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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 22 ottobre 2008

                  

Continua la pubblicazione da parte di "Saviano Governatore" della punta di Matrix del 15 Ottobre con protagonista Roberto Saviano. Ecco il video e il testo della seconda parte.

Seconda Parte

 

Mentana: Grazie … questo è un passaggio davvero importante. Però ti voglio chiedere una cosa: il clan dei Casalesi te l’ha probabilmente giurata. Come farai però ad analizzare, a continuare ad analizzare se ti tocca di vivere forzatamente al riparo, blindato, lontano dalla gente normale? Tu hai detto prima puoi incontrare la gente normale - in realtà lo aggiungo io - soltanto quando ci sono possibilità di fare incontri, lezioni, dibattiti, oppure la puoi incontrare in questa serata attraverso lo schermo. Come fai a sentire quello che succede, che cambia?

Saviano: E’ molto difficile, perché, in qualche modo, è cambiato il fronte: prima il fronte era lo studio, la lettura e, soprattutto, il territorio. Adesso è diventato la caserma, quindi le intercettazioni che vengono rese pubbliche, le ordinanze che studio …

Mentana: E’ il ricordo, più che la visione, ormai?

Saviano: Diciamo che in qualche modo ora sono molto più vicino alle fonti. Prima per me era difficilissimo trovare un’ordinanza: dovevo andare a chiederla in giro. Adesso è molto facile, in qualche modo: quindi oggi studio molto le carte. Il territorio lo vedo da lontano, anche se sono lì, vivo lì, e poi c’è anche, come dire, un coinvolgimento personale …

Mentana: Vivi lì ancora?

Saviano: Io vivo ancora lì, sì. In questo momento sto ancora vivendo lì. Non ho mai scelto di andarmene per tante ragioni.

Mentana: E quello che abbiamo letto questa mattina, “me ne vado dall’Italia”, è uno sfogo, magari non di ieri, magari uno sfogo, un pensiero che tu ogni tanto hai … anche a me è capitato di leggere delle tue parole, “mi tocca scappare” … forse davvero ora tocca scappare. E’ una cosa a cui pensi o sai che la tua vita e la tua storia devono essere qui?

Saviano: No, io continuerò a lavorare e a scrivere sempre, senza, come dire, tirarmi indietro, perché è la mia vita … in qualche modo, togliendomi tutto – cito una frase di Von Clausewitz – “quando al nemico gli togli tutto, gli lasci l’arma più pericolosa: la rabbia”. Loro mi hanno tolto tutto, in qualche modo, ma si sono dimenticati di questo riferimento di Clausewitz … è rimasta questa rabbia incredibile, che sicuramente mi fa ancora continuare a scrivere e continuerò a scrivere. Sto pensando di andare via, sto pensando di andare via per riuscire a rotolarmi ancora nella realtà, per riuscire ancora a lavorare sporcandomi. Sento, come dire, piuttosto la volontà di occuparmi ancora di realtà, ancora di loro, ma sul piano internazionale.

Mentana: Senti Roberto, tu citi a volte anche giornali e anche servizi televisivi. Ti capita di citare anche un servizio di Matrix, che documenta un certo modo di reagire dei Casalesi a ciò che tu hai fatto. E’ un servizio che è andato in onda qualche mese fa, lo riproponiamo subito ed è la nostra inviata Claudia Marchionne.

 

Servizio del 9 Maggio 2008: “Ragazzi di Casal di Principe”

 

Inviata: Cos’è che non è vero?

Ragazzo1: Che c’è troppa camorra in giro a Casal di Principe.

Inviata: Non c’è?

Ragazzo1: No.

Inviato: Cosa c’è?

Ragazzo1: E’ un paese come tutti gli altri.

 

Ragazza1: Il libro lo poteva scrivere qualsiasi altra persona che abita qui e non per sentito dire. Perché comunque questo è un nostro Paese. E se c’è scritta una mezza verità ci sono anche delle cose inventate. Perché poi alla fine è sempre il nostro Paese. Ci sono delle scelte diverse …

 

Ragazzo2: Saviano ha venduto un milione di copie … allora … cinquecentomila copie. Il libro di Saviano quanto costa?

Ragazzi: 20 euro … 18 mi pare.

Ragazzo2: Ha venduto un milione di copie, quindi Saviano si è arricchito.

Inviata: Ma voi vedete solo i soldi? Non pensate agli ideali, alla coscienza civica …

Ragazzo3: Ma poi i soldi li ha presi, però … Parlando di noi in un modo sbagliato.

Ragazzo4: Ha guadagnato tanti soldi sulle nostre spalle.

Inviata: E’ sotto scorta Saviano, rischia la vita…

Ragazzo4: Non è sotto scorta per noi … per tante cose sta sotto scorta Saviano.

Ragazzo2: Perché sta sotto scorta Saviano?

Inviata: Per le cose che ha scritto sul libro.

Ragazzo2: Ma nessuno l’ha minacciato a Saviano.

Inviata: Anche in tribunale è stato minacciato, di fronte ai giudici, di fronte agli avvocati …

Ragazzo4: Ma se una persona parla male di lei, che non sono cose vere, secondo voi lei fa degli applausi?

Inviata: I Casalesi non sono una cosa vera?

Ragazzo4: “Casalesi” non si deve associare con la parola “camorra”. “Casalesi” si deve associare con “abitanti di Casal di Principe”.

Inviata: Invece Casalesi è un nome di un clan, come sapete.

Ragazzo4: E’ anche il nome del clan, ma a Casale ci sono anche persone, abitanti di Casal di Principe che si svegliano alle 6 di mattina per andare a lavorare … non si deve solo dire i Casalesi sono i camorristi.

 

Inviata (fuori campo): Istituto tecnico per ragionieri di Casal di Principe, in provincia di Caserta, stamattina, prima dell’inizio delle lezioni. E’ il paese dell’omonimo clan dei Casalesi, camorristi feroci e abili imprenditori. “Corleone in confronto è una città progettata da Walt Disney”, scrive Roberto Saviano nella sua Gomorra, aggiungendo che a Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, 100.000 abitanti, ci sono 1200 condannati per mafia. All’inizio della settimana, proprio vicino all’ingresso di questa scuola, 750 ragazzi, zero caschi, è comparsa una scritta contro Saviano: un insulto o forse una minaccia.

Inviata (sul posto): Ancora si vede, traspaiono le lettere, “Saviano verme”, resta l’ultima lettera, la “e”, con quattro puntini di sospensione).

Preside: I miei ragazzi, intanto, hanno preso un atteggiamento deciso di dissociazione dalle scritte che hanno visto anche loro in giro.

Inviata (fuori campo): Il Preside, Salvatore Natale, sta correndo a Caserta, per un vertice in Questura, perché il 18 Maggio, proprio qui, a Casal di Principe, si svolgerà la festa della Polizia, ci sarà anche il capo Antonio Manganelli. Proprio nella piazza vicino alla villa bunker dove, 10 anni fa, fu arrestato il boss dei Casalesi, Francesco Schiamone, detto Sandokan.

Preside: Noi come istituto ne abbiamo approfittato per dedicare la giornata della legalità proprio a questo evento. Quindi i ragazzi verranno in piazza come se fosse una normale giornata scolastica.

Inviata: Lei ha detto ai ragazzi che il 18 Maggio, Domenica, bisogna partecipare alla festa della polizia come se fosse una giornata di lezioni.

Preside: Sì, sì.

Inviata: Annoterete gli assenti sul registro?

Preside:Annoteremo? Sì, sì, regolare giornata scolastica. Il personale in servizio annoterà sul giornale di classe i presenti e gli assenti. Naturalmente, essendo un festivo, recupereranno il giorno dopo.

 

Professoressa: La prima cosa che mi dicono: “eh, professoressa, ma il Governo che fa per noi? Lo Stato che fa per noi? Non si rende conto, non ci vede in che situazione siamo? Non vede che noi non c’entriamo niente con quel che succede al di fuori? Noi siamo ragazzi che vogliamo migliorare, vogliamo andare all’università”.

Inviata (fuori campo): Sono molti gli sforzi, le iniziative per educare alla legalità. Ma un esempio di cosa significa vivere, lavorare qui a Casal di Principe, ci si presenta proprio dentro la scuola. Qui infatti lavora in amministrazione Nicoletta Schiavone, cugina del boss Sandokan, sorella di un altro Francesco Schiavone, detto Cicciarello, anche lui in carcere. La signora non vuole essere ripresa, ma la telecamera registra il suo attacco, l’ennesimo, al libro di Saviano.

Nicoletta Schiavone: Parliamo di Scampia, di Scampia. Perché parlano solo di Casale? In Sicilia, in Calabria, sono andati finanche in America. Perché questo ce l’ha con noi? Che gli abbiamo fatto contro? Gli abbiamo ammazzato qualcuno? Gli hanno violentato la fidanzata, la moglie. Che gli hanno fatto che questo sta così contro a Casale, oppure i ragazzi, che li sta massacrando. Però basta mo’ con questo libro. Basta. I soldi se li è fatti, se li è fatti tanti. Noi tutti onesti lavoratori la mattina ci svegliamo per andare a lavorare, facciamo del bene a tutti, siamo persone, in un certo modo, nel senso che ci aiutiamo prima. Poi, Casale è un paese che se ci giriamo intorno, siamo tutti parenti, tutti amici …

(Fine del Servizio ).

www.savianogovernatore.ilcannocchiale.it

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