.
contributo inviato da Ethos il 28 settembre 2008
[ Enzo Bianchi 2, continua ]

La libido amandi consiste innanzitutto in quell’impulso che ci spinge a sfuggire la fatica, a vivere seguendo unicamente ciò che provoca in noi sensazioni di piacere. A livello collettivo, poi, come dimenticare la tendenza, sempre più diffusa, a risolvere ogni problema mediante la soppressione della fatica fisica – cioè facendo lavorare altri al posto nostro – e a sostituire il sudore della fronte con la tecnica?

Questa prima libido trova evidentemente una manifestazione privilegiata nella sfera erotica, dove la perversione del desiderio sessuale può giungere a fare del partner un mero oggetto. Lungi dall’essere ridotto a bisogno da soddisfarsi immediatamente, l’eros dovrebbe invece essere traversato dalla dinamica del desiderio: ciò significa accettare la sfida della differenza e della distanza, restare aperti al rischio dell’incontro con l’altro. La lotta esige qui la capacità di disciplinare la pulsione sessuale per non pervenire a un’assolutizzazione che ne imponga l’immediata soddisfazione; tale cammino può essere agevolato dal recupero della dimensione simbolica dell’eros stesso, oggi soffocata dietro la sua riduzione a immagine spettacolarizzata. Per il cristiano, poi, il dinamismo dell’eros deve ritrovare il suo mistero: mistero di comunione che narra l’amore fedele di Dio; mistero di comunione in cui l’uomo e la donna vivono ed esprimono il loro amore fino a celebrarlo in quella che Giovanni Paolo II osava chiamare la
liturgia dei corpi.

La libido possidendi è la seduzione esercitata sull’uomo da quella brama del possesso che fa leva sul fascino perverso dell’avere tutto e subito; oggi, in particolare, essa assume il volto di una sfrenata idolatria del denaro. A livello socio-politico, si pensi alla brama che porta a sfruttare le risorse del creato a beneficio esclusivo di un’esigua minoranza di persone, incuranti delle enormi sofferenze che ne derivano per tutte le altre. Questa forma di idolatria si manifesta nel considerare il possesso dei beni un fine in sé e nel giustificare ogni mezzo che consenta di accumularne la maggior quantità possibile, contraddicendo la loro destinazione universale. Qui la lotta spirituale esige la capacità di porre una distanza tra sé e le ricchezze, per non cadere nel terribile abbaglio di chi si lascia definire da ciò che possiede; occorre cioè uscire dalla logica angusta e angosciata del mio e del tuo per entrare nella libertà della condivisione e della comunione dei beni.

La
libido dominandi consiste nella ricerca della propria gloria e dell’affermazione di sé a spese degli altri; è quell’inebriante miraggio del potere che induce il singolo a trasformare la propria persona in assoluto. In chi è preda di tale brama svanisce ogni coscienza interpersonale, perché gli altri si trasformano in meri oggetti da dominare e ridurre in proprio potere; e l’esito politico di questa vera e propria malattia sono le forme totalitarie di cui abbiamo fatto tragica esperienza nel XX secolo… La pseudo-cultura che nutre tale brama è quella della concorrenzialità, dell’individualismo esasperato che vede nell’altro solo un ostacolo e un rivale, invece di considerarlo come un dono, una ricchezza, una possibilità di salvezza: salvezza dall’isolamento mortifero e dalla tentazione di farsi come Dio, salvezza come pienezza di vita nella fraternità e nella comunione.

È significativo che nella Bibbia non troviamo tanta insistenza sugli atei, i senza-Dio, quanta ne troviamo sulla tentazione dell’idolatria che colpisce tutti, il credente come chi credente non può o non vuole definirsi. L’uomo abbandonato a sé, l’uomo che ignora o disprezza l’immagine di Dio che abita in se stesso e nel proprio simile, è idolatra, è schiavo di quelle dominanti che penetrano nel cuore umano e ne risvegliano gli elementi deteriori.

Ma nessuna tentazione potrà mai distruggere la nostra libertà e la nostra responsabilità, anzi, la lotta contro questo imbarbarimento non potrà che temprarle e arricchirle.

Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose [Magnano]
La Stampa, 18 novembre 2007

Link maploghismoi, 1|dismorfofobia|don tonino|cleavage|tre libido

TAG:  DON TONINO BELLO  DITAUBI  DIES NATALIS  NASCERE AL CIELO  TRANSITO  MORIRE  PAURA  IMBARBARIMENTO  GUY COQ  VIZI CAPITALI  LOGHISMOI  LOTTA SPIRITUALE  PROSSIMITÀ  RELAZIONI PERSONALI  COMUNITÀ DI BOSE  ENZO BIANCHI 
Leggi questo post nel blog dell'autore Ethos
http://Ethos.ilcannocchiale.it/post/2040643.html


diffondi 

commenti a questo articolo 1
informazioni sull'autore
Ethos
S. Maria di Leuca
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
27 marzo 2008
attivita' nel PDnetwork