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contributo inviato da Rita Ghedini il 27 novembre 2008
da www.ritaghedini.it

Lunedì la commissione parlamentare d’inchiesta sulle morti bianche – costituita presso il Senato – e presieduta dal Senatore Tofani si recherà a Sasso Marconi presso la Marconigomme per effettuare un sopralluogo nell’ambiti delle proprie funzioni ispettive e cognitive.
E’ un fatto positivo, che rimarca l’attenzione del Parlamento al gravissimo problema delle morti sul lavoro e, più in generale, della sicurezza. Lo sarà ancora di più se la Commissione saprà, nel complesso delle sue funzioni e dei suoi interventi, produrre atti concreti per modificare una situazione che va oltre l’inaccettabile: 929 morti e 23.237 invalidi, 929.510 incidenti nei luoghi di lavoro in 10 mesi, in pratica un morto e 20 incidenti ogni ora lavorativa, e dieci pensionati INAIL per invalidità ogni giorno! La peggiore situazione in Europa!
Una situazione non certo migliorata, nonostante il preteso approccio orientato “all’effettività” delle misure in materia di sicurezza proposto dal Ministro Sacconi, dagli innumerevoli interventi deregolativi posti in atto dal Governo: il decreto legge (23 maggio n. 90) sull’emergenza rifiuti in Campania, in cui sono state sospese gran parte delle funzioni autorizzative in materia di sicurezza; il decreto legge 3 giugno 2008 n. 97, che ha differito il ermine per la comunicazione a INAIL e IPSEMA dei relativi infortuni, ha approvato lo slittamento al 2009 del termine entro cui redigere il documento di valutazione dei rischi e ha abrogato le misure che prevedevano la responsabilità solidale tra committente e appaltatore per la regolarità delle ritenute fiscali e previdenziali, strumento fondamentale per il contrasto al lavoro irregolare; il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 e la manovra inanziaria con i quali è venuto meno l‘obbligo, per i datori di lavoro e i dirigenti, di munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento nei cantieri dell’edilizia, si modificano alcune norme in materia di orario di lavoro, si consentono deroghe a contratti aziendali e territoriali in materia di riposo giornaliero, pausa, lavoro notturno; infine, è stata esclusa la sanzione della sospensione dell’attività imprenditoriale in caso di reiterata violazione della disciplina in materia di durata massima dell’orario di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale.
Certo, gli incidenti e le morti non si evitano solo imponendo norme e controlli: occorre creare e diffondere la cultura della sicurezza a tutti i livelli dell’organizzazione del lavoro. Ma non c’è possibilità alcuna di procedere in questa direzione se affermazioni ed azioni si contraddicono reciprocamente, nei fatti: la coerenza è il primo dovere per chi governa!

Leggi il comunicato stamoa sull’interrogazone parlamentare

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