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contributo inviato da irenemagistro il 18 novembre 2008

C’era una volta.

Cominciano cosi tutte le storie che ogni persona, portandosi dentro il proprio fanciullino, vorrebbe ascoltare.

La cosa strana, forse, è voler tracciare un bilancio della propria vita, dopo poco più di trent’anni, iniziando così.

Non vorrei, però, che ciò appaia come se volessi sentenziare una voglia di cambiamento, forse adatta al mio modo d’essere, ma non al ragionamento che mi accingo a fare.

Quando, un po’ di tempo fa, una giovane ragazza, piena di voglia di vivere e di idee su come cambiare il mondo, sedette al suo “Roxy Bar”, si trovava in compagnia di tanti altri ragazzi della sua età, ognuno con in tasca una ricetta della felicità e la carica d’energia dei suoi vent’anni.

L’Italia, si sa, è un paese pieno di colori e di storia, ma anche un eccezionale anestetico per chi ha voglia di dare un aiuto al cambiamento.

E quando poi a questo aggiungi il vivere in un piccolo paese del Sud, della Calabria e della Provincia di Crotone, tutto questo assume aspetti grotteschi, che in breve può convincerti ad emigrare, o diventare un caso psichiatrico o, peggio, arrenderti al comune sentire.

Mentre decidevo su cosa fare da grande, cominciai ad essere impaziente, credendo che anche in un piccolo paese della Calabria, cambiare fosse possibile, anche cominciando da una amministrazione comunale.

Qui la storia avrebbe potuto finire.

Invece il caso volle che andassi a conoscere il mondo.

E mi sono ritrovata negli Stati Uniti, a studiare in una di quelle Università che, come si dice sempre più spesso, attraggono i nostri cervelli migliori.

A lavorare gomito a gomito con indiani, indonesiani, messicani, giapponesi, tedeschi, svedesi.

In una parola ho cominciato ad assaporare la vera essenza del “Yes we can”.

Qualche giorno fa, seguendo la lunga notte delle elezioni americane, ho pensato che non era più il caso di rinviare queste considerazioni e quindi ho deciso di condividerle con tutti coloro che la pensano come me.

Un Italia che cambia deve avere una nuova stagione di partecipazione democratica.

Per questo ho deciso di abbracciare il nuovo corso di un partito che ritengo incarni, in questo momento,il sogno di rinnovamento, il modello di partecipazione popolare, un solido radicamento con i principi costituzionali che sono stati alla base della nascita repubblicana, di un partito che sia fondato su valori universali e identità che giungono da lontano.

In questo momento non è difficile dire che mi sento autenticamente democratica e che ho il dovere di dirlo, fuori da ogni organismo, lontana da conoscenze dirette, senza per questo essere in uno schema di rigida appartenenza.

Mi sento di condividere le idee del Partito Democratico, cosi come nella lunga notte di Chicago neri e bianchi, uomini e donne, etero ed omosessuali, asiatici e afro - americani, hanno pianto e gioito insieme.

Ovviamente da questa mia adesione non mi aspetto nulla.

Non mi aspetto di avere un invito a partecipare alla vita di partito.

Non mi aspetto nemmeno che il partito risolva i problemi contingenti in cui versa la nostra provincia e le beghe interne di cui si fa un gran parlare su tutti i media.

Ancora prima dei problemi territoriali penso a quelli che potrebbero essere i semi del rinnovamento.

L’Italia ha bisogno di trovare una nuova stagione, che passi per la legalità, per la ragionevolezza, per la fiducia, per la meritocrazia, per il dialogo, per l’integrazione, per il rilancio della scuola, per un rinnovo del modello economico, per un federalismo che sia il ripensare a macro aree interregionali come nuovi mercati, proiettati nel mondo.

Pensare poi ai territori sarebbe più semplice.

Far recuperare economie, come le nostre, non sarebbe più una sfida per gli amministratori, ma solo un passaggio nel loro recuperato rapporto con i cittadini.

Da oggi Veltroni può contare anche sul mio voto ed il mio impegno.

Non so se questa mia volontà rappresenti solo un’aggiunta algebrica.

A me piacerebbe che fosse motivo di soddisfazione per lui e per chi ancora pensa che le cose in Italia possano cambiare.

F.to Avv. Irene Magistro

TAG:  WALTER VELTRONI  DEMOCRAZIA  IMPEGNO  STATI UNITI  STATES  USA  OBAMA  VOTO  LEGALITÀ  INTEGRAZIONE  FIDUCIA  MERITOCRAZIA 

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commenti a questo articolo 0
commento di Carvellis inviato il 5 febbraio 2009
Sono contento che una persona dalla spiccata intelligenza abbia aderito al nostro PD. Mi permetto di dire nostro visto che sono responsabile organizzativo del Pd nella mia Provincia.
Benvenuta
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18 novembre 2008
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