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contributo inviato da simitan il 22 novembre 2008
 

IL GAZZETTINO   

GIOVEDI 20 NOVEMBRE 2008

Nel mirino il commercio

Giunta Tondo sotto accusa nei manifesti del Pd

Pordenone

È il primo vero attacco frontale che il Partito Democratico regionale ha deciso di sferrare nei confronti della maggioranza di centrodestra, Lega in particolare, e del presidente Renzo Tondo. Lo scontro scelto dal gruppo è sulla nuova legge che regola le aperture commerciali domenicali, approvata nelle settimane scorse e il "teatro" questa volta non sarà l'aula del consiglio, ma i muri e gli spazi esterni dei paesi e delle città del Friuli Venezia Giulia. Già sono comparsi i primi manifesti che il Pd ha fatto affiggere. Hanno le stesse dimensioni di quelli che sono stati "inventati" da Silvio Berlusconi: sei metri per tre.

«L'iniziativa - spiega il capogruppo regionale, Gianfranco Moretton - è la prima di una serie che abbiamo in mente. A distanza di oltre sei mesi dall'insediamento della nuova maggioranza e della presidenza di Renzo Tondo è giusto che i cittadini di questa regione sappiano come stanno le cose e conoscano i provvedimenti che questa giunta sta portando avanti». Nelle prime due righe dei grandi manifesti è già chiaro l'intento: "Tondo e la Lega Nord tradiscono le promesse elettorali". Il perchè - secondo il Pd - è scritto sotto. "La Lega aveva promesso 12 aperture domenicali dei centri commerciali e il presidente nel suo programma assicurava al massimo 20 deroghe festive. Morale? Siamo passati dalle 29 domeniche della scorsa legislatura alle 30 della nuova legge regionale". L'ultima frase è diretta ai dipendenti dei centri commerciali. "Tondo - si legge - dovrà spiegare come mai 30 festività sono meno di 29».

I manifesti usciti dalla tipografia sono alcune migliaia e campeggeranno in tutti i capoluoghi di provincia e nei Comuni più grandi della regione. «Questo - concludono dal gruppo del Pd - è solo il primo assaggio».

 

                                                                                     POLITICA

VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

VERSO LE ELEZIONI

I Circoli della libertà: “recuperare” la Lega

Sì alla conclusione del processo di formazione del Pdl, un invito a mantenere i rapporti con la Lega nord e ad anteporre alle candidature i programmi in vista delle elezioni provinciali, rappresentanza garantita nella nuova formazione politica: sono stati questi gli argomenti affrontati, ieri sera, dai rappresentanti dei Circoli della libertà presenti in provincia e coordinati da Fernando Padelletti, assieme al segretario provinciale di Forza Italia, Angioletto Tubaro. Nel direttivo provinciale del Pdl i Circoli hanno indicato in Padelletti il loro rappresentante mentre Forza Italia garantirà una presenza degli stessi negli organismi di rappresentanza del territorio locale.
I Circoli riconoscono, inoltre, l’opportunità di rinsaldare i rapporti con la Lega nord, anteponendo a eventuali candidature – così come aveva espresso il consigliere regionale Franco Dal Mas – i programmi da sottoporre al vaglio degli elettori.
«Occorre evitare personalismi e ragionare sui progetti – ha spiegato Padelletti –. Deve prevalere la logica dell’unità e non quella della garanzia di nomi per avanzare richieste».
(e.l.)

 

 

IN ABBAZIA
Patto tra rete civica e associazione di Bruno Malattia
Domani politici di Friuli e Veneto riuniti a Sesto

 

Consiglieri regionali veneti e friulani si riuniranno domani dalle 9.30 all’abbazia benedettina di Sesto al Reghena. L’occasione sarà quella di un convegno intitolato “Civici insieme. Dal Nordest l’idea di una nuova politica”. L’incontro è stato organizzato dalla Rete Civica veneta, gruppo consiliare erede della lista “Veneto con Carraro” e che si colloca nel centrosinistra. Rete Civica veneta ha trovato per il convegno l’appoggio di “Una Regione in Comune”, associazione presieduta dall’avvocato Bruno Malattia, esponente nella legislatura precedente regionale friulgiuliana di “Cittadini per il presidente”. L’incontro-dibattito si terrà fino alle 13. Dopo i saluti del consigliere regionale Piero Colussi, interverranno Luca Romano, direttore Local Area Network, Bruno Malattia, presidente dell’associazione “Una Regione in Comune” e il consigliere regionale veneto Marco Zabotti. Sono previsti inoltre contributi da parte dei rappresentanti civici di Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige. (r.p.)

 

 

IL GAZZETTINO

GIOVEDI 20 NOVEMBRE 2008

Ieri un incontro dei metalmeccanici alla Casa dello studente: tute blu pronte allo sciopero per il 12 dicembre

Fiom, via alla campagna di protesta

 

Le "tute blu" della Fiom Cgil si sono ritrovate ieri mattina alla Casa dello studente di Pordenone per un attivo regionale. Obiettivo dell'incontro - al quale era presente anche Maurizio Landini della segreteria nazionale, oltre che coordinatore nazionale del Gruppo Electrolux - è stato quello di lanciare la campagna di informazione fabbrica per fabbrica in preparazione dello sciopero nazionale proclamato dalla Cgil per il prossimo 12 dicembre. È stato confermato: otto ore di stop organizzate provincia per provincia. All'incontro regionale dei metalmeccanici era presente anche il segretario provinciale della confederazione Emanuele Iodice.

La categoria ha ribadito la necessità di scendere in piazza per fare sentire la voce di coloro che stanno continuando a pagare le conseguenze della crisi senza vedere nessun titpo di sostegno economico. «Il governo - ha ribadito Bruno Bazzo, segretario della Fiom pordenonese - ha provveduto a dare soldi alle banche e alle imprese, mentre ancora non si è sentito parlare di nessun tipo di sostegno al reddito di chi la crisi non l'ha certo causata ma la sta solo subendo come i lavoratori dipendenti, i pensionati e le categorie più deboli. Sarebbe, invece, necessario provvedere quanto prima a istituire dei sostegni al reddito, come la detassazione della tredicesima, che metta in grado le famiglie di affrontare meglio la grave situazione di difficoltà che stiamo attraversando».

La categoria dei meccanici era stata la prima a dichiarare lo sciopero nazionale in "solitaria", cioé senza Cisl e Uil dopo lo strappo nelle tre organizzazioni sindacali. E la data scelta era stata proprio quella del 12 dicembre. Poi la Cgil, ha proclamato lo sciopero confederale, cioé di tutte le categorie scegliendo la stessa data dei meccanici. «La piattaforma - continua Bazzo - è comune e comprende le richieste a favore proprio di chi continua a pagare questa crisi. Va, invece, salvaguardato il sistema industriale, chi ha innovato e chi ha fatto investimenti. E vanno allargati a chi non li ha gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione».

 

 

Al lavoro solo fino all’arrivo del commissario. Cgil: a Sacile è emergenza occupazionale, andremo dal sindaco

Della Valentina, 70 rischiano il posto

Nell’azienda in crisi guidata da Amedeo e Piero ieri il chiarimento con il sindacato

Il giorno dopo l'annuncio della richiesta di concordato preventivo alla "Amedeo Della Valentina spa" di Sacile - società specializzata nella produzione di cassetti e di altri componenti, da non confondere con la "Piero Della Valentina" fondata sempre a Sacile negli anni '50 dal cavaliere Piero (cui è intitolata la Scuola del mobile di Brugnera) che invece opera nel settore dei pallet e dei parchetti con una sede anche a Cordignano - i lavoratori si sono riuniti in assemblea. In mattinata nella sede di viale Trento c'è stato anche un incontro tra i vertici societari (rappresentati dal fondatore Amedeo Della Valentina e dal figlio Piero) e il sindacato nel quale è stata spiegata la situazione e sono stati illustrati i prossimi passi che comporterà l'iter giudiziario del concordato preventivo chiesto proprio per evitare il fallimento della società.

Dopo il summit tra impresa e rappresentanti sindacali, in tarda mattinata, è stata riaggiornata l'assemblea con i circa settanta dipendenti al fine di riferire sugli esiti dell'incontro. In azienda, intanto, si continuerà a lavorare fino alla nomina da parte del tribunale del commissario giudiziale che non avverrà prima di una settimana. Non appena il commissario sarà stato nominato, il sindacato chiederà un incontro urgente per discutere la possibilità di richiesta immediata della cassa integrazione straordinaria, un ammortizzatore sociale che può arrivare fino a due anni in modo da garantire i dipendenti negli eventuali passaggi giudiziari nel caso si intraprenda la strada dell'ingresso di un nuovo partner attraverso il contratto di affitto d'azienda e la successiva possibile acquisizione della società. «Su questi aspetti - riferisce Giuseppe Dario, segretario provinciale della Fillea-Cgil - la proprietà si è detta piuttosto fiduciosa sulla possibilità che l'istanza di concordato porti a garantire i creditori e collaboratori. Sul fronte di un eventuale interesse da parte di imprenditori pronti a investire, fino a questo momento non ci sono certezze. Sembra che ci sia qualche contatto, ma nulla di più».

Ora, dunque, l'attesa è concentrata sulle prossime decisioni del giudice. Dipendenti e sindacato hanno anche deciso di chiedere un incontro al sindaco di Sacile, Roberto Cappuzzo, per illustrare anche al Comune la situazione di rischio per l'occupazione nell'area del Sacilese. «Dopo il caso ancora aperto della Mercury di Caneva - continua il sindacato - la situazione occupazionale nella zona si sta aggravando. Perciò riteniamo di informare anche le istituzioni della gravità della situazione». La stragrande maggioranza dei dipendenti della "Amedeo Della Valentina" - tra questi anche una quindicina di stranieri, tra i quali un gruppo di lavoratori cinesi - risiede nei comuni di Sacile e Caneva. Un'altro grave punto di crisi si è aperto nel distretto del mobile già in sofferenza.

Davide Lisetto

 

 

 

 

                                                                                     VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

Numerosi i vip all’auditorium regionale
Ma quanto ci costano le municipalizzate? Giovedì convegno Atap

 

Contenimento dei costi, sinergie. Parole chiave, in questo momento, nell’ambito dei servizi, dal gas all’acqua, ai trasporti. Esigenze diffuse al centro anche del dibattito a livello regionale sulla costituzione di una multiutility del Friuli Venezia Giulia. Argomenti che saranno inevitabilmente toccati nel corso del convegno che l’Atap ha organizzato per giovedì prossimo alle 16.30 all’auditorium cittadino della Regione. La società che gestisce il trasporto pubblico locale della provincia ha infatti chiamato a raccolta importanti rappresentanti di società pubbliche e private al fine di analizzare il problema del non sempre agevole rapporto tra bilanci in utile e servizi adeguati. Da qui il titolo: “Ex municipalizzate nel libero mercato tra esigenze di bilancio e doveri di servizio”.
Il contesto è rappresentato dalle realtà che gestiscono i servizi citati, dunque non soltanto l’ambito dei trasporti, e il rapporto, in diversi casi sparsi lungo il territorio nazionale, è risultato negativo. Questo almeno è stato il risultato di una recente inchiesta condotta dal quotidiano economico “Il Sole 24 ore”, da cui sono emersi dati poco confortanti. Per i conti delle società interessate e di conseguenza anche per gli enti pubblici controllanti, chiamati a ripianare tali disavanzi.
A rappresentare la Provincia di Treviso nel simposio dell’Atap sarà direttamente il presidente Leonardo Muraro. Al suo fianco, rimanendo nello stesso ambito territoriale, il presidente di Ascopiave, Gildo Salton, società che serve gas a ben 154 Comuni del Nord Italia e in questi giorni al centro di voci di fusione con la triestina AcegasAps. Davvero ben nutrito sarà nel suo complesso il palco dei relatori, il cui intervento sarà preceduto dalla relazione introduttiva del presidente dell’Atap, Mauro Vagaggini. Spiccano così Elio Catania, già presidente di Ibm, nonché ex presidente delle Ferrovie dello Stato e ora presidente e amministratore delegato dell’Atm di Milano, Renato Locchi, sindaco di Perugia (città che si segnala per presenza di una metropolitana leggera sopraelevata), Raffaele Morese, presidente della Trambus di Roma, la società che gestisce la maggior parte del trasporto pubblico della capitale, Marco Piuri, amministratore delegato del gruppo Arriva Italia Holding, Andrea Viero, già direttore generale della Regione, oggi amministratore delegato della multiutility emiliana Enia.
Daranno un importante contributo alla disamina della tematica del convegno il sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello, e del presidente della Provincia, Alessandro Ciriani. Le conclusioni saranno affidate al presidente della Regione Renzo Tondo. A moderare il dibattito sarà un volto noto di casa Mediaset: il giornalista, nativo di Palmanova, Toni Capuozzo.


 

IL GAZZETTINO

GIOVEDI 20 NOVEMBRE 2008

Un manager per tagliare le bollette ...

Pordenone

Un manager per tagliare le bollette energetiche del Comune. Costerà circa 30 mila euro l'anno, ma avrà un compito fondamentale: mettere in pratica gli indirizzi dell'amministrazione comunale sul fronte dell'energia con un compito ben preciso: ridurre gli sprechi, diminuire i costi e studiare l'utilizzo di fonti alternative. E così il capoluogo avrà in organico (con un contratto di collaborazione continuata) il nuovo energy manager. Uno degli obiettivi fondamentali della nuova professionalità voluta in particolare dall'assessore all'Ambiente, Ennio Martin, sarà quella di contribuire alla stesura del piano energetico del Municipio che dovrà servire, oltre che per l'Ente, anche e soprattutto per i cittadini. Non sarà un compito agevole perchè sul fronte delle fonti energetiche alternative Pordenone non è all'avanguardia. L'obiettivo dell'energy manager sarà proprio quello di rilanciare il capoluogo su questo fronte.

 

Energia, il Comune chiama l'esperto

Tra gli obiettivi risparmiare sulla bolletta e realizzare il piano per le fonti alternative

Costerà circa 30 mila euro l'anno, ma avrà un compito fondamentale: mettere in pratica gli indirizzi dell'amministrazione comunale sul fronte dell'energia. E così, quasi certamente da dicembre, il Comune capoluogo avrà in organico (con un contratto di collaborazione continuata) il nuovoenergy manager. Non sono tante le amministrazioni locali che si avvalgono di una figura professionale di questo tipo anche se, visti i costi dell'energia, la necessità di risparmiare e di lanciare fonti alternative, dovrebbe essere, invece, uno dei punti che contraddistingue gli Enti locali. Almeno quelli più grossi. Ieri l'assessore Ennio Martin, responsabile dell'Ambiente che da sempre ha cercato la collaborazione dell'energy manager, ha incontrato il candidato che tra qualche settimana potrebbe entrare a far parte della squadra. Non avendo ancora chiuso la trattativa il nome è rimastonascosto, ma si tratta di una persona residente in provincia che ha lavorato con società che si occupa di energia. Resta da capire quali compiti avrà la figura professionale sulla quale - è bene ricordare - non tutti gli amministratori del Municipio del capoluogo erano favorevoli, non per il ruolo, ma per il fatto che il super assessorato all'Ambiente avrebbe potuto scovare all'interno una professionalità di questo tipo.

I compiti.«La prima cosa che dovrà fare l'energy manager - spiega il referente dell'Ambiente - sarà quella di cercare soluzioni per ridurre i costi della spesa energetica che sostiene l'amministrazione comunale». C'è da dire su questo fronte che nel bilancio 2008 è previsto un aggravio di circa 350 mila euro per i costi dell'energia, dovuti non tanto agli sprechi, ma al fatto che per lunghi periodi il petrolio ha avuto un'impennata. «Ma gli obiettivi - va avanti Martin - sono anche quelli di lavorare sul fronte delle energie alternative, non solo per gli immobili del Comune, ma anche per i privati. L'obiettivo complessivo dell'energy manager, infatti, è di pianificare un utilizzo corretto dell'energia su tutti i fronti». Il piano energetico.Resta il fatto che il compito più importante della nuova figura professionale sarà quello di contribuire a redigere il piano energetico del Comune che in ogni caso sarà affidato all'esterno. Il documento ha una importanza strategica perchè dovrà stabilire gli scenari futuri lavorando sull'esistente, ma soprattutto sulle fonti di energia rinnovabile. «Lo scopo è razionalizzare gli interventi in modo da lavorare nella logica dell'efficienza. Non abbiamo ancora individuato i professionisti ai quali affideremo la redazione del piano energetico - spiega l'assessore Ennio Martin - ma l'energy manager avrà un compito fondamentale perchè dovrà sintetizzare, portare avanti e mettere sulla carta gli obiettivi ai quali vuole arrivare il Comune». Ma quali sono questi obiettivi? «Innanzitutto l'utilizzo corretto delle fonti energetiche - conclude il responsabile dell'Ambiente - che dovranno essere improntati, grazie alla tecnologia, al massimo risparmio pur garantendo sicurezza e prestazioni(come ad esempio le lampade dell'illuminazione pubblica che sono ancora per un buon 50 per cento di modello vecchio ndr.),ma il vero snodo sarà quello di intervenire sulle fonti rinnovabili, sul fotovoltatico, sull'utilizzo della rete dei salti che ancora esistono in città per la produzione di energia idroelettrica e sulla possibilità di attuare il teleriscaldamento per vari tipi di utenze. Ultimo, ma non per importanza, l'energy manager dovrà occuparsi di divulgare la coscienza su questo fronte in modo da far partire tr i cittadini un circolo virtuoso teso a ridurre il consumo di energia». Loris Del Frate

 

LA STRATEGIA

Impianto fotovoltaico nella discarica

(ldf) Potrebbe essere uno dei primi obiettivi concreti dell'energy manager: la progettazione di un impianto fotovoltaico in città. L'assessore Martin, proprio l'altra sera nel corso del consiglio comunale, rispondendo al consigliere Franco Giannelli che aveva sollevato la questioni delle fonti energetiche alternative, ha spiegato che i siti per la realizzazione di una struttura del genere in città non sono tanti. Uno, però, potrebbe essere idoneo: la discarica di Valle, almeno quella parte che è già statarecuperata e chiusa da tempo. Si tratta di una zona molto vasta,l circa 40 mila metri quadrati che potrebbero essere utilizzati proprio per unesperimento sul fronte del fotovoltaico. In realtà sino ad ora se si escludono l'edificio dei lavori pubblici che si trova in via Brusafiera e pochi altri, l'amministrazione comunale non ha pianificato una sorta di progetto per il risparmio energetico con l'introduzione di pannelli solari o impianti fotovoltaici, almeno per gli immobili di proprietà dell'Ente. In futuro ci sono alcuni passaggi importanti come l'asilo di Torre e l'ex Cerit, dove sorgerà il nuovo centro sportivo. Difficoltà a trovare la quadra anche sul regolamento edilizio per le nuove costruzioni dove non è stato imposto alcun obbligo di inserire fonti di energia alternativa nei complessi edilizi, preferendo la formula degli incentivi. Va un po' meglio, invece, sul fronte delle verifiche per le caldaie dove si sta predisponendo un registro cittadino che passa attraverso il controllo degli impianti termici. Sono oltre 5 mila le certificazioni inserite nel data base dell'amministrazione. Il Comune ha l'obbligo di fare controlli almeno per il 5 per cento degli impianti e ha deciso di puntare su quelli più critici. Doppio il vantaggio: il risparmio di energia e la verifica dei fumi dispersi nell'aria.

 

IL GAZZETTINO

21 NOVEMBRE 2008

PROVINCIA

Protocollo di Kyoto, soldi alle aziende agricole che installano nuove caldaie ecocompatibili

La Provincia di Pordenone, in conformità con il Protocollo di Kyoto, promuove l'attivazione di misure concrete che contribuiscano alla riduzione del tasso di anidride carbonica nell'atmosfera. Per questo ha approvato un bando per la concessione di contributi alle imprese agricole per la realizzazione di impianti termici che utilizzino combustibili alternativi, in particolare biomasse agro-forestali (legna da ardere e materiali legnosi derivanti da coltivazioni agricole e forestali depezzati in tronchetti o in cippato) in sostituzione dei combustibili fossili. «L'Ente è da sempre sensibile alle problematiche ecologiche sottolinea l'assessore all'Agricoltura Markus Maurmair mi auguro che siano numerose le attività che vogliono fruire dei benefici previsti. La salvaguardia dell'aria e dell'ambiente contribuiscono alla tutela della salute del cittadino e alla valorizzazione del territorio». Nell'ambito del bando sono ammissibili gli interventi di sostituzione degli impianti a combustibili fossili o impianti termici a legna a bassa efficienza termica, oppure la realizzazione ex-novo dell'impianto. Nelle spese sono considerate ammissibili quelle, sostenute dopo la presentazione della domanda, per la realizzazione di impianti termici che consentono l'impiego delle biomasse agro-forestali. In particolare: l'acquisto e l'installazione del generatore di calore (caldaia); le apparecchiature, gli impianti e i manufatti strettamente necessari ed indispensabili al funzionamento della centrale termica e del serbatoio di accumulo dell'acqua (puffer); le spese generali, che non potranno comunque superare complessivamente il 12\% dell'investimento ammissibile.

Il contributo - concedibile per interventi realizzati nel territorio di competenza amministrativa della Provincia di Pordenone, esclusa la Zona Omogenea Montana del pordenonese come definita dalla Legge regionale 33/2002 viene erogato al 50\% della spesa massima ammissibile e fino al raggiungimento dell'importo di seimila euro. Le domande di ammissione al concorso devono pervenire perentoriamente alla Provincia di Pordenone presso il Servizio Agricoltura entro il 30 gennaio 2009. I moduli e il regolamento per la concessione dei contributi sono scaricabili dal sito della Provincia di Pordenone,

 

 

 

 

 

 

 

 

IL GAZZETTINO

GIOVEDI 20 NOVEMBRE 2008

Oggi e domani la fase due dell’iniziativa "Locale" del Forum voluto dal Comune

Agenda 21 studia progetti anche su salute e viabilità

Dall'attività del Forum di Agenda 21 Locale che si è svolta l'8 novembre al Seminario, finalizzata a delineare gli impegni futuri di Pordenone in materia di ambiente, territorio, società ed economia per un domani sostenibile, sono emerse interessanti linee di intervento. All'invito dell'Amministrazione hanno aderito un centinaio di soggetti in rappresentanza delle molteplici realtà istituzionali, economiche, sociali e culturali della città, ma anche esponenti delle comunità straniere. Per quanto riguarda il territorio i partecipanti divisi per gruppi tematici hanno evidenziato la necessità di puntare sulle risorse naturali comuni e di integrare il sistema delle acque e del verde sul territorio.

Sulla pianificazione è emersa l'esigenza di ricercare soluzione finalizzate al miglior uso e consumo del suolo e di individuare strumenti e progetti di lavoro per tali finalità. Sul tema della mobilità traspare il bisogno di promuovere in particolare l'intermodalità sia fra auto-bicicletta che fra bicicletta-pedoni e di conseguenza si auspicano azioni per ridurre il traffico. L'accessibilità, la vivibilità della città e il lavoro in rete hanno caratterizzato le proposte legate alla Società in generale mentre per quanto riguarda l'Economia i partecipanti al Forum hanno ribadito la necessità di puntare sulle energie rinnovabili e sull'adozione di un piano energetico. Particolarmente sentite le linee di intervento per quanto riguarda il Sociale dove il punto è stato fatto in particolare sulla salute mentale e sul sostegno ai servizi sociali affinche siano intesi come presidi per l'integrazione. «Ora si passa alla seconda fase precisa l'assessore all'Ambiente, Ennio Martin - quella in cui il confronto fra i partecipanti ai gruppi di lavoro tematici, porterà all'elaborazione di una decina di progetti concreti e attuabili».

Oggi, giovedì, alle 18, all'ex Convento di San Francesco in piazza della Motta si esamineranno le azioni da attuare in materia di Territorio e alle 20.30 si parlerà dell'ambiente.

Domani, venerdì 21, questa volta nei locali della Bastia del Castello di Torre, alle 18, si affronteranno le questioni legate all'economia e alle 20.30 di società.  

Sulla pagina web del sito del Comune dedicata ad Agenda 21 locale il Comune informa di aver già provveduto a pubblicare il resoconto completo delle proposte emerse nel corso del Forum dell'8 novembre.

 


 

 

Legambiente ha illustrato la propria posizione in vista dell’incontro di sabato sul nuovo piano regionale di smaltimento

«Rifiuti, impianti di trattamento inadeguati»

Udine

(ev) Il piano regionale sui rifiuti è diventato anacronistico. Lo ricorda Legambiente. «È un piano del 2001, fondato su una base dati del 1998 ha spiegato Michele Bernardi, del gruppo regionale rifiuti di Legambiente quando la raccolta differenziata era ancora un optional. È un piano obsoleto».

Per questo si saluta con favore la procedura partecipata organizzata dalla Regione per la revisione integrale del piano, le cui valutazioni strategiche verranno fatte sabato. Proprio ieri Legambiente con il presidente regionale Giorgio Cavallo e con il presidente del circolo di Udine Marino Visintini ha reso noti alcuni dati. La differenziata, attestata al 36\% nel 2007, è ancora molto lontana dalla quota del 45\% che per legge dovrà essere raggiunta entro la fine del 2008; unica eccezione Gorizia e Pordenone che hanno già superato il 50\%.  E ancora, attualmente vengono prodotte 600mila tonnellate annue di rifiuti, il che equivale a circa 500 chili annui per abitante. Anche l'analisi della situazione provincia per provincia, evidenzia situazioni di sofferenza ovunque: per la carenza di impianti per la selezione della raccolta differenziata (a Udine), per l'assenza di impianti di compostaggio di qualità (a Udine e Pordenone), per l'esaurimento delle discariche (a Udine e presto a Gorizia), e per le basse percentuali di raccolta differenziata (a Trieste solo il 17\%).

I problemi più grossi sono legati agli impianti per il trattamento dei rifiuti che, per Bernardi, «non hanno mai funzionato a dovere». Assodata la necessità di passare alla raccolta porta a porta in tutta la regione, diventa prioritario adeguare gli impianti esistenti o crearne di nuovi. «L'attuale sistema ha aggiunto Cavallo è un fallimento dal punto di vista ambientale: il compost viene impiegato solo per usi stradali, mentre il combustibile prodotto dai rifiuti finisce in discarica o fuori regione».  Secondo Legambiente, raggiungendo il 65\% di raccolta differenziata, livello previsto per il 2012 le tonnellate di rifiuti annui residui scenderebbero a 150mila tonnellate. L'inceneritore di Trieste diventerebbe così una struttura più che sufficiente a rispondere alle esigenze dell'intera regione, mentre in discarica finirebbero solo 50mila tonnellate di rifiuti. Resta in stand-by la questione dissociatore molecolare, per cui Legambiente sta attendendo una validazione ambientale.

 


 

 

                                      VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

ANNUNCIO DELLA REGIONE

Nuovo ospedale, ci vorranno otto anni
Ieri il via libera al sito in Comina e alla cittadella della salute in via Montereale

Saranno sfruttati i progetti elaborati in questi anni e gli spazi che si libereranno a seguito del trasloco
L’investimento sarà di 170 milioni di euro «Sì alla finanza di progetto, no al leasing»

 

di ELENA DEL GIUDICE

La Regione ha rispettato gli impegni e ha approvato ieri la relazione conclusiva del gruppo tecnico incaricato di valutare la fattibilità del progetto del nuovo ospedale di Pordenone in Comina. Un investimento da 170 milioni di euro che potrebbe venire completato in otto anni: due per le varianti urbanistiche, altri due per l’aggiornamento del progetto e 4 per la costruzione. L’annuncio di quello che è un passo fondamentale dell’iter per il nuovo ospedale in Comina, è stato dato ieri dall’assessore regionale alla Sanità Vladimir Kosic al Cro, al termine di una visita programmata all’istituto tumori, insieme a Elio De Anna, al vicepresidente Luca Ciriani, al presidente della Provincia Alessandro Ciriani, al presidente del Consiglio Edouard Ballaman, presenti anche il consigliere regionale del Pdl Paolo Santin e di Cittadini Paolo Colussi, oltre a direttore generale dell’Azienda ospedaliera Paolo Saltari e del Cro Giovanni Del Ben.
«Questo è il risultato della strategia dell’ascolto avviata dal presidente Tondo - ha esordito Kosic - che è valore aggiunto e fa la differenza», e che ha condotto a rivedere una scelta, quella di ristrutturare il Santa Maria degli Angeli, e trasformarla nel progetto di edificazione di un ospedale ex novo in un’area diversa dall’attuale.
Un’iniziativa che non solo non cancella la Cittadella della salute, paventata da alcuni, ma le assegna un nuovo sito: gli spazi per questa struttura che avrà una mission sanitaria, assistenziale, sociale, saranno trovati all’interno dell’attuale complesso di via Montereale.
L’investimento sarà imponente, circa 170 milioni di euro; le modalità di realizzazione sono, a oggi, solo ipotizzate, ma si guarda «alla finanza di progetto - conferma Kosic - non certo al leasing». «I compiti affidati al comitato tecnico erano sostanzialmente due - ha spiegato Kosic -: approfondire gli aspetti urbanistici e di viabilità connessi con la nuova collocazione dell’ospedale di Pordenone nel sito prescelto, fornire gli elementi tecnici amministrativi necessari per specificare nel documento programmatico, che andremo a sottoscrivere a breve, gli atti di rispettiva competenza e le opportune interazioni». Si tratta ora di condividere il progetto, di crederci, e di assumersi, ciascuno per la propria parte, il compito di portarlo a termine.
Dal documento programmatico «emergono considerazioni importanti - ancora l’assessore Kosic -: la ricollocazione dell’ospedale in un’area extraurbana consente di rivedere lo sviluppo complessivo degli investimenti di natura sanitaria e cittadina delle due aree coinvolte; sarà possibile utilizzare l’elaborazione progettuale già prodotta, adeguandola alla nuova destinazione. Per cui non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca. Siamo poi andati ad approfondire anche il tema della cittadella della salute che potrà fruire dei volumi ospedalieri del sito attuale resi liberi dalle opere propedeutiche nel frattempo effettuate, per dare risposte alle esigenze di investimento nel settore dei servizi sociali e della sanità territoriale della città di Pordenone». Peraltro la Cittadella, proprio per le sue caratteristiche, resterà all’interno della città, e quindi maggiormente fruibile dai cittadini.
«Tutti gli impegni assunti sono stati onorati, dietro questo risultato ci sono i meriti di tanti - ha proseguito Kosic -. Ora scriveremo l’accordo di programma, lo invieremo ai vari enti chiedendone la sottoscrizione»

 

 

IL FUTURO DEL CRO

La messa in rete dell’istituto non deve significare un depotenziamento
Kosic rassicura Della Valentina

Il Cro e il suo ruolo all’interno della sanità regionale, sono stati al centro dell’incontro che l’assessore alla Sanità, Vladimir Kosic, ha avuto con il presidente del comitato di indirizzo e vigilanza dell’istituto, Piero Della Valentina, il direttore generale e scientifico del Cro, Giovanni Del Ben e Paolo De Paoli. L'attività del Cro nei suoi aspetti sia di assistenza sanitaria sia di ricerca, attività che nei 25 anni di esistenza del Centro (saranno ricordati nel 2009) è costantemente aumentata, hanno spiegato a Kosic. Si tratta di capire come l'Irccs si ponga nel contesto della sanità regionale. Da un lato, infatti, se ricerca e diagnosi e cura sono elementi acquisiti e costanti con un notevole livello di attrazione di pazienti da fuori regione, dall'altro bisogna pensare che il Cro deve guardare sempre di più alla formazione e ad ampliare la collaborazione con la sanità del Friuli Venezia Giulia costituendo di fatto una «rete» fra i vari poli ospedalieri e universitari. Della Valentina, in particolare, ha insistito sul fatto che per la Regione dovrebbe essere un valore aggiunto poter avere sul territorio ben due Irccs: uno dedicato al materno-infantile (il Burlo Garofalo di Trieste) e uno all'oncologico (il Cro di Aviano) e capire quali sono le «ricadute» dirette sulla sanità regionale.
«Il Cro - ha affermato Kosic - fa parte a pieno titolo del sistema sanitario regionale, che viene riconosciuto con la legge regionale 14 del 2006 e c'è la piena volontà perché il Cro sia pienamente integrato con il territorio».

 

 

 

                                     

VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

Oltre 60 nomi in 40 incontri «La rassegna costa molto meno del festival del libro»
“Pordenonepensa” sfida Pnlegge.it
«Puntiamo sulle idee, non sugli autori». E c’è chi ci vede un “derby” politico
Cultura. Parata di giornalisti, scrittori e vip in città da dicembre a marzo

di ENRI LISETTO
Un evento incentrato sulle idee e non sugli autori. Nasce la manifestazione sorella di “PordenoneLegge”, ovvero “PordenonePensa, la provincia incontra le idee” per una «cultura aperta a tutti, senza etichette e senza snobismi». Oltre 60 grandi nomi concentrati in 40 eventi ospitati in città e in provincia, ma anche appuntamenti gastronomici e musicali con tanto di festa conclusiva delle pro loco, a Valvasone. Sarà il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ad inaugurare, il primo dicembre (dopo aver partecipato a un evento, a Pordenone, promosso dall’Api), nell’ex chiesa di San Gregorio, a Sacile, la nuova rassegna culturale che, ha sottolineato il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, «non nasce in concorrenza, ma è complementare a Pordenonelegge. “Pnpensa” è anche sinonimo di cultura aperta a tutti, senza snobismi e senza pregiudizi, in grado di coinvolgere ospiti e pubblico di qualsiasi appartenenza politica e culturale». Attualità, economia, storia e società in quattro mesi: un investimento «assolutamente limitato, soprattutto se confrontato con altre rassegne di questo tipo»; sponsor dell’evento, Onda Communication, società di telefonia presieduta da Michelangelo Agrusti, che ha messo a disposizione 20 mila euro; altri 50 mila quelli stanziati da Provincia e Regione. Comitato organizzatore snello: lo stesso Ciriani, ideatore, quindi il circolo Eureka guidato da Elena Ceolin, l’associazione Free Time di Stefano Boscariol e Historia di Guglielmo Cevolin.
Attesi giornalisti, scrittori, personalità del mondo della cultura, della politica e della società: Giampiero Mughini, Magdi Cristiano Allam, Marcello Veneziani, i direttori di “Liberazione”, Piero Sansonetti, del Tg2, Mauro Mazza, e del “Giornale”, Mario Giordano; poi Giordano Bruno Guerri, Antonio Socci, Marcello Veneziani e Michele Mirabella. Ancora, lo scrittore friulano Carlo Sgorlon (che riceverà il premio Pordenone pensa), lo psichiatra Paolo Crepet, il documentarista Folco Quilici, la leader del sindacato di destra Ugl Renata Polverini («sarà intervistata da un sindacalista di sinistra», ha annunciato Ciriani), l’ex ministro degli Esteri Antonio Martino. E poi i leader del nuovo pensiero della “decrescita” Serge Latouche e Alain De Benoist, entrambi francesi e «letti sia a destra che a sinistra».
L’intenzione della Provincia è di «proseguire l’esperienza – il cui calendario aggiornato sarà disponibile sul sito www.pordenonepensa.it – anche oltre i primi quattro mesi», con un impatto «marginale di costi e tanta qualità». La prima fase resterà nel palazzo della Provincia, quindi toccherà al territorio, eventi in tutti i mandamenti e coinvolgimento anche dei ristoratori e dei locali pubblici (che ospiteranno i “nomi minori”). Gran finale con la festa delle pro loco, a Valvasone, dal 3 al 5 aprile.

 

 

                                     

VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

Nasce “Pordenone Pensa”, cultura ai ferri corti
«Festival senza snobismi e con costi limitati»

La Provincia (a guida Pdl) sfida “Pnlegge”. Il sindaco Bolzonello: sono perplesso

 

PORDENONE. Lo scorso settembre Pordenonelegge ha fatto registrare un record di 100 mila presenze con un’edizione boom, ma adesso dovrà confrontarsi in casa con un nuovo festival. Si chiama Pordenone Pensa ed è stato voluto dalla Provincia guidata dal Pdl e presieduta da Alessandro Ciriani. Una nuova rassegna di idee ed eventi che coinvolgerà da dicembre a marzo il territorio provinciale. In programma circa 40 incontri (a ingresso libero e gratuito) e 60 ospiti locali, nazionali e internazionali che parleranno di attualità, economia, società, storia. «Non siamo concorrenti con Pordenonelegge», dice Ciriani, ma pare chiaro che la sfida è lanciata. Impossibile non vedere un confronto in atto, con significati culturali e politici. Pordenone Pensa è stato ideato dalla Provincia in collaborazione con Onda Communication, Circolo Culturale Eureka, Historia, Free Time e con il contributo della Regione. Costo? Settantamila euro (di cui 50 mila pubblici e 20 mila di sponsorizzazioni messi da Onda Communication). «Un investimento assolutamente limitato, soprattutto se confrontato con altre rassegne di questo tipo. Abbiamo agito in economia, puntando sul lavoro volontario», ha precisato Ciriani, che ha ringraziato a tale proposito Elena Ceolin, presidente del Circolo Eureka e fulcro organizzatore dell’iniziativa.
Sarà il ministro Sacconi a inaugurare la manifestazione lunedì primo dicembre a Sacile. Seguiranno poi gli incontri di dicembre per arrivare a marzo con i protagonisti indicati negli articoli qui accanto. Spiega lo stesso Ciriani: «Inizialmente la rassegna sarà concentrata a Pordenone, ma già dai primi mesi del 2009 gli incontri si estenderanno all’intero territorio, coinvolgendo tutte le comunità. Ma oltre a estendersi sull’intero territorio, il festival sarà anche sinonimo di cultura aperta a tutti, senza snobismi e senza pregiudizi, in grado di coinvolgere ospiti e pubblico di qualsiasi appartenenza politica e culturale. Per questo abbiamo scelto pensatori liberi e capaci di parlare un linguaggio semplice e diretto: è ora di portare la cultura fuori dai soliti salotti e trasferirla tra la gente. È proprio questo lo spirito che anima Pordenone Pensa: appuntamenti culturali come occasioni per stare insieme, riflettere, passare qualche ora piacevole». Ciriani, aprendo ieri la conferenza stampa, ha voluto sgomberare il campo dagli equivoci: «PnPensa non è concorrente ma è complementare rispetto a PnLegge. Sono due eventi diversi: PnPensa è incentrata sulle idee, PnLegge sugli autori».
E negli ambienti di Pordenonelegge che si dice? Si fa sostanzialmente buon viso a “cattivo gioco”, pur facendo notare «che apprendiamo la notizia dalla stampa».
«Tutte le cose belle e interessanti che succedono mi fanno contento», spiega Gianmario Villalta, direttore artistico della consolidata festa del libro con gli autori, che sottolinea ancora: «C’è chi legge e chi pensa, c’è chi fa tutte e due le cose».
Due “Pn” complementari? «A noi nessuno aveva detto niente, di questa iniziativa non eravamo informati. Ma è anche giusto che ognuno faccia ciò che si sente di fare. Tutte le manifestazioni nascono per certi obiettivi e per certi motivi, se poi sono belle e interessanti, non vedo perché cassarle».
“Pnpensa” è sbilanciata a destra? «A noi dicevano di essere troppo di sinistra, definizione un po’ curiosa, ma destra e sinistra tante volte sono solo di facciata. È più facile che sia stata fatta una scelta di vicinanza a un’area. Tanti pensatori vengono considerati di destra e sono molto interessanti».
Anche il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, dice: «Apprendo dell’iniziativa dai giornali. Tutto legittimo, ma sono perplesso. Ho appoggiato molte azioni di Ciriani, ma questa mi lascia davvero perplesso. Dopodiché tutti i contributi culturali sono validi, è giusta la pluralità, però...».
Un’ultima curiosità. La prima festa delle Pro loco (“100 paesi e una Provincia da scoprire”), scelta per il gran finale della rassegna, si farà alla vigilia delle elezioni provinciali a Valvasone, comune di residenza dell’assessore Markus Maurmair: «Hanno scelto così i presidenti delle Pro loco – ha puntualizzato l’interessato –. Io prima della decisione mi ero alzato ed ero uscito».

 

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VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

L’assessore Seganti: «Per una vita civile è necessario sorvegliare l’intero territorio»
Saranno impegnati anche dei volontari «per garantire il rispetto della legalità»
Polizia regionale, arriva il vigile armato
Un agente ogni mille abitanti. Avranno in dotazione pistole, manette e sfollagente
IL PIANO SICUREZZA
Dopo tre rinvii la giunta Tondo ha dato il via libera al ddl
Assegnati 860 mila euro alle Province Sala operativa unica per le polizie

di PAOLO MOSANGHINI
UDINE. Dopo tre rinvii, che avevano irritato la Lega nord, ieri la giunta regionale ha dato il via libera al ddl sulla sicurezza e sull’ordinamento della polizia locale. «Se qualcuno ha il mal di pancia si prenda un Maalox», aveva avvertito il capogruppo della Lega Danilo Narduzzi. E cosí dev’essere stato perché la bozza è andata via liscia, anche con quei provvedimenti che tra gli alleati - Pdl e Udc - fanno storcere il naso.

I vigili urbani diventeranno poliziotti dotati di sfollagente, pistole, spray urticanti, manette. Sale operative in rete, numero telefonico unico per l’emergenza, aggiornamento professionale continuo: sono alcune delle novità inserite nella bozza del ddl che ieri l’assessore Federica Seganti ha portato in giunta.
«La Regione pone la sicurezza urbana tra le condizioni primarie per un ordinato svolgimento della vita civile, concorre con gli enti locali alla realizzazione di scelte finalizzate a migliorarla e promuove lo sviluppo di politiche integrate di sicurezza - ha spiegato l’assessore Seganti - intese come azioni volte a far interagire le politiche locali per la sicurezza con quelle di contrasto alla criminalità e di sicurezza pubblica di competenza degli organi statali». La riforma, ha aggiunto l’assessore, sarà ora al centro di un confronto con il coinvolgimento del consiglio regionale. In accordo con il presidente della commissione Roberto Marin, sarà istituito un gruppo ristretto per confrontare la bozza del testo con le proposte già presentate da Pd e Pdl. E forse in quell’occasione arriveranno le richieste degli alleati per emendare ciò che ha provocato mal di pancia.
Polizia locale. Gli organici saranno aumentati del 10 per cento con un vigile ogni mille residenti (1,20 agenti ogni mille residenti a Gorizia, Pordenone e Udine; 1,50 agenti ogni mille a Trieste). Cambiano anche gli orari di servizio e la distribuzione dei turni di 6 ore e la polizia locale sarà dotata (come in Veneto e Trentino e Alto Adige) di sfollagente, pistole, spray urticante; gli agenti potranno usare armi e manette 24 ore su 24. Ci sarà una diversificazione tra chi fa attività amministrativa e chi si occupa di sicurezza, perché nel primo caso non sarà necessario un addestramento e nel secondo sì. Nel secondo caso inoltre, la riforma della polizia locale non prevede il part time, salvo nei comuni turistici, dov’è contemplato un part time verticale. La polizia locale avrà tra i suoi compiti primari anche «il presidio del territorio al fine di garantire, in concorso con le forze di polizia dello Stato, la sicurezza urbana degli ambiti territoriali di riferimento».
Sala operativa unica. Un ruolo importante ai fini dei coordinamento dell’azione delle forze dell’ordine avrà la sala centrale regionale con sede a Palmanova e sarà interconnessa alle Questure e al comando dei Carabinieri; inoltre, sarà creato un numero telefonico unico per l’emergenza.
Formazione continua. «Nel disegno di legge sulla sicurezza e la polizia locale abbiamo inserito la formazione continua e l’addestramento - spiega l’assessore - e riteniamo che i Comuni debbano unirsi per finanziare questa attività».
I volontari. Il ddl prevede anche la possibilità di promuovere patti locali sulla sicurezza e l’ampliamento sul territorio della videosorveglianza con finanziamenti ad hoc. Ma è inserito anche «l’impiego delle organizzazioni di volontariato in aggiunta e non in sostituzione rispetto alla sorveglianza garantita dalla polizia locale al fine di promuovere l’educazione alla convivenza e il rispetto della legalità», ha detto l’assessore. Con il documento vengono istituiti la conferenza regionale sulla sicurezza integrata e il comitato tecnico regionale per la Polizia locale, oltre all’unità di pronto intervento per la gestione delle situazioni d’emergenza.
Fondi alle Province. La giunta ha stanziato 860 mila euro a tre Province del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione dei progetti per l’acquisto, l’installazione e l’operatività di sistemi di videosorveglianza destinati alla vigilanza, al controllo e alla prevenzione del territorio. Alla Provincia di Udine andranno 516.100 euro; alla Provincia di Gorizia 165.400 euro; alla Provincia di Pordenone 178.500 euro.
Le altre delibere di giunta. Si svolgerà il 13 dicembre a Gorizia nella piazza della Casa rossa, luogo simbolico dell’abbattimento dei confini tra Italia e Slovenia, l’edizione 2008 della Giornata del volontario della Protezione civile. I volontari delle Squadre comunali della Protezione civile sono in Friuli Venezia Giulia circa 8 mila, a cui si aggiungono altri 3 mila delle varie Associazioni iscritte nell’elenco regionale. A Gorizia saranno presenti, assieme al capo della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso, migliaia di volontari dei gruppi comunali e delle associazioni, con i loro mezzi operativi, assieme a molti sindaci e a delegazioni provenienti dalla Slovenia e dalla Carinzia. Su proposta dell’assessore Vanni Lenna sono stati anche approvati i criteri e le linee guida per la redazione del piano comunale di classificazione acustica, che sarà ora sottoposto al Consiglio delle Autonomie locali.
Accordo sul lavoro. L’Agenzia regionale del lavoro e le Province di Gorizia, Pordenone e Trieste collaboreranno per migliorare la conoscenza del mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia. Per questo l’assessore regionale Alessia Rosolen sottoscriverà con le tre Province altrettante Convenzioni di cooperazione, approvate dalla giunta regionale. La collaborazione prevede fra l’altro lo scambio di informazioni e dati, l’attività di assistenza tecnica, la realizzazione di progetti di valutazione e monitoraggio, l’individuazione e l’applicazione di modelli organizzativi a favore dei Centri per l’impiego.

 

 

 

 

                                                                                    

VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

I dati del ministero. Anche nel Pordenonese, culla dell’operosità, la “cura Brunetta” fa effetto
Lavoro: crollo delle assenze in Comuni, ospedale e Ass 6

 

Un’epidemia di salute. I dati sulle assenze per malattie rilevati dal Ministero della Funzione pubblica ad ottobre classificano i dipendenti del comune di Pordenone in cima alla graduatoria regionale, per dirla alla Brunetta, dei meno “fannulloni”: -65,6 per cento. Gli effetti del decreto Brunetta, stando al rilevamento del Ministero, nel pordenonese sarebbero i più alti della regione e più elevati della media nazionale. La rilevazione. Il monitoraggio è stato fatto su un campione di 1.658 amministrazioni e sono escluse dalla rilevazione le amministrazioni con meno di 50 dipendenti. La provincia di Pordenone è quella che nel contesto regionale registra i risultati migliori. «La variazione osservata – spiega il Ministero - è fortemente associata alla dimensione dell’organizzazione. Essa è minore nelle realtà organizzative più piccole, dove i tassi di assenteismo risentono della maggiore facilità con cui è possibile porre in essere misure di controllo e di stigmatizzazione dei comportamenti opportunistici. Viceversa, la variazione risulta maggiore nelle realtà organizzative più grandi, maggiormente diffuse sul territorio».
La classifica. Il premio ai più stacanovisti o, se si preferisce, a quelli che godono di maggior salute va ai dipendenti del comune di Pordenone: le assenze per malattia nel mese di ottobre, rispetto allo stesse mese del 2007, sono calate del 65,6 per cento. Segue il comune di San Vito al Tagliamento dove si registra un – 62,1 per cento e Spilimbergo: - 47,3 per cento. Anche in ambito sanitario si registrano risultati importanti. All’ospedale di Pordenone, sempre secondo la rilevazione del Ministero, le assenza sono calate del 51 per cento mentre all’azienda per i servizi sanitari il calo è stato del 47,1 per cento.
In regione. Il Comune di Pordenone distanzia e non di poco i risultati ottenuti dagli altri capoluoghi di provincia. Udine si ferma a –43,2 per cento, Trieste a –42 per cento, Gorizia si accontenta di –21,7 per cento.
La media. Come rileva una nota dello stesso Ministero, «le giornate medie per dipendente di assenza per malattia dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono state pari a 0,76. Il dato conferma i risultati registrati nei mesi precedenti, con una riduzione delle assenze per malattia rispetto allo stesso mese del 2007 pari al 43,1%». Questo il dato nazionale, rispetto al quale i dipendenti pordenonesi sembrano aver fatto meglio. A essere calato non è solo il numero complessivo delle assenze, ma anche la durata dei periodi di malattia. «I dati di ottobre 2008 – prosegue la nota del ministero - indicano inoltre come anche gli eventi di assenza superiori a 10 giorni tendano a diminuire rispetto al 2007, con una riduzione del 26,5 per cento».
L’analisi. Secondo le organizzazioni sindacali della funzione pubblica, però, questi dati per essere realistici dovrebbero essere confrontati con i ricorsi alle ferie. Il fatto che le misure adottate da Brunetta tocchino direttamente nel portafoglio i lavoratori – con decurtazioni in busta paga per chi ricorre alla malattia – induce i dipendenti a preferire ferie e permessi (per chi li ha) anche quando ci sarebbero le condizioni per ricorrere alla malattia. Altro elemento che manca, secondo i sindacati, è il numero assoluto delle riduzioni: la percentuale può corrispondere a numeri in realtà bassi.
Martina Milia

 

sindacati avanzano dubbi
«Magari hanno preso ferie o permessi»

 

«In Comune a Pordenone le assenze per malattia – e a dirlo non è il sindacato ma i dati – sono tra le più basse d’Italia. E’ chiaro che anche un minimo decremento porta a una percentuale alta». Luca Munno, referente della funzione pubblica della Cgil, guarda con poca fiducia al monitoraggio del Ministero. «Altro aspetto da considerare e che vale un po’ per tutti i lavoratori del pubblico impiego – aggiunge – è che l’emergenza salariale che stiamo vivendo porta anche chi avrebbe diritto alla malattia a non farvi ricorso. E non credo che questa sia una grande conquista per il nostro paese».
Perplesso sul rilevamento anche Paolo Florean della Fps Cisl: «Credo che in questi primi mesi il fattore più rilevante sia stata la preoccupazione dei lavoratori per possibili decurtazioni dello stipendio, conseguenze che si vedranno proprio ora nelle buste paga. Stando a quanto emerso dalla conferenza Stato Regione, che ha definito le voci da detrarre, per i lavoratori del comparto della sanità non dovrebbero esserci grandi ripercussioni».
Lavoratori più sani o la “cura” Brunetta ha davvero guarito i dipendenti pubblici dal vizietto di usare il diritto alla malattia con troppa disinvoltura? «Sarebbe interessante – dice Florean – incrociare i dati della malattia con quelli delle ferie e dei permessi per capire se i lavoratori, per paura di vedersi decurtare lo stipendio, abbiano preferito utilizzare magari altre forme. Se uno strumento diventa inutilizzabile se ne cerca un altro». Ai lavoratori della sanità, ad esempio, le ferie certo non mancano: la carenza cronica di organici porta la categoria ad accumularne sempre di nuove che vanno a sommarsi ai recuperi. La richiesta di ferie, però, normalmente deve conciliarsi con quella dei colleghi per garantire la copertura dei turni.
(m.m.)

 



 

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VENERDI 21 NOVEMBRE 2008

 

LE REAZIONI

Bolzonello: «Bene, ora vedremo i fatti» De Anna: «Giunta vicina a Pordenone»

«La decisione è presa vediamo ora come si declinerà». Sergio Bolzonello, sindaco di Pordenone, accoglie con favore questo ulteriore passo della Regione, ma ne attende anche altri. Il primo è la delibera di giunta approvata ieri, a seguire l’accordo di programma che dovrebbe dettagliare non solo “chi fa cosa”, ma anche in che tempi e con quali modalità, e con quali risorse. Un passaggio importante, quello di ieri, ma non l’unico.
La scelta del Cro come sede per la conferenza stampa, non è stata casuale. «Ha anche il significato di dimostrare, se mai ce ne fosse il bisogno - ha dichiarato Elio De Anna - la vicinanza dell’amministrazione regionale all’Istituto. Non sono a conoscenza - ha aggiunto De Anna in risposta a timori espressi nel recente passato - di percorsi che prevedano possibili penalizzazioni o sottovalutazioni del Centro di riferimento oncologico, che è un punto di eccellenza nazionale e internazionale». De Anna ha quindi ribadito che «la struttura che si andrà a realizzare sarà l’ospedale del 2060, ovvero un nosocomio che entrerà in funzione nel 2015 ma che sarà efficiente e moderno per i successivi 50 anni. Per cui - ha aggiunto l’assessore regionale - un allungamento dei tempi di realizzazione, rispetto al vecchio progetto, è assolutamente trascurabile. Ma nell’attesa della struttura, non deve calare l’attenzione nei confronti dell’attuale Santa Maria degli Angeli che deve continuare ad esercitare il proprio ruolo al massimo delle capacità». Secondo De Anna, infine, la localizzazione in Comina consentirà di dare una risposta forte all’area montana e di integrare la struttura con il Cro e creare sinergie tali da esaltare entrambi i centri di eccellenza.
A seguire il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, che ha dato atto «all’assessore Kosic del buon lavoro svolto. Abbiamo cercato di evitare le polemiche lavorando, convinti che l’idea di un nuovo ospedale in Comina sia un’ottimo progetto che sta in piedi sotto l’aspetto finanziario, viabilistico e urbanistico. Adesso la parola spetta agli altri protagonisti, la strada è tracciata».
«Sarà l’ospedale della Provincia di Pordenone - ha aggiunto il presidente del Consiglio Edouard Ballaman - e non solo della città, perchè solo in quest’ottica si può giustificare un intervento così importante dal punto di vista finanziario».
Apprezzamenti all’assessore Kosic sono stati espressi dal presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, che ha sottolineato come «l’idea di costruire un ospedale in un’area diversa dal luogo asfittico nel quale è oggi insediato era vincente, come ha dimostrato il lavoro tecnico. Occorrerà garantire ora una viabilità di rilievo regionale ad un’ospedale che sorgerà in quell’area e che avrà anch’esso rilievo regionale», ha concluso. (e.d.g.)

 

 

 

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17 novembre 2008
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