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contributo inviato da diritto di resistenza il 4 ottobre 2008
Dopo il segreto di pulcinella dei bond argentini, con ogni bancario che sapeva cosa stava vendendo ai pensionati e nessun media lo diceva. In itaGlia c'è un segreto di pulcinella ancora più inquietante quello del debito pubblico degli enti locali. Con il patto di stabilità per l'ingresso nell'EURO allo stato itaGliano non era più consentito indebitarsi oltre misura, anzi le veniva richiesto di ridurre il debito al 60% del PIL (attualmente siamo al 104%). Ovviamente per ridurre il debito serviva una pesante operazione di tagli e ottimizzazione della spesa. Difficile in un paese dove 500.000 persone vivono attraverso la politica e milioni di lavoratori sono collegati al pubblico. Tagliando si perde consenso. Questo non è stato fatto. Ma i media raccontano che comunque il debito non è diminuito ma è rimasto quantomeno stabile. Non è così. Il debiti che prima venivano contratti dallo stato centrale si è deciso di farli contrarre agli enti locali. Così mentre il debito dello stato rimaneva pressochè stabile, regioni, province e comuni si indebitavano per miliardi di euro per continuare a campare a debito senza dover sottostare ai controlli europei. Un indebitamento che spesso non rientra nei bilanci ufficiali. Così ogni tanto salta fuori che un comune è fallito un altro ha 10 miliardi di debiti, che una regione paga 1 miliardo di euro di interessi sul debito ogni anno. Non sono casi isolati: la quasi totalità degli enti pubblici è piena di debiti.
Questo è il segreto di pulcinella del debito itaGliano. Che ancora nessuno vi dice.


TAG:  DEBITO PUBBLICO  PATTO DI STABILITÀ   

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