.
contributo inviato da stefania modestino il 29 ottobre 2008

Dal Circo Massimo ad una nuova e contemporanea laicità

Identità, laicità e democrazia includente nel contesto globale del terzo millennio...questi i cardini del post di Enzo Correra, responsabile dell'area Cultura in Officina, anche noi abbiamo Sgarbi direbbe Tommasina...comunque questo professore che scrive ancora (?) con la penna ed ama il profumo della carta stampata ora è convertito alla blogsfera...lancia da qui una discussione veramente interessante, e a ben vedere, non lontana dai problemi di "democrazia" del nostro territorio... via alle danze...ma sulle tastiere..


enzo correra.jpgAl Circo Massimo “ hanno sventolato solo bandiere del PD”. E, sempre a parere del segretario Veltroni, “..per la prima volta è sceso in piazza il popolo del riformismo”. Ma quello che più colpisce nelle affermazioni del “nostro” segretario nell’intervista a Massimo Giannini( Repubblica 28-10-08) è la consapevolezza che ormai il PD è un partito con un suo DNA, con una sua identità, non più “…ex di nulla… ma un partito del popolo…di persone, di operai, di piccoli imprenditori, di precari, di studenti”.
Basterà la manifestazione del 25 a mettere fine alle polemiche, ad evitare pratiche di “cannibalismo interno” , a rispettare e a riconoscere, finalmente, la propria identità, a coniugare responsabilità, compatibilità con gli alleati, radicalità nelle scelte?
A nostro avviso questo potrà avvenire solo se le “ anime”, che ancora caratterizzano il PD, si ritrovino tutte in una concezione “laica” dello stato.
Se dal 1960 la globalizzazione ha avuto un impatto politico e culturale profondo soprattutto nella sua forma di un libero mercato incontrollato sulle democrazie liberali, ha determinato altresì un processo di mobilitazione degli esseri umani, una “Globalizzazione dell’emigrazione internazionale di massa” ( Habsbawn) con la conseguenza di seppellire quel mosaico di stati-nazione etnicamente omogenei, retaggio delle guerre del XX secolo.
In un tale contesto ha ragione Benedict Anderson nell’affermare che il documento di identità del XXI secolo non è il certificato di nascita di uno stato-nazione, ma il documento di identità internazionale: il passaporto. Ciò comporta cher in una democrazia liberale moderna il comportamento del singolo non è racchiuso nella sfera temporanea e spirituale, ma presenta una triplice polarità: 1- sfera privata e personale, che l’individuo gestisce da solo; 2- sfera legale che impone norme rigide, garantite dallo stato; 3- sfera pubblica o sociale caratterizzata da norme e valori che lasciano, comunque, una certa libertà personale.
Un partito moderno, interprete delle istanze individuali e sociali, come vuole essere il PD, deve, a nostro modesto avviso, riconoscere queste tre aree: ciascuno deve essere padrone di agire liberamente nel proprio ambito senza “ scorrerie” nella libertà altrui; lo stato deve controllare l’ambito legale senza imporre, però, la propria volontà, alla società civile; la società civile deve fermarsi davanti a quella frontiera che protegge la libertà dell’individuo.
Appare chiaro che riteniamo incompetente lo stato in materia religiosa ,il che, però, ci permette di riconoscere il rilievo sociale del fenomeno religioso, ma nella sua pluralità di “fedi” e nel rispetto per le minoranze.
Siamo convinti che la “religione” non può essre più usata come “ instrumentum regni”. Non possiamo più permetterci divisioni su questioni che ineriscono la sfera individuale. Esistono “ due fedi” (Arrigo Levi) , la fede religiosa e la fede laica, che devono dialogare, rifiutare ogni forma di integralismo , religioso o laico; rifiutare ogni atteggiamento spirituale che accampi la pretesa del possesso della verità come cosa propria; evitare la rincorsa di tutti e di ognuno per strappare la palma di più fedele esecutore dei desideri di istituzioni religiose e non al fine di conseguire un credito spendibile sul piano politico.
D’altra parte siamo sempre più convinti di quanto affermato perché confortati anche dalle risposte che l’allora cardinale Ratzinger (novembre 2004) fornì a Marco Politi. Il Cardinale Ratzinger definì “laicità giusta” ..”la libertà di religione”, riconoscendo che “ lo Stato non impone una religione, ma dà libero spazio alle religioni con una responsabilità verso la società civile, e quindi permette a queste religioni di essere fattori nella costruzione della vita sociale”. E a quella tendenza, tuttora imperante, a voler esportare coattivamente i valori occidentali nel resto del mondo, perché ritenuti i migliori, il cardinale così replicava : “ No dobbiamo imporre e dogmatizzare tutte le nostre idee. Dobbiamo essere consapevoli della relatività di tante nostre forme politiche, religiose, economiche. D’altra parte, dobbiamo lasciare agli altri popoli la possibilità di contribuire alla molteplicità del concerto della cultura umana.Noi cerchiamo di convincere gli altri di cose che ci paiono essenziali, ma ciò deve avvenire nel rispetto, senza imposizione”. prof Enzo Correra
TAG:  VELTRONI  PD  ENZO CORRERA  CASERTA  OFFICINA DEMOCRATICA  LAICITÀ E ANTIRAZZISMO 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
15 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork