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contributo inviato da Francesco Zanfardino il 25 settembre 2008

                                 

Gomorra, il film di Matteo Garrone, tratto dall'omonimo best seller di Roberto Saviano, è il film che concorrerà per l'Italia alla selezione per gli Oscar al miglior film straniero. Bisognerà aspettare il 22 gennaio per sapere dall'Academy of motion pictures se è riuscito ad entrare tra le cinque nomination. Lo ha deciso oggi l'assemblea dei produttori dell'Anica all'unanimità e con voto palese, preferendo Gomorra agli altri film selezionati tra cui Il divo di Paolo Sorrentino. Nel raccontare una storia di potere, soldi e sangue, Gomorra descrive con immagini crude e alta tensione la potenza della camorra infiltrata in ogni ambito del territorio ma anche la gioventù perduta e stretta nei lacci criminali. Forte di oltre 10 milioni di incasso al box office italiano, del prestigioso Grand Prix al festival di Cannes, della partecipazione a vari festival, Gomorra può vantare la distribuzione in 75 paesi, l'uscita in 8 paesi europei e soprattutto una già lanciata distribuzione americana, con la Ifc, dettaglio decisivo per un viaggio più confortevole verso gli Oscar. Dovrà vedersela con temibili rivali, tra cui per l'Europa il francese La classe di Laurent Cantet, vincitore della Palma d'oro a Cannes, il tedesco La banda Baader Meinhof di Uli Edel.

L'unanimità dell'Anica nella designazione di Gomorra, accolta con soddisfazione dai produttori Domenico Procacci di Fandango e Caterina D'Amico di Rai Cinema, senza nulla togliere alla potenza del film non può oggi non essere messa in relazione con la situazione in Campania, con l'atto terroristico dei casalesi con l'efferata strage del 19 settembre, con la decisione del governo di inviare 500 paracadutisti a Castelvolturno. Non a caso la notizia di Gomorra in corsa agli Oscar ha provocato molte reazioni (tutte favorevoli) del mondo politico. Il protagonista Toni Servillo, che interpreta un camorrista impegnato nel settore dell'ecomafia, ha definito quello di oggi "un altro segnale incoraggiante che travalica il mondo dello spettacolo e investe la società civile. Al di là della soddisfazione personale di aver partecipato a un film che ha già ricevuto tanti riconoscimenti - dice Servillo - sono contento soprattutto perché si è riconosciuto, per un palcoscenico così importante come quello degli Oscar, il valore di un film che con un linguaggio nuovo e originale come quello di Matteo Garrone racconta fatti della società civile rispetto ai quali sembra che la sensibilità della popolazione sia in discreta crescita".

Lo scrittore sotto scorta Roberto Saviano, dal cui successo editoriale (Mondadori)- 33 traduzioni, 1 milione 800 mila copie vendute, il premio Eti-gli Olimpici per la versione teatrale dell'opera - è nato tutto, si è detto "contento della designazione. In America capiranno che raccontare non è diffamare, ma resistere". Dal canto suo Matteo Garrone vorrebbe svincolare il film da tutti i risvolti di attualità, e afferma che "Gomorra non è solo un film su una problematica locale ma una metafora globale e che delle varie letture possibili quella della cronaca è solo una, e francamente quella che mi ha sempre interessato meno. Il film non è un'inchiesta, né una denuncia. Può aiutare a capire certi fenomeni ma sempre in funzione del conflitto umano dei personaggi ed è questa a mio parere la sua universalità". Il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi nel complimentarsi con il regista, il cast e la produzione, commenta che si tratta di "un film intenso, duro, spietato nel guardare ad una piaga dolorosa del nostro Paese, ma serve per aiutarci a trovare la consapevolezza e la determinazione per guarire questo tumore".

Tra i tanti commenti, quello del sindaco di Castelvolturno Francesco Nuzzo che sottolinea che si tratta di "un giusto riconoscimento ad un lavoro di denuncia che ha fatto conoscere a tutti gli italiani quel cancro della camorra dal quale noi campani dobbiamo liberarci", mentre il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino sostiene che il film "é una denuncia di straordinaria efficacia comunicativa, e rappresenta quindi un'arma potente di lotta contro questa organizzazione criminale". Sono intervenuti deputati del Pd, come Ermete Realacci che dice che "Gomorra ha illuminato un buco nero della storia del paese" e Tino Iannuzzi che parla di "atto oggi molto significativo". E dell'Italia dei Valori come Massimo Donadi che auspica una prima serata Rai e Franco Barbato. Francesco Giro, sottosegretario di stato ai beni e alle attività culturali, sfida la scaramanzia e dichiarato: "Ho la ragionevole certezza che Gomorra di Matteo Garrone sarà il 13/mo oscar italiano nella categoria film straniero".

Tratto da www.ANSA.it 

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