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contributo inviato da Patadolla il 13 novembre 2008
Avevo promesso un post dedicato al caos che ormai regna sovrano nel traffico della nostra città per cui dividerò questo mio intervento in più parti visto che, nel frattempo, si sono aggiunti altri temi che mi piacerebbe affrontare e sottoporre al commento dei miei “lettori”.

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Comincio quindi da una cosa prettamente referendaria ossia la bocciatura da parte della Corte di Cassazione dei quesiti, o meglio delle sottoscrizioni sui quesiti referendari, presentati da Beppe Grillo.
Al di là degli argomenti e senza entrare troppo nel merito, confesso che mi sono trovata a riflettere sul fatto che evidentemente condurre a termine in modo vittorioso una campagna di raccolta firme non è impresa da poco e dunque il fatto che il referendum elettorale sia approdato al risultato con ben 800.000 e più firme raccolte sotto i quesiti deve far riflettere. Intendiamoci: ho sempre detto, a chi mi ha chiesto un parere, che non ci si “improvvisa” referendari. Le norme in materia sono piuttosto rigide. I protocolli di raccolta ormai consolidati da un’esperienza di anni debbono necessariamente essere rispettati.
Ovviamente ciò non vuol dire che gli argomenti proposti non fossero importanti ma semplicemente che una campagna referendaria va fatta solo ed esclusivamente nel caso in cui si creda profondamente agli argomenti oggetto di quesito. Non credo che a Grillo sia mancata la possibilità di raccogliere correttamente le firme, forse piuttosto ha preferito non farlo ed allora me ne chiedo il perché visto l’enorme battage fatto sul V-Day e sulla necessità di “rinnovare la politica” lasciando la parola ai cittadini. Viene il dubbio che si sia cercato di cavalcare la protesta e il malcontento per tutt’altri scopi. Che però mi rimangono sinceramente oscuri.
Il fenomeno Grillo come sanno tanti amici mi ha sempre lasciata un po’ perplessa. In primis perché un comico non si improvvisa politico e secondariamente perché mi è sempre sembrato un modo di procedere piuttosto “qualunquista” volto più a “sfasciare” che non a costruire in nome del bene superiore della collettività. Sbaglio? Sono curiosa e mi piacerebbe davvero su ciò si aprisse un dibattito.

Traffico. Non voglio apparire come quella che a tutti i costi la deve buttare sul fatto che “si stava meglio quando al governo della città ci stava la mia parte” ma, come ho già scritto diverse volte in questi mesi e basta rileggiate i post precedenti per verificare che l’ho fatto davvero, non è possibile che la città sia improvvisamente diventata un tappeto di macchine e che basti un niente per mandare tutto in tilt.
Insomma per chi come me ha scelto i mezzi pubblici e non la macchina la vita è diventata davvero “faticosa”. Il mio bellissimo 30 express, un taxi semi privato che giornalmente mi consente il tragitto casa-ufficio e viceversa, sta diventando una sorta di miraggio. Corse saltate (tra le 8.30 e le 8.45 è stato soppresso l’orario delle 8.37), tragitti resi impercorribili dai troppi cantieri aperti (ma se il bus 8 su via Marmorata ha fatto il collaudo scorsa settimana, quanto ci vuole a riaprire tutto al traffico?), ressa stile “piena ora di punta” ma insomma le due cose sono in netta contraddizione perché se è aumentato il traffico e quindi l’uso dell’auto (sul tema parcheggi apro un’altra finestra poi) come è possibile il disastro dei mezzi pubblici? Dobbiamo incentivare il trasporto pubblico – e scusate la ripetizione – oppure dobbiamo tornare tutti a prendere l’auto?

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Parcheggi
: Ho la sfortuna di vivere in Prati dove il tema è sempre stato particolarmente “caldo”. Le strisce blu – che alla loro comparsa tanti anni fa avevano alleviato la situazione – erano diventate col tempo assolutamente insufficienti e noi poveri residenti abbiamo definitivamente visto tramontare la possibilità di un uso almeno sporadico della macchina ma… da quando, fatta eccezione per la viabilità principale, la nuova amministrazione ha deciso di cancellare (e meno male che era momentaneo sono passati già 5 mesi!) la sosta tariffata la situazione è diventata impossibile con macchine in doppia fila su ambo i lati della carreggiata a tutte le ore del giorno e della notte. La vita di sei mesi fa era un paradiso a confronto! E se malauguratamente un “pendolare”, un’anziana o una ragazza in stato interessante sono costretti a muovere il mezzo la caccia al parcheggio per un’ora e più è assicurata! Ma ci deve pur essere un modo. Intanto ripristiniamo il tassametro, poi evitiamo la beffa della scheda parcheggio mensile a 70 euro o del permesso ufficialmente per residenti consegnato indiscriminatamente a chiunque. E poi cerchiamo di vedere se incentivando i parcheggi a rotazione ed il ricambio (non i box privati come qualcuno mi ha accusato di voler fare quando da consigliere avevo detto che avrei “bucato” tutto il municipio!) tra chi lavora in zona e chi vi abita la situazione migliora. E poi a Milano in talune vie e negli orari serali, i parcheggi sono riservati ai residenti e nessuno ci vede alcuno scandalo. Perché a Roma no?

Ci sarebbe altro da dire in tema di primarie, elezione del segretario regionale in sostituzione di Nicola Zingaretti, le nuove frontiere di Obama e la tecnologia di facebook, ma vista la lunghezza di questo scritto conviene rimandare ad un prossimo appuntamento. Vi lascio al dibattito.

TAG:  REFERENDUM  GRILLO  TRAFFICO  PARCHEGGI  DIBATTITO 

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