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contributo inviato da prometeo10 il 18 novembre 2008

Il dolce sapore del cielo

 

Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.

Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!

I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.

Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.

Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;

che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;

che i bambini morissero per mancanza di cibo.

Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;

che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;

che un liquido brutto e nero fosse così importante.

Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;

che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;

che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;

che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;

che un malato dovesse pagare per essere curato;

che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;

che un laureato non trovasse occupazione;

che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;

che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;

che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;

che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;

che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;

che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;

che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;

che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;

che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.

Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;

che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;

che ci fossero le banche, le assicurazioni.

Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.

Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.

I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “

 

Da “Il dolce sapore del cielo”

di   Giuseppe Calocero

TAG:  PARTITO DEMOCRATICO  ILCALDORESPIRODELLASPERANZA  ILCALDORESPIRODELLASPERANZA  AMORE  PACE  LIBERTÀ  FRATELLANZA  UGUAGLIANZA  GIUSTIZIA  POLITICA   

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commento di prometeo10 inviato il 25 gennaio 2009
Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

La parola libertà nell’attuale sistema è tra le più usate. Con essa s’intende di tutto, quasi sempre a sproposito.
Addirittura si fanno guerre in nome della libertà!
La verità è che il capitalismo per libertà intende la possibilità di aumentare i profitti ed utilizzare per questo obiettivo al massimo grado la forza lavoro.
Quale libertà ha il disoccupato?
Chi ha un lavoro precario, il cassintegrato, il lavoratore o la lavoratrice in mobilità, chi perde il posto di lavoro?
Chi vive con 1200 euro al mese o chi ha una pensione di 600 euro al mese?
Il giovane che studia una vita per un futuro senza futuro?
La parola libertà non agganciata a soddisfazione dei bisogni è vuota di ogni contenuto.
Nell’attuale sistema essere liberi significa per tante persone poter scegliere tra occupazione con stipendi da fame, disoccupazione, pensioni misere e, per una buona percentuale, addirittura la fame, quella vera.
In molti casi si è costretti a morire per guerre in nome del dio “profitto”, ove tanti bambini non possono scegliere di vivere.
Senza cibo per la pancia e la mente non vi può mai essere libertà!
L’essere umano ha necessità naturali, materiali e spirituali; ha bisogno di mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, allo stesso modo della necessità di conoscere ed elevarsi nella più alta cultura.
Questa società viene incontro alle sue aspirazioni naturali?
La realtà da risposta negativa.
Di conseguenza cercare la libertà nel capitalismo è “cercar Maria per Ravenna”.
“Nella nuova società non c’era denaro.
Non c’erano quindi stipendi, non c’erano banche, assicurazioni, non c’era niente di collegabile al “vil denaro”.
Non c’erano più merci da vendere o da comprare, non vi erano, di conseguenza, prezzi, che determinavano il valore di una merce.
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i
commento di prometeo10 inviato il 31 dicembre 2008

Per una vita di libertà!

In questo ultimo periodo i mezzi d’informazione ci stanno riempiendo la testa di ideologie sulla crisi finanziaria e produttiva e sulle tragiche conseguenze che essa porterà per milioni di persone in tutto il mondo. Si parla di milioni di posti di lavoro che andranno persi e di condizioni di vita che peggioreranno per un gran numero di persone.
Gl’istituti di statistica scoprono che vi sono, anche nei paesi più sviluppati, grandi percentuali di popolazione che soffrono la fame o che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Come se la disoccupazione, la miseria, la fame, le guerre fossero solo un problema contingente e non strutturale al sistema capitalistico.
Secondo il “Rapporto Unicef 2008” oggi nel mondo muoiono dieci milioni di bambini sotto i cinque anni.
Questi bambini non riescono a diventare giovani!
Eppure basterebbero modeste somme di denaro per salvare queste vite!
Nel 2007 la spesa militare è stata di 1.204 miliardi di dollari, ma non si trova qualche miliardo di dollari per salvare la vita di questi bimbi.
Il progetto di ridurre le morti a 9000 al giorno è stato presentato come un obiettivo molto ambizioso.
Secondo il Tribunale permanente contro i crimini dell’umanità, istituito da un Trattato internazionale, ratificato da 106 stati, tra gli stati mancanti vi sono la Cina e gli USA, sarebbero 300.000 i bambini presenti in formazioni militari, dopo che solo recentemente sono state accertate le dimensioni del massacro effettuato durante la guerra Iran-Iraq di 30 anni fa, quando masse di ragazzini furono utilizzati per sminare le strade.
La verità è che l’attuale sistema sociale in qualsiasi fase è fame, miseria, guerre, morti per milioni di persone.
Negli ultimi anni vi sono stati profitti record per le imprese, eppure milioni di persone non hanno visto migliorare la loro vita; milioni di lavoratori e lavoratrici hanno visto ridursi lo stipendio, perdere diritti, peggiorare condizioni di lavo
commento di prometeo10 inviato il 5 dicembre 2008
Un sogno che la storia farà realtà.
“Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana.
Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì.
La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà.
Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati…
L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini.
Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno.
In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri.
La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo.
Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare…
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava.
D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne i
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