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contributo inviato da luigi cacialli il 2 dicembre 2008

L'onda si infrange nelle secche, e mille coriandoli d'argento sbuffano nel cielo oscuro per ricadere gravi e perdersi, indistinti, nella schiuma. Ma subito l'onda si riforma rotolando violenta verso riva, dove si abbatte la sua furia distruttrice, divorando spiagge, moli ed ogni cosa. Frammenti di relitti, cataste di legni, bottiglie sparse in ogni dove, è quel che resta sul povero arenile dopo la mareggiata. In questi giorni la burrasca ha mostrato ancora una volta tutta la sua bellezza, uno spettacolo primordiale che paghiamo a caro prezzo specie là dove non abbiamo costruito difese adeguate. Alla foce del fosso Cervia la spalletta del ponte è divelta e rischia di franare da un momento all'altro, alcune barche sono affondate, gli argini hanno ceduto in più punti, la spiaggia davanti al Boschetto è scomparsa sostituita da cumuli di detriti. La situazione è decisamente migliore dove sono state costruite le barriere soffolte. In alcuni casi le onde sono arrivate fin dentro le strutture degli stabilimenti balneari ma i danni, per fortuna, pare siano limitati. Da anni non si assisteva a mareggiate di queste proporzioni, c'è da chiedersi cosa sarebbe successo senza le barriere a difesa della costa. Ora, però, ne servono di nuove per salvare la spiaggia del Boschetto e quella al confine con il comune di Scarlino.
  

 
   

Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

 (Vincenzo Cardarelli)
   

  

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