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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 5 novembre 2008

 

Barack Hussein Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Se un anno fa mi avessero chiesto di scommettere anche solo un euro su di lui, non l’avrei certo fatto, nessuno l’avrebbe fatto. Il sogno si è avverato, l’Orgoglio Democratico frustrato e deluso dalla sconfitta di quattro anni fa ha tenuto duro e alla fine l’ha spuntata sulla Destra sfascista e responsabile della più grande crisi degli ultimi 80 anni.



Oggi è una giornata di portata storica per tutto il mondo: non solo i Democratici hanno riconquistato la Casa Bianca dopo 8 anni di disastrose politiche repubblicane, ma hanno ottenuto anche una larga maggioranza al Congresso, evitando il possibile ostruzionismo dei Repubblicani sulle leggi che Obama ha detto di voler approvare: tassazione per i redditi oltre i 250.000 euro, assicurazione sanitaria nazionale di base per tutti, diminuzione delle tasse ai lavoratori dipendenti, stretta regolazione dei mercati economico-finanziari, ma anche e soprattutto la tutela dei diritti civili che i Repubblicani stanno smantellando a colpi di referendum in tutti gli stati e su cui la Corte Suprema dovrà pronunciarsi a breve (e Barack avrà la possibilità di nominare ben 2 giudici, capovolgendo i verdetti), senza contare il nuovo impulso alla Ricerca, l’uso di fonti di energia rinnovabili e la fine della guerra in Iraq, tutte cose invise alle lobby che sostenevano i Repubblicani (e a cui Obama non dovrà rispondere, avendo raccolto fondi solo su Internet dai supporters di tutto il mondo).

Il mondo cambierà e si lascerà alle spalle 8 anni di oscurantismo repubblicano che ha influenzato negativamente tutto l’Occidente, riconsegnando alla parte migliore della società civile mondiale la responsabilità politica di dare un nuovo corso alla storia, fatto di uguaglianza, equità, giustizia, pace, libertà e benessere.

Finalmente torneremo alla prosperità degli anni ’90, una prosperità che aveva dato un nuovo impulso all’Occidente e sotto l’era Clinton aveva riunito tutti i governi progressisti del mondo per creare quella società più giusta che le destre tornate al potere agli inizi del nuovo secolo avevano distrutto, asservendo alle lobby finanziarie i sacrifici e il lavoro di milioni di persone.

Il trionfo di Barack Obama è il trionfo dell’Orgoglio Democratico di tutti i progressisti del mondo, che ridà speranza a tutti noi e pone le basi per una futura riscossa internazionale di tutti i democratici, anche di quelli italiani, che avrebbero tanto da imparare dal Partito Democratico americano: gli interessi di parte, le divisioni, la lotta per il potere, sono tutte cose che sono lasciati da parte per il benessere superiore della società, per il raggiungimento di un ideale superiore a quello del materialismo conformista a cui si confà la destra internazionale.

La Terza Via contro la Nuova Destra delineata da Bill Clinton nel 2003 trova finalmente il suo prosecutore, che sono sicuro ridarà nuovo slancio all’economia mondiale, così come Roosevelt all’indomani della Crisi del ’29: il New Deal del 21° secolo è alle porte, gli Americani hanno scelto lo schieramento democratico e progressista per cambiare, ora dobbiamo solo sperare che questo grande trionfo dia più forza agli schieramenti progressisti europei che, come al solito, arrivano sempre tardi, per non parlare dell’Italia, che possiamo dire non sia mai arrivata.

Questa è anche la dimostrazione che “Yes, We Can” è uno slogan che funziona, bisogna solo trovare la persona con la giusta credibilità e capacità di infondere quella speranza e quella passione che Obama ha risvegliato nell’Orgoglio Democratico.

Senza contare che questo trionfo mette a tacere una volta per tutte il patetico paragone che alcuni fanno tra lui e il nostro Veltroni, che semmai può aspirare a passare alla storia come il Kerry Italiano.

Grazie Obama, grazie Presidente: in bocca al lupo per il futuro, sperando cambi una volta per tutte questo mondo devastato dalla corruzione e dall’egoismo di pochi privilegiati.

“Yes We Can”, anzi, “Yes, We have Done”.

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