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contributo inviato da Leftorium, il blog Riformista il 28 ottobre 2008

E' un anno che mi trovo nel cosiddetto Nord-est. Tanti potrebbero essere i luoghi comuni o le frasi fatte per descrivere questa parte d'Italia. Tanti e tante quante sono le scritte innumerevoli che inneggiano alla Lega sui muri che costeggiano e le strade qui intorno.

Eppure, proprio qui, ho saggiato per la prima volta il lavoro in fabbrica; anzi, oserei dire che ho conosciuto, finalmente, il lavoro regolarmente retribuito. Adesso ho contributi sempre versati e ferie rimunerate. Mi sembra incredibile, vedo così riconosciuti quelli che sono, in fondo, solo miei diritti.

Certo, questo "paradiso" dei diritti sindacali costa. Col salario copro a fatica l'affitto, mentre in fabbrica la polvere delle lavorazioni ti s'infila dappertutto. Anche le posizioni di lavoro sono spesso funamboliche. Qualcuno, sottovoce, dice persino pericolose. Infatti, ho scoperto, mio malgrado, che in fabbrica è "vietato farsi male". E' un divieto perentorio, anche se non figura in bella mostra sui tanti cartelli appesi alle pareti dell'officina. La massima più ricorrente da queste parti è la seguente: "Se ti fai male è perché sei stato gran mona".

Il mio primo giorno di lavoro un operaio marocchino si è tranciato di netto due dita alla trafilatrice. Scarsa o del tutto inesistente la solidarietà degli altri operai. Uno più anziano, senza mezze parole, disse: "è stato un mona, tutti a noi ce li mandano". Da queste parti, del resto, un marocchino o è un mona oppure è un criminale. Un capo, a sua volta, rimarcava che tanto "c'è l'Inail che paga".

I giorni passano. Tutti uguali a quelli che li hanno preceduti. Fino a quando non tocca a me "farmi male". Scivolo e finisco direttamente su dei rulli d'acciaio. Avverto un dolore fortissimo al fianco, ho difficoltà persino a respirare. Non mi hanno voluto portare all'ospedale, contro ogni norma sindacale e di più elementare buon senso. Tutti sostenevano che non era successo niente. Anche gli altri operai. A fine turno, il dolore si è fatto sempre più forte, così ho deciso di andarci da solo. Quel "niente" si è rivelato poi essere due costole incrinate...

- Prosegue a questa pagina -

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TAG:  NORDEST  LEGA  LAVORO  SICUREZZA  PRECARIO  EMIGRAZIONE  RAZZISMO  DIRITTI 

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