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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 26 novembre 2008

                                                   

E' arrivata, irreversibile, anche la caduta del CD come supporto musicale, dopo le musicassette e il vinile. Ormai il futuro è Internet, è l'Ipod e sono le pen-key, che ormai si possono inserire dappertutto (stereo, macchina, ecc.ecc.). Insomma, la rivoluzione digitale è ormai al punto di non-ritorno. Ne è una dimostrazione anche la notizia di oggi che per la prima volta una casa discografica guadagna di più dalla vendita attraverso Internet che attraverso i CD e gli altri supporti. Si tratta della Atlantic, una delle major mondiali più importanti. Ma la major, più che della vendita in digitale, hanno "paura" dell'enorme calo di introiti dovuto al P2P ("peer to peer"), ovvero il libero scambio dei contenuti digitali che avviene fra gli utenti di Internet sulle ormai famose piattoforme tipo eMule. Tutto ovviamente senza pagare i diritti d'autore, la SIAE, ecc. ecc. e quindi con ricavi zero per le major.

Io credo che ormai le major debbano prendere atto della realtà e adeguarsi. Ormai, tralasciando il discorso se sia giusto o no, il P2P non si può fermare. Tanto vale adeguarsi e creare siti di download, strariempiti di pubblicità in tutte le forme e modalità possibili, dai quali scaricare gratuitamente. Magari inventandosi altri sistemi aggiuntivi per il download dei contenuti più richiesti, con magari dei "punti" assegnati tramite determinate modalità ... insomma, si inventino qualcosa per limitare i danni, ma lo facciano. Altrimenti perderanno tutto definitivamente.

E poi un po' di liberalizzazione in un mercato gestito prevalentamente da cartelli di major non guasterebbe.

www.discutendo.ilcannocchiale.it







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