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contributo inviato da benedettoparis il 12 novembre 2008
Sinceramente ero uno di quelli che non ci credeva, che vedeva il vento in poappa ma temeva il rigurgito razzista americano...e invece è venuto fuori quello italiano...che tristezza Berlusconi e la sua satira da bagaglino, quel suo essere guascone e fuori le regole, che tanto piace a tanti italiani e che tanto ci fa disprezzare e ci rende ridicoli nel mondo. Quando è uscita la notizia mi aveva colpito, ma tristemente anche io ero stato colpito da quel morbo che si chiama "farci il callo" o "assuefazione", per cui, dopo qualche commento poco carino e per nulla guascone nei confronti del Premier avevo passato la cosa. Salvo poi vedere le prima pagine di siti e giornali delle principali riviste internazionali, tutte riproducenti la frase di Berlusconi, per non parlare degli aggettivi: il "migliore" quello di un giornale inglese che definiva Berlusconi "impolitical"...

Ma torno a Obama. E' stata una grande vittoria, per l'America oltre che per i Democratici...di tutto il mondo perché no. I motivi di questa euforia sono due: il primo è l'incarnazione fefettiva che può produrre Obama e la sua storia per tantissimi americani, neri e spagnoli o asiatici, per tanti ultimi, che ora hanno non le parolo o la costituzione americana a dirgli che hanno diritto come tutti gli altri alla felicità e al successo personale, ma hanno la prova vivente e ne sono stati cofautori con il loro voto;il secondo motivo è che Obama ha vinto non con un programma, rifacendosi a vecchi pacchetti programmatici, ma davanti alle sfide posteci dal mondo e dalla globalizzazione ha portato avanti proposte che radicalmente le affrontano, che cercano non di adeguare il sistema alle sfide, ma di far in modo che il sistema possa vincerle, possa "attaccare i problemi" come l'inquinamento, le risorse energetiche, il sistema socioeconomico americano. E quest'ultimo punto fa tanto bene a tutti i democratici nel mondo, a tutti i progressisti nel mondo perché è da questo atteggiamento che bisogna ripartire, anche in Italia! Basta con i programmi, ci vogliono idee di società fatte e pensate nel e per il terzo millennio, rotte radicali di cambiamento, che non significa estremismo politico, ma riformismo e progressismo nella forma più vera e più pura. E' su queste basi che tra 4 anni possiamo provare a vincere!

Per il resto, sarà interessante vederlo all'azione Obama...noi lo aspettiamo, un pò in poltrona, un pò come tifosi allo stadio quando il nostro beniamino ha la palla al piede e sta per battere una punizione...grande Alex!
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commento di flint inviato il 12 novembre 2008
E invece bisogna sempre credere e sperare, la storia insegna che cambiare si può. Il problema vero è che ad un passo avanti poi rischiamo due passi indietro.
Lo sforzo che deve fare la sinistra e fare due passi invece che uno.

Ho letto il tuo profilo e vedo che leggi Cacucci, bravo (hai l'età di mio figlio). Ti consigleirei Paco Taibo (in Italia è tradotto appunto da Cacucci).

Ciao

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