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contributo inviato da valeriopieroni il 6 novembre 2008
Mentre la sinistra in questi mesi era sotto effetto sbornia elettorale pro-Obama, il governo Berlusconi - purtroppo - continuava a lavorare il più alacremente possibile per cancellare quel poco che ormai è rimasto delle riforme che il governo Prodi aveva messo in cantiere.

Sono passati appena due anni, ma sembra già trascorso un secolo quando uno dei primi atti del neonato Governo dell’Unione riempì le strade di Roma di uomini in giacca e cravatta e donne in tailleur poco abituate a cortei e cartelli. A provocare tutto ciò era il decreto legge Bersani (il Dl 223/2006) che aboliva le tariffe minime e il divieto di pubblicità per i professionisti.

Quindi "Liberalizzazione" diventò finalmente una parola molto familiare e la gente cominciò ad apprezzarne i benefici economici; e mentre gli avvocati, i notai, i commercialisti e i farmacisti si sentirono aggrediti, per la prima volta i giovani professionisti videro in quel pacchetto l'opportunità di inserirsi in un mercato che da sempre era monopolio per pochi.

Però tutto ciò presto finirà e con la nuova legislatura si stanno già cominciano a dare segnali di un cambiamento di rotta: dopo lo smantellamento della riforma dei Servizi pubblici locali dell'ex ministro Lanzillotta, recentemente sanzionata dalla reintroduzione dell'uso spropositato da parte degli enti locali delle società in house, ora sembra essere arrivato pure il turno per i provvedimenti previsti proprio dal famoso pacchetto Bersani.

Invece già dal primo luglio è al lavoro un disegno di legge per ridurre dasticamente numero e quantità di medicine da banco da vendere nella parafarmacia, trasformandole così in un semplice punto vendita per prodotti erboristici e, al massimo, per l'aspirina. In pratica il farmaco tornerà solo in farmacia, ma t
utto ciò sta già provocando le reazioni drammatiche da parte di chi ha puntato in questi due anni soldi e futuro sulla propria attività parafarmaceutica.

Invece da ottobre è sul tavolo del ministero della giustizia un disegno di legge sugli ordini professionali. A quanto pare sarà di nuovo prevista la tariffa minima per i professionisti e c'è anche la volontà di riformare in senso più restrittivo e corporativista l'accesso alle professioni. Insomma, possiamo pure dire addio a quel poco di concorrenza che era nato.

Si preannunciano tempi duri per chi vuole veder cambiato questo Paese...
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