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contributo inviato da Alcide il 1 ottobre 2008
 
Alla politica di oggi, ripiegata su sé stessa, servono re­spiro, ancoraggio ai valori e un’attenzione marcata al­la dottrina sociale della Chiesa. Invitati da `PeR` a fornire un loro contributo alla discussione sulla lai­cità e la politica, vari espo­nenti di associazioni catto­liche non si fanno pregare. E con molta franchezza mettono sul piatto idee, proposte, spunti di rifles­sione.
 Mimmo Delle Foglie,
por­tavoce di `Scienza e Vita`, nota che oggi « un grande partito deve sforzarsi di in­terpretare il senso comune degli italiani » , i quali di­mostrano una grande at­tenzione per i temi della vi­ta e della bioetica. E, dun­que, niente strappi su que­stioni delicate come il te­stamento biologico: «Quel­lo che non si può accettare - spiega – è che possa esse­re un magistrato a decide­re della vita e della morte». Guai, gli fa eco Giovanni Giacobbe, presidente del ` Forum delle famiglie`, a far passare la concezione per la quale «chi ha delle i­dee cristianamente ispira­te, ma de­clinate lai­camente, sulla bioeti­ca o sulla famiglia fondata sul matrimo­nio, sia un clericale, quasi eterodiret­to; mentre chi ha la visione contraria sia libero e libe­rale. In una società demo­cratica si confrontano e si scontrano visioni diverse e a prevalere alla fine è il principio maggioritario».
  Don
Giulio Albanese, di­rettore di Popoli e Missio­ne, «da missionario» chie­de alla clas­se politica di «trasferi­re i valori del Vangelo nella so­cietà, per­ché il mon­do ha biso­gno di redenzione » . E ri­corda: « La forchetta tra i popoli ricchi e quelli pove­ri si sta allargando sempre di più, creando situazioni di squilibrio, povertà e in­giustizia inaccettabili. Basti pensare che l’intero Pil del­l’Africa sub sahariana è in­feriore a quello di un Pae­se come la Spagna».
 Franco Pasquali,
segreta­rio generale di Coldiretti e presidente di `Retinopera`, si augura che la grave con­giuntura economica possa portare «alla riscrittura del capitalismo e delle sue re­gole, rimettendo al centro la dignità dell’uomo». In un momento in cui un’idea di mercato assolutizzato è en­trata in profonda crisi «i lai­ci cattolici devono far sen­tire la propria voce e pro­porre il proprio progetto». D’accordo Wilma Mazzoc­co, presidente di `Federso­lidarietà`, che invita i cat­tolici a «non occuparsi sol­tanto di sociale», ma anche di economia, contrastando «la visione della pervasività del fatto economico». E ri­lanciando, secondo l’inse­gnamento sociale della Chiesa, « un’economica partecipata, diffusa, de­mocratica e solidale».
  Sintetizza
Andrea Olivero, presidente delle Acli: « La nostra società ha un gran­de bisogno di valori, ma questi da soli, nel confron­to con altre concezioni, ri­schiano di apparire debo­li. Abbiamo la necessità di inserire i nostri valori in u­no scenario compiuto che ci porti a un nuovo Uma­nesimo ».
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