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contributo inviato da Andrea Cavaletto il 6 ottobre 2008

Gli organizzatori ne prevedevano 10.000; ne sono arrivate 40.000 di persone, sabato in piazza Castello a Torino, a protestare contro i provvedimenti legislativi voluti dal neo ministro Mariastella Gelmini che devastano il sistema di istruzione nazionale. Il mondo della scuola e della ricerca è sceso in campo di fronte a tagli, privatizzazioni e meccanismi di razionalizzazione insensati pianificati dal governo Berlusconi con l'intento di distruggere la scuola pubblica essenza della democrazia e del libero sapere, sostituendola sempre più con gli antivalori elargiti a piene mani dalle sue televisioni.

Per una sintesi accurata della controriforma che sta per essere avviata, pubblico qui di seguito il pezzo di Francesca Dighera su Localport.

P.S. Ho una sola domanda: come è possibile - e qui mi rivolgo in particolare a coloro che hanno più volte definito "puramente correntizia" l'azione politica di alcuni esponenti piemontesi di una ben nota area culturale - che Stefano Esposito fosse l'unico parlamentare del PD ad essere in piazza, se non l'unico dirigente regionale di rilievo? A voi il giudizio.

"Il piano prevede la riduzione delle ore di lezione in tutti gli ordini di scuola, nella scuola dell’infanzia si potrà effettuare solo il turno antimeridiano, dalle 8.30 alle 12.30; nella scuola primaria il ritorno del maestro unico comporterà la scomparsa dei Moduli e del Tempo Pieno (eventualmente soppiantato da un doposcuola), e la riduzione dell’orario settimanale a 24 ore dalle attuali 30 (dei moduli) e 40 (del tempo pieno). 

Nella scuola media ci sarà la riduzione dell’orario settimanale a 29 ore dalle attuali 32-33; verranno eliminati i posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria; nella scuola superiore la riduzione dell’orario settimanale sarà a 32 ore per gli Istituti tecnici e Professionali (dalle 36-40 attuali) e a 30 per i Licei (4 anni invece di 5). In tutti gli ordini di scuola si parla di un innalzamento del rapporto alunni/classe dello 0,40% (che comporterà in alcuni casi un aumento di 4-5 alunni per classe), fino a 28 alunni in classi con alunni portatori di handicap. 

E poi, ancora: blocco delle assunzioni dei precari, accorpamento delle classi di concorso e una riduzione complessiva di oltre 150.000 posti (87.000 docenti e 44.500 personale Ata). Altro che parlare di ritorno del grembiule o del voto in condotta: la situazione è ben peggiore. Parlare di 24 ore settimanali per la scuola primaria vuol dire svolgere 4 ore di lezione al giorno dal lunedì al sabato. Il resto (se ci sarà) sarà affidato o a cooperative o a maestri in esubero, che organizzeranno corsi a pagamento. 

Risultato: i bambini avranno un maestro di riferimento e una miriade di altri insegnanti (e compagni, perchè naturalmente per i corsi pomeridiani le classi verranno accorpate). Chi potrà, sceglierà i corsi migliori (più costosi) dentro o fuori la scuola, gli altri si arrangeranno. Oppure si andrà a casa a pranzo, come 30 anni fa, a scapito delle mamme lavoratrici. 

A tutto questo si aggiunge il Decreto legge Aprea che parla di trasformazione delle scuole in fondazioni: scompariranno i consigli di istituto o di circolo, per far posto a consigli d'amministrazione, ovviamente presieduti da chi deciderà di finanziare le scuole. Una vera e propria distruzione della scuola pubblica. "

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commenti a questo articolo 3
commento di jerome inviato il 6 ottobre 2008
Roma, 14:56

SCUOLA: ARRIVA MAXIEMENDAMENTO E FIDUCIA SU DL GELMINI
Arriva in aula il maxiemendamento del governo sulla riforma della scuola contenuta nel Dl Gelmini. Lo ha annunciato, al termine del comitato dei nove, la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea (Pdl).

commento di COMPAGNO RENATO inviato il 6 ottobre 2008
Lei la Gelmini a risposto a canale 5 con una bella intervista proagandandistica
coadiuvata dal finalmente smascherato faccia di culo Meluzzi!
Ci deves piegare come fà a mantenere il tempo pieno tagliando i contributi statali alla scuola!
C.R.
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10 febbraio 2008
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