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contributo inviato da Zadig il 27 settembre 2008

Le scritte lasciate da mani neofasciste su un muro della Capitale non fanno differenze. L'odio razziale colpisce indistintamente il giovane italiano di colore massacrato a Milano, le vittime della strage di Castelvolturno, il Presidente del Senato Renato Schifani. Cosa cambia se la colpa da pagare è individuata nel colore della pelle o nella denuncia della barbarie nazifascista? Il messaggio è chiaro: vi abbiamo inquadrato, siete nel mirino, siete tutti bersagli potenziali del nostro furore.

Tra gli attestati di solidarietà al Presidente del Senato assume un valore particolare quello di Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia, preoccupato per l'aria di intolleranza che si respira nel Paese. Per Verdini questo clima «E' un male che dobbiamo tenacemente combattere ed estirpare, emarginando chi semina odio». Verrebbe voglia di dire subito che non ha titolo per esprimersi in questo modo, ma la gravità della situazione non me lo consente. Anzi, mi piace pensare che le parole del coordinatore possano aprire una discussione critica all'interno di Forza Italia.  Gli auguro maggior fortuna di quanta ne abbia avuta Fini quando ha chiesto alla destra di riconoscersi nei valori dell'antifascismo e la risposta più attesa, quella dei giovani di AN, si è materializzata con un netto rifiuto. Persino il Premier lo ha lasciato con le mutande in mano. Silvio Berlusconi, chiamato in causa da Le Iene, ha schivato l'argomento con un "me ne frego" degno di un vecchio gerarca: «Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani».

Detto questo non possiamo far passare sotto silenzio il ritardo con cui Verdini denuncia il clima squadrista in cui è precipitato il Paese. Dove era quando l'assassinio di Nicola Tommasoli, a Verona, inaugurava la guerra al diverso?  Perchè la sua voce non si è levata contro gli autori del pestaggio della giovane omosessuale, avvenuto il 20 luglio a Roma? Per farlo riflettere, per fargli dire quelle parole sensate, ci voleva un obiettivo eccellente. Perchè la responsabilità di aver fatto crescere i germogli di odio seminati dalla Lega è soprattutto di Forza Italia. Chi ha condiviso il percorso xenofobo e omofobo che ha prodotto questa deriva, chi ha assecondato   le mire di personaggi squallidi come Borghezio e Calderoli, chi ha scatenato una campagna mediatica senza precedenti oggi non può chiamarsi fuori. Per non parlare delle leggi razziste contestate con fermezza anche dalla Chiesa. Il centrodestra, invece di rispondere con la consueta tracotanza, provi a riflettere sulle parole di don Vittorio Nozza e ne tragga insegnamento: «intristisce quando, dal mondo politico, arrivano segnali contrari che - per mitigare le frustrazioni di chi vede riflesse nell'altro, nel diverso le proprie insicurezze - alimentano un clima di paura e di intolleranza. Tanto che nella dimensione locale del vivere si accentuano tendenze di chiusura autarchica e di arroccamento sociale».

 

La foto in alto a sx è pubblicata da La Stampa, quella in basso a dx da Repubblica.it

TAG:  SCHIFANI  SCRITTE  STRISCIONI  NAZISTE  CLIMA  VIOLENZA  RAZZISMO  XENOFOBIA  OMOFOBIA   
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