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contributo inviato da LMarchesiniBlog il 20 ottobre 2008
Per me un giornale, non importa quale punto di vista politico abbia, è sempre un oggetto attraente, ho sempre curiosità per le opinioni più varie. Figurarsi la mia curiosità per la nuova edizione di un giornale, in questo caso “Il Riformista” di Antonio Polito. Quindi stamattina l’ho comprato e ho letto qualche articolo. A partire dal “bestiario” di Pansa, trasportato dall’Espresso al Riformista. E dal breve corsivo di Giuseppe Caldarola, ex-direttore dell’Unità ed ex-parlamentare dei DS. 

Premessa: trovo sempre Pansa uno dei giornalisti italiani più brillanti, spesso eccessivo nel bestiario ed anche nei suoi ultimi lavori librari che hanno focalizzato, fra storia e romanzo, il periodo della Resistenza e delle violenze dopo la Liberazione. Non sono uno degli esagitati di sinistra che si scandalizza di ciò che ha scritto e commentato sulla Resistenza e sulle sue drammatiche ed orribili violenze che ha compiuto dopo il 25 aprile 1945. E’ necessario parlare di tutto, senza mai dimenticare il contesto (quello di 20 anni di dittatura nazi-fascista, non il 2008) e chi combatteva per lo scopo giusto (poi le persone potevano essere stupende od orribili da entrambi gli schieramenti).

Siamo invece sul rancore totale e sulla menzogna quando dice (3 ottobre 2008, a proposito delle critiche di alcuni esponenti dell’Anpi al film di Spyke Lee): “L'Anpi non conta niente, e' solo una piccola setta politica nata da una scissione delle associazioni di partigiani. Oggi e' una setta di fanatici che vedendo sparire per motivi anagrafici molti associati ha aperto le iscrizioni ai giovani e sono entrati molti no global".

Detto questo, la lettura del bestiario riformista mi ha amareggiato (pazienza, si può sempre fare altro la prossima volta). Parte bene Pansa, documentando la rabbia, il disprezzo di tanti italiani verso le banche ed i politici che stanno rovinando l’economia. L’immagine è la scritta sull’asfalto di un borgo toscano: “Tutti al muro!”. E’ così, purtroppo sarebbe necessario incanalare la rabbia verso una partecipazione democratica, critica, che sferzi i politici a cambiare, ad essere più responsabili. Ma come prosegue Pansa ? Riservando 2/3 del suo bestiario logorroico ed incazzoso ai “vecchi” dirigenti della sinistra (tra i 50 ed i 60 anni, lui sì che è un giovanotto, se la cava dicendo che non è un capo di governo), mentre chi governa, guarda caso, è il centro-destra. Bella distorsione. Al centro-destra riserva il terzo rimanente, ma per criticare bonariamente il suo capo, una sorta di Dorian Gray. Per valorizzare la sua prima linea forte: Tremonti, Sacconi, Brunetta, perfino Matteoli e Gelmini (??!!). Dice che all’età di Berlusconi si tende a sbroccare, a parlare a vanvera. Pansa, che onestamente dice che ha un anno in più di Berlusconi, in questo scritto dimostra di saper sbroccare e parlare a vanvera in modo eccellente. Vi sono giudizi al veleno su D’Alema, Fassino (un po’ meno), Veltroni. Una sorta di giudizi rancorosi, altro che polemica giornalista. Senza toccare altri dirigenti di centro-sinistra, irridendo alla manifestazione del 25 ottobre.

Ho letto anche il corsivo di Caldarola: qui la faccio breve. Vi è una involuzione preoccupante, non tanto per le sue attuali posizioni politiche (Giuliano Ferrara al suo confronto è un gigante, un grande giornalista), quanto per l’argomentare da giornalista, da commentatore. Neanche un modesto consigliere comunale di un piccolo Comune di Forza Italia (neanche l’on. Fabio Garagnani) riuscirebbe a fare peggio di lui nel descrivere le ipotetiche manipolazioni dei genitori (o nonni) sessantottini sui ragazzi e bambini nell’attuale protesta scolastica.

Ma in che mondo vivono costoro ? Per fortuna sul nuovo giornale vi è dell’altro. Altrimenti più che Riformista si dovrebbe chiamare “Il Rancorista di sinistra”.

TAG:  BERLUSCONI  D'ALEMA  FASSINO  VELTRONI  TREMONTI  POLITO  PANSA  IL RIFORMISTA  CALDAROLA  GELMINI  MATTEOLI  BRUNETTA  SACCONI 

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