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contributo inviato da rudyfc il 6 ottobre 2008


Nello scorso numero di ScicliPress, Bartolo Lorefice contestava la scelta del Pd di attuare un’opposizione “morbida” nei confronti dell’amministrazione Venticinque. Secondo Lorefice, il Pd cittadino «abdica a quello che dovrebbe essere il suo ruolo naturale di maggiore partito d’opposizione. Opta per l’inciucio. In nome del “riformismo”, del nuovismo ipocrita, del giovanilismo falso, del nuovo corso».


Non conosco le modalità con cui il Pd abbia deciso di condurre la propria opposizione. Ritengo, però, che lo sguardo con il quale Lorefice guarda al Pd sia distorto dalle lenti del localismo. Riformismo non è sinomino di inciucio o di opposizione di basso profilo, a Scicli come in parlamento. Lo dimostra l’impegno profuso dal Pd in quest’autunno, che culminerà con la manifestazione nazionale del 25 ottobre.

Un’opposizione riformista è possibile, anche nella nostra città. Senza la pretesa di dare suggerimenti, voglio tratteggiarne quelli che mi appaiono i tratti più facilmente realizzabili. Innanzi tutto, richiamare il centrodestra alle proprie responsabilità. Anche nella scorsa legislatura, la coalizione che oggi amministra la città deteneva la maggioranza in consiglio. La demagogia di allora, rivolta esclusivamente a ostacolare la giunta Falla piuttosto che a operare per la città, giunge adesso alla prova dei fatti, come dimostra la vicenda dell’ex Magistrale. Inoltre, il tanto proclamato “allineamento” politico si è realizzato. I nostri amministratori non potranno scaricare le responsabilità di eventuali inadempienze su provincia, regione, governo: ne sarebbe comunque responsabile il centrodestra e il Pd deve esplicitarlo.

Il carattere riformista dell’opposizione dovrà caratterizzarsi per un atteggiamento non pregiudiziale nei confronti della maggioranza. Se ci sarà la possibilità di contribuire a migliorare i provvedimenti amministrativi attraverso una fattiva collaborazione, il Pd avrà il dovere di non tirarsi indietro. In alternativa, dovrà proporre alla città ricette più efficaci, improntate a uno sviluppo economico, sociale e culturale a lungo termine, piuttosto che a progetti immediati, che spesso sono solo uno strumento clientelare.

L’ascolto deve diventare oggetto di impegno quotidiano da parte dei politici di centrosinistra. Un dialogo più approfondito deve essere intrapreso con le categorie produttive, il cui ampliamento ha coinciso con un rapido spostamento di voti verso il centrodestra. D’altra parte, non va abbandonato il rapporto con i tanti operai che lavorano nei diversi ambiti dell’economia sciclitana. Non è più tollerabile che i loro diritti rimangano disattesi: contratti di lavoro, misure di sicurezza, salari dignitosi, misure previdenziali e tutto ciò che altrove rappresenta la normalità, spesso al Sud, e a Scicli in particolare, è una chimera. Da qui nascono il clientelismo e la criminalità che serpeggia sotto traccia anche nella nostra città e da qui deve iniziare il proprio lavoro una forza politica che intende migliorare la vita dei cittadini.

(mio intervento su ScicliPress di ottobre)
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