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contributo inviato da rudyfc il 20 novembre 2008


RUDY FRANCESCO CALVO (da Europa del 20 novembre 2008)

Si celebrano domani le primarie dei Giovani democratici, vero atto di nascita del movimento giovanile del Pd. Previsto inizialmente per metà ottobre, l’appuntamento con le urne per gli under 30 del partito è stato rinviato a causa delle difficoltà organizzative. Difficoltà che, a dire il vero, non sono state superate proprio del tutto (soprattutto a Napoli e Palermo rimangono contrasti). I promotori parlano di un numero di seggi che supera quota 1.500 in tutta Italia (l’elenco è in continuo aggiornamento su www.giovanidemocratici.org), il triplo rispetto al minimo previsto inizialmente.


L’asticella è posta dagli organizzatori attorno ai 70-80mila votanti. Ma c’è chi dubita su un successo di partecipazione, anche con qualche malizia: se si recheranno alle urne solo ragazze e ragazzi già in qualche modo “politicizzati”, soprattutto se vicini alla Sinistra giovanile e ai giovani della Margherita, sull’esito delle primarie non ci sarà storia: Fausto Raciti potrebbe anche superare il 70 per cento dei consensi, in quanto sostenuto esplicitamente dai dirigenti di entrambi i movimenti. Se invece l’affluenza sarà più alta, allora ci sarà più spazio per gli outsider, a partire dalla radicale Giulia Innocenzi, che ha ottenuto nell’ultimo mese una visibilità mediatica molto elevata. Non è un caso che le proteste per uno scarso impegno del partito nel pubblicizzare l’evento siano venute soprattutto da parte sua.

Insomma, in un modo o nell’altro i dirigenti seniores del Pd, non solo nazionali, ma soprattutto a livello locale, qualche ruolo nel definire l’esito di queste primarie lo avranno sicuramente, anche se in maniera indiretta. Le pressioni sono denunciate, infatti, a sostegno dei candidati all’assemblea nazionale e a quelle regionali, il cui voto è formalmente staccato da quello per il segretario. Ma in molti casi c’è un sostegno esplicito da parte degli oltre duemila candidati all’assemblea nazionale a favore di uno dei quattro aspiranti leader.

Un legame che potrebbe avvantaggiare in parte Dario Marini, inserendolo in quello che sin dall’inizio è sembrato un gioco a due tra il favoritissimo Raciti e la “insidiosa” Innocenzi. Sul candidato bresciano si sono concentrate le attenzioni di una parte dell’area più liberal del partito, soprattutto al Nord, sia tra i giovani direttamente interessati dalle primarie, sia nel partito. La sua scelta di condurre una campagna dispendiosa, battendo tutto il paese, anche se con scarsa visibilità sui media, potrebbe portare i suoi frutti. Un suo posizionamento al secondo posto dietro Raciti (anche se staccato) appare alla vigilia tutt’altro che inverosimile.

Discorso diverso per Salvatore Bruno, anche lui impegnato sul territorio, ma che appare poco sostenuto dai candidati locali. Lui comunque trasferisce già il confronto all’interno dell’assemblea.

Non è detto, infatti, che il vincitore abbia in quell’organismo una maggioranza precostituita. Il sistema di voto non garantisce una rigida “fedeltà” dei delegati al segretario vincente, che quindi dovrà dimostrare una capacità di sintesi particolarmente spiccata. Sarà, insomma, una buona palestra per i futuri leader di un Pd plurale e a vocazione maggioritaria.
TAG:  PD  PRIMARIE  GIOVANI  RACITI  INNOCENZI  MARINI  BRUNO   

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commenti a questo articolo 1
commento di a.r inviato il 20 novembre 2008
Queste votazioni sono una grandissima presa in giro!!!! Si parla di libertà di democrazia e poi i candidati in Calabria vengono scelti da 3-4 politici influenti e gli altri vengono "depennati". Che senso ha fare tutto questo? per far vedere un partito libero ma che non lo è??? Se non si è legati a quel personaggio politico non si verrà eletti (non sono invenzioni basta informarsi e vedere quanti sono stati depennati perchè scelti altri più "appoggiati".
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