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contributo inviato da Patadolla il 20 novembre 2008
 

Come volevasi dimostrare me la sentivo che sarebbe finita così… Villari non si dimette e rimane presidente della vigilanza nonostante l’accordo Pd-Pdl su Zavoli. E mi dispiace ammettere che avrei voluto la mia convinzione fosse smentita dai fatti ma forse ne ho viste troppe e dunque si sa che nel momento in cui un “peone” raggiunge posizioni di visibilità e potere difficilmente molla la poltrona. Cosa accade dunque? L’ufficio di presidenza del Pd al Senato è riunito per decidere i provvedimenti da adottare. Villari in caso di espulsione (almeno questa probabile per non dire decisa) può ricorrere all’assemblea di gruppo e a quel punto sarà il peso delle diverse anime, le posizioni che verranno assunte, a determinare il risultato finale della vicenda.

Purtroppo tutta questa brutta storia” è destinata a creare - o meglio - ad acutizzare ancora una volta i problemi e le tensioni all’interno del Pd. Perché come mi è capitato di commentare nel post di ieri, ormai qualunque cosa accada viene strumentalmente utilizzata per rafforzare il convincimento che la colpa di tutto sia del segretario.

E anche questi atteggiamenti di “malcostume” politico (a voler essere buoni e per non dire “biechi interessi personali”) passano in secondo piano e sembrano quasi essere “perdonabili”.

Ed invece no! Non riesco a non indignarmi, non riesco a non dire che la coerenza ed i principi sono fondamentali specie per chi fa politica, per chi rappresenta i cittadini nelle istituzioni, e soprattutto oggi che una legge barbara, il “porcellum” ha sottratto al popolo sovrano la possibilità di scegliere il proprio rappresentante. La politica è una cosa seria.
La Politica è l’impegno per il bene comune, non la spasmodica volontà di far prevalere l’interesse personale su quello collettivo. Non è quello che ci hanno insegnato i padri costituenti, i grandi uomini che hanno fatto il nostro Paese. Non è quello che ho imparato e respirato in famiglia dalla più tenera età. Ci vuole passione, coraggio, costanza, capacità di andare controcorrente se necessario. La politica è ideali, valori.
Ma oggi: che fine hanno fatto?

TAG:  VILLARI  VIGILANZA  PD 

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commento di w.tromb inviato il 20 novembre 2008
Ora che Villari non si è dimesso, sia D’Alema, Marini e la comparsa Latorre saranno contenti?
Questi sciocchi, si solo degli sciocchi potevano manovrare in modo tanto nefasto per il PD con gli scudieri del cavaliere.
Chiediamo a D’Alema che fa il tattico di regata, pirata scellerato, sul vascello del PD, se si è reso conto quale danno ha arrecato a tutta la sinistra che crede in Veltroni e in Bettini?
Sapeva che Villari non si sarebbe mai dimesso, erano ordini di corrente, nonostante ha voluto ancora più togliere il vento alle vele del partito di cui, a nostro avviso fa indegnamente parte, contribuendo a far scegliere Zavoli un ragazzino di 85 anni alfine di poter far dire agli italiani: questo è il rinnovamento di cui parlava Veltroni.
Sei stato uno sciagurato D’Alema, per colpire il Leader Veltroni non hai esitato a colpirci tutti.
Noi vecchietti di Cecchina ti auguriamo che questa possa essere la tua ultima strambata, fatta così male che ti farà scuffiare definitivamente.
Tu non vali un unghia di Veltroni, non avremmo mai pensato che dalla nostra resistenza partigiana poi fosse nato uno come te.
Wladimiro, Giacomino, Franco, Peppino e Ludovico
Wladimiro Trombetta
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6 marzo 2008
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