e i nostri nonni.
la morte di quei lavoratori nella vasca di liquami in sicilia per me è altrettanto atroce delle morti della tyssen, se non forse peggio per cio che la merda che li circondava rappresenta per la dignità delle persone.
ma le morti della tyssen hanno qualcosa che tutte le altri non hanno. finalmente qualcuno ha messo in discussione il concetto dell'accidentalità della morte. sbattendoci in faccia la nuda e cruda verità queste morti, come tutte le morti sul lavoro, sono state volute da tutti coloro che non hanno fatto nulla per la sicurezza. questi lavoratori muoiono perché volontariamente governi, sindacati, imprenditori, lavoratori minimizzano l'importanza della sicurezza sul lavoro.
ho messo anche i lavoratori perché spesso per ignoranza anche loro minimizzano, ma la colpa della loro ignoranza è ovvio non dipende da loro ma tutti gli altri che li lasciano nell'ignoranzanza.
sveglia PD fai una gran battaglia perché nel terzo millennio non si può ancora morire lavorando, questa è una battaglia di civiltà abbi il coraggio di farla anche andando contro i sindacati che miopi hanno coperto gli assassini.
commento di w.tromb inviato il 5 dicembre 2008
continua da sotto


Nel 1979, non eri tu il praticante legale nello studio del deputato Giuseppe La Loggia?

Non fosti tu inserito da quest'ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa?

Non fosti tu a lasciare la società nel 1980, riprendendo l'attività di avvocato, e nel 1992 a fondare, assieme a due soci tra cui Antonino Garofalo, rinviato a giudizio nel 1997 per usura ed estorsione, la società di recupero crediti GSM?

Spero che ti ricorderai che a causa di tale attività successivamente sei stato definito in una battuta del ministro della giustizia Filippo Mancuso ”il principe del recupero crediti”?


Noi vecchietti di Cecchina siamo e saremo sempre vicini alle famiglie dei caduti sul lavoro tu presidente Schifani non lo sei e non lo sarai mai. Hai un’altra cultura!


Wladimiro Trombetta
commento di w.tromb inviato il 5 dicembre 2008
Renato Schifani hai dato il meglio di te, nel tuo intervento sulle morti bianche a Cernobbio, poco tempo fa. Di fronte all’ennesima sciagura, hai tuonato: Basta! Il Paese è stanco di questo stillicidio. Le leggi ci sono, servono più controlli!

Ma tu Renato, presidente del Senato, non ti sei fermato a queste generiche parole. Tu ha ben chiaro chi è il colpevole di questa vergogna, e non hai esitato a dirlo.

Hai detto chiaro e tondo quello che tutti sanno: la colpa è degli operai e della loro scarsa cultura sul tema della prevenzione. Hai continuato, con accento angosciato: Bisogna educare al rispetto del regole la classe operaia. Perché è noto a tutti che imprenditori, capi cantiere, capi reparto invitano continuamente i lavoratori a fare attenzione, a non preoccuparsi se si produce un po’ di meno o a costi più alti.

E tutti sappiamo che, nonostante questi amorevoli consigli, questi disgraziati scavezzacollo degli operai si divertono a sfidare la sorte, a lavorare senza rispettare le più elementari regole di sicurezza. E si vantano pure quei meschini, nei dopolavoro o nelle sedi sindacali e di partito, o a casa con le mogli e i figli, delle loro imprese sull’ottovolante delle gru, sui giri della morte nei cantieri. Meno male che ci sono questi esemplari rappresentanti delle Istituzioni a ristabilire la verità e a ricordarci come stanno davvero le cose.

Adesso caro avvocato Renato Schifani siamo noi ex operai sopravvissuti oggi ,ottantenni, a chiederti qualcosa.


Nel 1979, non eri tu il praticante legale nello studio del deputato Giuseppe La Loggia?

Non fosti tu inserito da quest'ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa?

Non fosti tu a lasciare la società nel 1980, riprendendo l'attività di avvocato, e nel 1992 a fondare, assieme a due soci tra cui Anto
commento di rebyjaco inviato il 5 dicembre 2008
Non capisco questa ossessione di ricordare solamente i morti della thyssen. Ma vi siete gia dimenticati quelli che sono morti in una vasca di liquami in Sicilia? e quelli morti nel camion cisterna che stavano lavando? e quelli della fabbrica d'olio (non ricordo il posto) saltati in aria mentre stavano facendo la manutenzione? A questi, addirittura, è stato chiesto un risarcimento (alle famiglie). Non credo sinceramente che nessuno pensi che valgono meno, ma forse il fatto di appartenere a Sindacati " più deboli ?" li fa diversi? La sicurezza è importante per tutti, ma forse sarebbe l'ora che i sindacati ricevessero le denuncie (anche anonime se necessario) e si muovessero in aiuto delle future vittime. E attenzione!! manca proprio la cultura anche da parte dei lavoratori che non prendono le dovute precauzioni come Caschi, Guanti, Scarponi ecc. per negligenza e superficialità.
commento di shining69 inviato il 5 dicembre 2008
la battaglia per la sicurezza sul lavoro deve essere una delle battaglie principali del PD si vuole capire o no? è pazzesco che chi viene dal partito dei lavoratori non mostri sensibilità per questa tematica.
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17 febbraio 2008
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