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contributo inviato da Andrea Cavaletto il 1 ottobre 2008


"Nel maggio del 1919, sulle colonne dell'Avanti!, comparve un editoriale che puntava il dito contro la classe imprenditoriale italiana: silente di fronte alla crisi economica, incapace di interpretare davvero gli interessi del ceto produttivo. Incline piuttosto a camminare "lungo scorciatoie melmose e spinose, in luogo di tenersi saldamente sulla strada maestra della libertà commerciale". Quell'editoriale non era firmato, ma solo siglato: A.G. Dietro quelle iniziali si nascondeva nientemeno che Antonio Gramsci. Un bel cortocircuito: il grande pensatore comunista che contestava agli industriali di allora di essere troppo timidi, e poco sensibili ai temi del libero mercato.
Non so perchè. ma questo fatto di 90 anni fa ci tornava in mente
pensando alle cronache economico-finanziarie di questi giorni. Succede di tutto, nel grande mondo e nella piccola Italia. A livello internazionale, c'è in pieno corso una tempesta perfetta che mette a repentaglio non solo un sistema finanziario, quello americano, ma verosimilmente un intero modello di sviluppo, quello capitalistico. C'è un dibattito in corso sul ritorno prepotente dello Stato in economia, con un ruolo non solo di soccorso ma evidentemente anche di indirizzo. A livello nazionale, c'è una paurosa recessione in agguato, ed un governo che non dimostra di averne piena consapevolezza, dunque non propone misure per combatterla. E' c'è il caso Alitalia, che dimostra il risibile provincialismo del nostro establishment, e la totale assenza di sensibilità della classe politica per le più elementari regole del mercato.
Una sola, umilissima domanda: dov'è Confindustria, in tutto questo?
Forse ci sbagliamo, ma non ricordiamo prese di posizione chiare e forti della gloriosa confederazione che fu di Guido Carli e Gianni Agnelli. Parole flebili, rumori di sottofondo, e semmai qualche imbarazzo per un piccolo ma spiacevole «conflitto di interessi» su Alitalia. Da Emma Marcegaglia, che ha stoffa e preparazione, ci aspettiamo di più. Speriamo che nel fine settimana, all’appuntamento con i giovani di Confindustria riuniti a Capri, si senta finalmente un po’ più alta la voce dell’impresa. Avevamo salutato con grande favore l’elezione di una donna al vertice della categoria, perché siamo convinti che, nella vita come nel lavoro, le donne abbiano la fantasia, il coraggio e la determinazione che spesso mancano agli uomini. Osi di più, dottoressa Marcegaglia, in nome del mercato. Non disperda le ceneri di Gramsci."
(Massimo Giannini, La Repubblica)

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