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contributo inviato da vittorio.sipuofare il 29 novembre 2008
In attesa dell'ultimo giorno valido per l'efficacia delle dimissioni di R, appunto la vigilia di Natale, ci ricorda Francesco Sanna, Senatore della Repubblica e profondo conoscitore della normativa:

La legge statutaria della Sardegna, sino a quando le dimissioni del Presidente della Regione non divengono efficaci, non prevede limiti ai poteri di Giunta e Consiglio. Non c’è nessun elemento testuale che possa indurre a questa interpretazione. La legge statutaria  impone difatti l’ordinaria amministrazione a Presidente e Giunta solo nel caso della approvazione della mozione di sfiducia da parte del Consiglio.
Su tale punto ho un’opinione diversa da quella espressa alla stampa dall’onorevole Spissu.

Sul punto il Senatore Sanna ha ragione. L'articolo 22 della legge statutaria della Regione Sardegna prevede il passaggio all'ordinaria amministrazione soltanto nel caso di mozione di sfiducia, e non nel caso di dimissioni volontarie:

Art. 22
Mozione di sfiducia

1. Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Regione mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei consiglieri regionali. La mozione non può essere posta in discussione prima di venti giorni e deve essere votata non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
2. Il voto del Consiglio regionale contrario ad una proposta del Presidente della Regione non comporta l’obbligo di dimissioni di quest’ultimo.
3. L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione nonché le dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio regionale comportano lo scioglimento del Consiglio e l’indizione di nuove elezioni del Consiglio regionale e del Presidente della Regione. Il Presidente e la Giunta rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione fino alla proclamazione del nuovo Presidente della Regione.
4. Le dimissioni volontarie del Presidente della Regione determinano lo scioglimento del Consiglio e l’indizione di nuove elezioni. In tal caso le funzioni di Presidente sono svolte dal Vicepresidente che le esercita fino alla proclamazione del nuovo Presidente della Regione a seguito delle elezioni.
5. Le dimissioni del Presidente sono presentate al Presidente del Consiglio regionale e diventano efficaci trenta giorni dopo la presentazione. Entro tale data possono essere ritirate. Esse sono discusse in apposita seduta del Consiglio convocata in una data compresa tra i venti e i trenta giorni dalla presentazione.

Non si comprende però il motivo per il quale il Senatore non ponga significativo rilievo al fatto che non sia mai stato nominato un Vicepresidente della Regione.

Egli avrebbe potuto ai sensi del comma 4 dell'articolo 22 svolgere le funzioni di Presidente.

Noi pensiamo che in questo senso avrebbe dovuto essere interpretato il comma, che si sarebbe quindi applicato sin dalla presentazione delle dimissioni e non soltanto dal momento della loro efficacia, poiché la ratio della norma mira a preservare il funzionamento ordinario della Regione, anche in attesa di confermare le dimissioni presentate.
Non avrebbe senso che un Presidente dimissionario potesse approvare atti di straordinaria amministrazione nel periodo di cooling, infatti.

In questo senso va interpretato l'intervento di Spissu. In mancanza del Vicepresidente - mai nominato - si può applicare per analogia di intenti e finalità legislative il comma 3 dell'articolo 22, a titolo di maggior prudenza.

Non si comprende perché poi il Senatore Sanna non si preoccupi di altri aspetti curiosi della nostra Legge Statutaria, come la mancata costituzione della Consulta di Garanzia prevista dall'articolo 34, fatto che - come abbiamo già avuto modo di segnalare - impedisce l'applicazione e il funzionamento delle cause di incompatibilità di cui all'articolo 27 della legge statutaria, poiché appunto tale articolo si applica soltanto a seguito della costituzione della Consulta di Garanzia:

Art. 27
Altri casi d’incompatibilità
1. Oltre ai casi previsti dall’articolo 26, non possono rivestire la carica di Presidente della Regione, assessore regionale, consigliere regionale, i soggetti che detengano, ai sensi del Codice civile, direttamente o indirettamente, il controllo o la proprietà di società per azioni quotate in mercati regolamentati, nonché di società che abbiano un’influenza rilevante nella proprietà o nella gestione di una o più reti radiotelevisive o di uno o più quotidiani o periodici a diffusione nazionale o regionale, salva la stipula di un negozio fiduciario con le caratteristiche di seguito indicate.

Due pesi e due misure, forse, Senatore Sanna?
TAG:  SORU  GIUNTA  LEGGE STATUTARIA 

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