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contributo inviato da Patadolla il 19 novembre 2008
Ho avuto un “vivace” scambio di battute su Facebook a proposito dell’elezione di Villari alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai. Avrei voglia di riportare il dibattito per intero ma non è carino dico solo che alla fine della discussione la cosa che mi ha colpito maggiormente è l’atmosfera che si è creata attorno all’episodio. Ancora una volta ogni “pretesto” è utile per addivenire alle medesime conclusioni: Veltroni sì, Veltroni no. Ora: capisco tutto, capisco che il Pd è apparso “troppo morbido” nella tenuta di alcune posizioni e nel cercare a tutti i costi il dialogo con una maggioranza che tutto voleva tranne che questo, comprendo che su questioni di principio bisogna saper fare la voce grossa e mantenere il punto ma mi sembra che ormai si rasenti la follia: qualunque scusa è buona per “sparare sul segretario”.

E torniamo un attimo alla vicenda vigilanza. Di interpretazioni su quanto avvenuto se ne possono dare molteplici. Certamente la Pdl nella scelta di un outsider ha ben valutato l’effetto dirompente che questa avrebbe avuto all’interno dell’opposizione e nel gioco di difficili equilibri tra Pd ed Italia dei Valori. Ma diciamoci anche chiaramente. L’ignoto, fino a pochi giorni fa, Sen. Villari (che nulla ha da vedere con lo storico) è certamente molto più manovrabile di altri colleghi di partito. Perché la maggioranza non ha votato Giovanna Melandri (ministro ombra per le comunicazioni) e si è guardata bene dallo scegliere Paolo Gentiloni che dell’argomento si era occupato in qualità di Ministro nel precedente governo?

Ed ancora di chi sono i 2 voti dell’opposizione confluiti su Villari? Non c’è proprio alcuna possibile dietrologia di strani accordi di una parte con il Governo in carica?

E comunque nello svilupparsi della vicenda ed al di là di ogni posizione personale si è dato il peggiore spettacolo che si potesse immaginare. Ora la finezza del “pizzino”, che l’on. Latorre passa a Bocchino in difficoltà sotto il “fuoco” di Donadi, è di una gravità assoluta. E’ vero che tra esponenti di partiti politici in antitesi fra loro spesso intercorrono comunque rapporti “amicali”. In fondo si è un po’ come dei “compagni di scuola” dal momento che si condividono i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama e si vive la medesima realtà, però che il vicepresidente del gruppo al Senato, nonché autorevole esponente di una delle cosiddette anime del Pd, si faccia “beccare” dalle telecamere mentre dà suggerimenti all’avversario in una situazione per giunta così delicata quale è quella che si è venuta a determinare in Commissione di vigilanza diventa inammissibile.

Cambiamo capitolo che tanto la vigilanza è destinata a tenere banco ancora per un po’ visto che fino a che Villari non rimette il mandato e Zavoli viene eletto troppe ne sentiremo.

L’onda universitaria non accenna a “smontarsi”. Ieri sera sono capitata al concerto organizzato alla Sapienza dal movimento studentesco e devo ammettere che sono rimasta sempre più impressionata dalla maturità di questi studenti che rintraccio anche nelle cose apparentemente più piccole ed insignificanti. Quando nel 1990 esplose la pantera l’allora rettore si guardò bene (forse non glielo chiedemmo nemmeno) dal “prestare” l’università per organizzare concerti invece oggi non solo il neo rettore Frati lascia la più grande università della Capitale in balia dell’onda ma deve vedere con quanta preoccupazione i suoi studenti si fanno carico del rispetto della sicurezza e dell’integrità dell’istituzione universitaria. Non è una battuta e non c’è ironia. Sono rimasta stupefatta dal vedere i ragazzi fare ordinatamente la fila ed attendere che qualcuno scendesse per andarsi a posizionare sulla terrazza del rettorato e guardare il concerto dall’alto. Spettacolare. Una maturità di dibattito e di “battute” assai distante dai discorsi che ero abituata a sentire. Forse il movimento studentesco di oggi è meno politicizzato di quanto lo si dipinga. Il genere di linguaggio usato è molto più diretto ma soprattutto lontano anni luce da un certo genere di “retorica” alla quale era abituata la mia generazione (mi sento vecchia). Sarà che erano 15 anni che non mettevo piede all’università, sarà che ricordavo piazza della Minerva piena di studenti e di blindati della polizia pronti a caricare (ed accadde anche questo), ma una manifestazione così bella, spontanea, allegra era tempo immemore che non la vedevo. E questo mi ha confermato nell’idea che il ministro Gelmini sbaglia a non comprendere che una riforma calata dall’alto, senza confrontarsi con chi l’università la vive ogni giorno, è inutile per non dire dannosa. Per una notte ho “surfato” anche io l’onda della Sapienza in movimento. Davvero felice di averlo fatto!

Argh avevo un terzo argomento da trattare ma mi è passato di mente! Sarà l’età che avanza?

Forse si trattava del "nascondino" rivolto al cancelliere Merkel ma credo di aver già detto a sufficienza.
Appuntamento alla prossima volta dunque ed intanto continuate a commentare questi pensieri in libertà!

TAG:  VELTRONI  VILLARI  LATORRE  PD  ONDA  UNIVERSITÀ  GELMINI  SAPIENZA 

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