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contributo inviato da cesare pisano il 10 novembre 2008
 
Lo stato capitalista si regge sul capitale, sulla massa di denaro che permette investimenti produttivi di tutti i settori attivi della società; quindi, le industrie ed il mondo del commercio devono essere messi in condizioni di potere svolgere i loro progetti, per tentare di vincere la competitività mondiale.

Le banche hanno la grande funzione di deposito del capitale per essere nella condizione di potere accendere crediti ai settori produttivi.

I depositi hanno bisogno di essere costantemente alimentati.

E' necessario che la massa dei cittadini appartenenti al ceto medio abbia la possibilità di operare periodici depositi, attraverso grossi, medi o piccoli risparmi.

Se si dovesse interrompere questo flusso la ripresa produttiva della società sarebbe difficile o impossibile.

Da questo schema di discorso risulta abbastanza chiaro che se il ceto medio non è in grado di spendere denaro o di accumulare denaro la crisi non verrà superata.

L'intervento a sostegno delle grandi banche e delle piccole banche diventa positivo; la garanzia posta a tutela dei conti correnti, anche se con i limiti del tetto, è fondamentale; la garanzia su altre forme come fondi, obbligazioni è altrettanto fondamentale, ma resta un altro aspetto, che io considero fondamentale.

In una fase di crisi recessiva bisogna operare a largo raggio con interventi che impegnano il bilancio dello stato che si deve fare garante, soprattutto dell'aumento della capacità di acquisto delle famiglie.

La grande crisi statunitense del '29 fu risolta grazie alla politica economica di Keynes applicata da Roosevelt, che riuscì a creare lavori inesistenti, pur di dare una paga ai cittadini ed assorbire la disoccupazione.

Questo significa che i soldi dello stato, che poi, sono quelli che il cittadino aveva versato attraverso la fiscalizzazione, ritornavano nelle tasche dei cittadini che avevano la possibiltà di riaverli nella forma di una paga.

Questo meccanismo di intervento statale ha permesso agli americani di respirare e di riaccendere i mercati attraverso un aumento della domanda di beni.

I depositi bancari, nel tempo, si sono ristabiliti, permettendo la rinascita economica e produttiva del paese.

Questa è la storia che tutti conoscono il cui proigramma si chiamò New deal, che permise a Roosevelt di cavalcare la grande crisi del '29.

Per me cittadino, è di primaria importanza, che il governo si attivi da subito a detassare, a cominciare dalle tredicesime, le pensioni, gli stipendi ed i salari; e non basta, ma dia inizio ad una politica di recupero della capacità di acquisto di queste voci, che costituiscono l'unica fonte da cui, sia il ceto medio, che la grande fascia di coloro che godono di una situazione redditizia inferiore o da fame, traggono sostentamento.

Le famiglie sono garantite nei loro depositi, ma, se potessero contare su un reddito maggiore, certamente lo stallo dei flussi della domanda dei prodotti si interromperebbe e si avvierebbe il processo degli acquisti e del consumo.

Con una maggiore quantità di denaro sul mercato aumenterebbe la velocità di circolazione dell'euro, la cui conseguenza sarebbe un continuo spostamento di denaro, che diventerebbe il segno dell'uscita dalla recessione, senza dovere passare attraverso l'ombra nera della depressione, che sarebbe una recessione protratta nei tempi lunghi.

La ripresa non può che passare se non attraverso l'aumento del reddito familiare.

Questo è un imperativo categorico, che chi mastica di principi d'economia politica, comprende con facilità.

Aiuti alle banche, soprattutto le piccole; aiuti alle piccole imprese; detassazione immediata di pensioni, stipendi e salari; riportare l'indice delle pensioni, degli stipendi e dei salari ai livelli degli indici della svalutazione monetaria.
TAG:  CAPITALE  BANCHE  RISPARMI  RIPRESA ECONOMICA  REDDITO   

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