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contributo inviato da Ethos il 20 ottobre 2008



J’Accuse…!
è il titolo dello stranoto editoriale scritto da Émile Zola, giornalista e scrittore francese, in forma di lettera aperta al Presidente della Repubblica transalpina dell'epoca, Félix Faure, e pubblicato dal giornale socialista LAurore il 13 gennaio 1898, con lo scopo di denunciare pubblicamente le irregolarità e le illegalità commesse nel corso del processo contro Alfred Dreyfus, al centro di uno dei più famosi affaire della storia francese.

Il filmato rilasciato su Youtube riproduce un diverso
J’Accuse! Non meno penetrante e civilmente sfrontato rispetto a quello di Émile Zola: è il prologo che apre la riduzione teatrale di Gomorra. L’attore interpreta l’autore, Roberto Saviano, che spiega il reticolo di complicità e codardie che fanno da brodo di coltura ad uno tra i più spietati clan camorristici, assurti a multinazionali del crimine, della corruzione, del riciclaggio, dello sciacallaggio: con sede non a Wall Street, ma a Casal di Principe, nel casertano. Ed investimenti ovunque nel mondo si possa ripulire danaro frutto di sangue, terrore e sottocultura mafiosa.

Apologia della libertà. Apologia della
libertà civile.

Rafforzata dall'appello rilanciato da 6 premi nobel [Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Gunther Grass, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk, Desmond Tutu], che affermano quanto segue:

Roberto Saviano
è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - Gomorra - tradotto e letto in tutto il mondo.

È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese.

Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere.

Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.

Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

Apporre una firma, la propria, spontaneo esercizio di una libertà fondamentale: riconoscere, separare, discernere dov’è il diritto e dove crescono violenza, sopruso, abominio, disprezzo della dignità della persona umana.

Io controfirmo.

Link map: l'aurore|il testimone|j'accuse...!|bobo|maroni|senz'appello

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S. Maria di Leuca
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