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contributo inviato da Fabio Milito Pagliara il 8 ottobre 2008

È uno strano destino quello degli insegnanti specializzati grazie alle scuole di specializzazione all’insegnamento secondario, infatti questi insegnanti dopo la laurea hanno deciso di seguire un corso di specializzazione per poter fare gli insegnanti corso che secondo la legge garantiva l’abilitazione per poter partecipare ai concorsi a cattedra che per legge istitutiva delle Scuole di Specializzazione (la legge 341/1990) dovevano essere aperti ai soli docenti abilitati (e si supponeva che l’unico modo di abilitarsi fosse attraverso le scuole di specializzazione) purtroppo le scuole di specializzazione partono 9 anni dopo la legge istitutiva e l’ultimo concorso (aperto anche ai non abilitati in deroga alla normativa vigente viene istituito nel 1999 e celebrato nel 2000) dunque i docenti specializzati non hanno mai avuto modo di partecipare ad alcun concorso, concorso che era la finalità della loro abilitazione.

Nonostante abbiano già superato una dura prova d’ammissione (scritto e orale) alla Scuola di Specializzazione abbiano sostenuto decine e decine di esami, abbiano fatto centinaia e centinaia di ore di PRATICA all’interno delle scuole pubbliche, migliaia di ore in presenza nelle università dove erano attivi questi corsi e abbiano superato un esame finale (scritto e orale) con valore di esame di stato; nonostante tutto questo l’unica consolazione per i docenti abilitati nelle scuole di specializzazione all’insegnamento secondario è stato quello di essere inserite in graduatoria ad esaurimento.

E ora ci sentiamo dire che nelle scuole di specializzazione non si fa praticantato (evidentemente gli oltre centomila frequentanti le scuole di specializzazione hanno vissuto un sogno) nessuno parla più di concorso per gli abilitati (e si continua a chiamare dalle graduatorie del concorso del 2000 o addirittura in alcuni casi da quelle del concorso del 1990) mentre i docenti più specializzati e giovani d’Italia, quelli che hanno coscientemente scelto di fare gli insegnanti restano esclusi dall’insegnamento.

Perché non viene consentito a questi docenti (e a tutti quelli abilitati a questo punto visto che non si può distinguere tra abilitazioni) di partecipare ad un concorso a cattedra? Perché si preferisce continuare ad assumere (pochissimi docenti) tramite graduatorie di concorsi di 8 e 18 anni fa? Perché al titolo di specializzazione viene riconosciuto il solo valore abilitante e non il valore di Diploma di Specializzazione universitario qual è?

Sono queste domande che ci lasciano perplessi quando sentiamo parlare di merito, di qualità, di attenzione alla pratica in classe.

Nel salutare, ringrazio cordialmente per l’attenzione

Fabio Milito Pagliara

(professore specializzato e coordinatore di varie liste d’informazione sulla scuola)

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