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contributo inviato da bmm il 9 novembre 2008
Discutendo con alcuni repubblicani, qui negli Stati Uniti, mi sono ritrovato a pormi la seguente domanda: può un cittadino di una democrazia essere completamente egoista? La domanda va ovviamente specificata meglio. Secondo alcuni punti di vista ogni individuo è alla fine della fiera egoista, in quanto tende a soddisfare i propri bisogni. La domanda doveva essere posta in un altro modo: può un cittadino di una democrazia essere completamente individualista? Capisco che la domanda possa suonare ideologica, ma spero di evitare questo problema.
La questione è: democrazia significa "sovranità al popolo." Se ogni cittadino pensasse esclusivamente ai propri interessi personali, quindi, in sintesi, ai propri soldi, si potrebbe ancora parlare di democrazia? Cosa si dovrebbe governare? L'unico budget necessario servirebbe solo per mantenere in vita i tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Un servizio sanitario nazionale non sarebbe supportato, i prezzi delle cure andrebbero alle stelle, etc.
Fin qua pare che tutto abbia senso, ma cosa succede dal lato dei diritti?
Supponiamo ci siano due vicini di casa, uno ricco e uno povero. Quello povero non può pagarsi le spese mediche e muore. Il vicino ricco continua allegramente con la sua vita. Supponiamo anche che il ricco sia ricco di famiglia e il povero sia stato molto sfortunato e abbia dovuto spendere soldi per curare i propri familiari, così da non trovare facili alibi. Insomma, il povero muore solo perchè non ha il diritto di essere curato a dovere nel paese dove governa anche lui! Per come funzionano le democrazie, probabilmente il povero non è riuscito a portare abbastanza voti alla sua causa, forse non c'erano abbastanza poveri a votare. Siamo di fronte a una dittatura della maggioranza, non a una espressione di democrazia. Se si riconosce a ogni individuo il diritto alla salute, allora il servizio sanitario pubblico non sarebbe da porre al voto, ma semplicemente dovrebbe essere supportato. E il ricco dovrebbe pagarlo affinché anche il povero ne usurfruisca. Sarebbe costretto ad essere altruista e a pagare le tasse. La costrizione non dovrebbe però essere vista come la lesione di un diritto del ricco, ma come l'esplicazione di un dovere nel paese dov'è cittadino.



TAG:  POLITICA  DIRITTI  DEMOCRAZIA  INDIVIDUALISMO  GIUDIZIARIO  ESECUTIVO  EGOISMO  POTERI  LEGISLATIVO 

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commento di valeriox inviato il 10 novembre 2008
rendo noto all'estensore del contributo che i poveri sono generalmente più numerosi dei ricchi e quindi la questione che egli (l'estensore) pone, non potendo esistere una maggioranza di ricchi, andrebbe sostanzialmente cambiata in una diversa e più coerente formulazone:
"Come mai i poveri,che sono maggioranza, sono così fessi da permettere la costruzione di maggioranze che fanno leggi giusto per permettere ai ricchi di avere tutto e ai poveri di crepare?"
meditate gente...
ancora a sto' punto stamo??
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15 aprile 2008
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