.
contributo inviato da PIPITONE VITO il 10 ottobre 2008
 Sull’ultimo numero dell’Espresso ho letto l’intervista di Antonio Di Pietro al giornalista Antonio Carlucci.

Alla domanda, secondo me la più interessante, del giornalista “… come se ne esce ?” Di Pietro risponde: “ La soluzione c’è. Una legge che si potrebbe approvare in pochissimi giorni, che vieti di candidare chi è stato condannato, chi è sotto inchiesta…”.

Questa, mi sembra la risposta di chi non sa che pesci pigliare o di chi non vuole dare una risposta chiara.

Infatti, certamente non può sfuggire a Di Pietro che una tale legge dovrebbe essere approvata da questo parlamento, costituito per buona parte da condannati o da inquisiti fra i quali il più illustre è certamente il Presidente del Consiglio.

Come si può pensare che i partiti che si reggono sull’appoggio di potenti uomini ed organizzazioni che spesso traggono il loro potere da attività perseguibili dalla giustizia, votino una legge che li metta al bando dalla politica e, conseguentemente, dalla gestione del potere e delle risorse finanziarie ad esso legate?

I nostri politici o, ad essere benevoli, una parte di essi, saranno certamente corrotti ma certamente non sono stupidi.

Io credo, purtroppo, che l’unica via d’uscita sia quella di aspettare l’estinzione di questa classe politica, estinzione che potrà avvenire solo per raggiunti limiti d’età (E' certamente impensabile che si mettano da parte volontariamente) e sperare che le prossime generazioni di uomini politici, facendo tesoro dei guasti che una politica deviata può apportare ad una nazione, possano varare delle leggi come quella auspicata da Antonio Di Pietro. Tutto questo certamente non oggi nè domani.

Cordiali saluti

Vito Pipitone

TAG:  POLITICA  CLASSE  LA  ATTUALE 

diffondi 

commenti a questo articolo 4
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
25 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork