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contributo inviato da rudyfc il 25 novembre 2008
RUDY FRANCESCO CALVO (da "Europa" del 25 novembre 2008)

La partecipazione alle primarie dei Giovani democratici è stata al di sopra di ogni aspettativa. I votanti sono stati 121.623 e, per la cronaca, il 77 per cento di questi (oltre 93mila) hanno decretato la vittoria del siciliano Fausto Raciti. Un risultato che si impone su qualsiasi contestazione, se solo si considera che la diretta inseguitrice, la radicale Giulia Innocenzi, si è fermata al dieci per cento, con 12mila voti. Ancora più staccati il bresciano Dario Marini (6,7 per cento) e il toscano Salvatore Bruno (6,3).


C’è però un dato sul quale il Pd, e non solo i suoi neo dirigenti young, dovrebbe riflettere. L’affluenza dei giovani ai seggi non è stata omogenea su tutto il territorio nazionale. Molto più alta al Sud e in alcune grandi città (Roma su tutte), molto ridotta nel Centro-Nord (con Milano a dare il “cattivo esempio” con meno di mille votanti). Basti pensare che, sulla base delle poche indiscrezioni che filtrano dal Nazareno, nella “rossa” Emilia-Romagna, ma anche in Lombardia, avrebbero votato meno giovani che nella sola Catania.

C’è evidentemente per il Pd (e non solo per il movimento giovanile) un problema politico che oltrepassa le pressioni dei dirigenti locali del partito a sostegno di taluni candidati del territorio, che pure ci sono state, o gli scontri tra componenti interne per eleggere i propri rappresentanti all’assemblea nazionale, anch’essi presenti, soprattutto nella Capitale. Il Pd non è riuscito nemmeno in questa occasione a mobilitare quello che viene definito il “voto d’opinione”, che proprio tra i giovani e soprattutto nelle regioni settentrionali trova tradizionalmente il proprio bacino più ampio. A portare 120mila ragazze e ragazzi alle urne non è stata tanto l’identificazione con il progetto del Pd o la volontà di partecipare alla costruzione di un’aggregazione giovanile di stampo riformista in grado di incidere sulla politica dei “grandi”, quanto piuttosto il sostegno a singoli candidati (locali più che nazionali).

Laddove il voto d’opinione c’è stato, inoltre, si è espresso in molte realtà a favore di Giulia Innocenzi. Ossia, la candidata meno organica al Pd, che vede in questo risultato, coerentemente con le posizioni espresse finora, un incoraggiamento a proseguire nelle sue battaglie, figlie della tradizione radicale.

I veri giochi, comunque, si faranno all’interno dell’assemblea nazionale. Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per capire su quanti delegati potrà contare ogni singolo candidato e, soprattutto, se si riprodurranno in quella sede le dinamiche correntizie che affliggono il Pd. Un problema non di second’ordine per il nuovo segretario, la cui maggioranza è piuttosto variegata.

Raciti si è espresso più volte a favore della nascita di una giovanile che abbia un alto grado di autonomia dal partito. Su questa linea ha ottenuto il sostegno esplicito degli ex giovani margheritini e anche di molti elettori delle primarie, che gli hanno espresso questa richiesta sui blog e su Facebook. E su questa linea confermerà il proprio impegno non appena entrerà nella pienezza dei propri poteri. Innanzi tutto, lavorando al radicamento del movimento sul territorio, con la costruzione di una struttura organizzativa diffusa, in grado di raccogliere le istanze dei singoli territori e renderle oggetto di riflessione a livello nazionale. Quindi, soprattutto nelle zone in cui questa struttura esiste già ma non ha dato i risultati sperati (vedi l’Emilia Romagna), ricalibrando il linguaggio e le risposte in maniera più adeguata alle esigenze dei giovani.
TAG:  PD  PRIMARIE  GIOVANI  RACITI  INNOCENZI  MARINI  BRUNO 

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commenti a questo articolo 0
commento di rebyjaco inviato il 25 novembre 2008
Mi dispiace che ci sia un solo commentario, questo dimostra che siamo lontani dalla popolazione, ed in particolare che siamo lontanissimi da quella del Nord. Ormai al Sud, e in mancanza di meglio, ambiscono a un posticino nel partito, non li critico, non li biasimo, sono vicino a loro nelle loro paure per il futuro, però rendiamoci conto, che al Nord, si sono resi conto che il partito non c'è più, non c'è più quel partito che li rappresentava. Questa classe politica, Veltroni Dalema, Fassino, Prodi ecc. ecc. hanno distrutto anche l'illusione di lottare, continuano nelle loro lotte interne all'ultimo sangue, perchè, anche se loro lo negano, il partito ancora rende molto, è ancora un centro di potere economico, grazie soprattutto al " cattivo" Berlusconi, che fa guadagnare TUTTI. Ma perchè credete che accadono le cose che accadono? Vedi i Latorre i Villari ecc.ecc.
commento di rebyjaco inviato il 25 novembre 2008
Mi dispiace che ci sia un solo commentario, questo dimostra che siamo lontani dalla popolazione, ed in particolare che siamo lontanissimi da quella del Nord. Ormai al Sud, e in mancanza di meglio, ambiscono a un posticino nel partito, non li critico, non li biasimo, sono vicino a loro nelle loro paure per il futuro, però rendiamoci conto, che al Nord, si sono resi conto che il partito non c'è più, non c'è più quel partito che li rappresentava. Questa classe politica, Veltroni Dalema, Fassino, Prodi ecc. ecc. hanno distrutto anche l'illusione di lottare, continuano nelle loro lotte interne all'ultimo sangue, perchè, anche se loro lo negano, il partito ancora rende molto, è ancora un centro di potere economico, grazie soprattutto al " cattivo" Berlusconi, che fa guadagnare TUTTI. Ma perchè credete che accadono le cose che accadono? Vedi i Latorre i Villari ecc.ecc.
commento di Mudne75 inviato il 25 novembre 2008
Al Nord la gente si è stancata di tutta l'ipocrisia del PD.......la gente al Nord guarda alla Lega...ecco perchè anche in Emilia la partecipazione alle primarie giovanili è in calo.

Il PD sta deludendo molti giovani che riponevano in questo movimento molte speranze di riformismo.

Il PD non è più nei fatti un partito laico e di sinistra....tanto vale votare per i propri interessi visto che gli ideali sono già andati a farsi friggere......grazie Veltroni.....grazie D'Alema....
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