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contributo inviato da Ammiraglio il 14 settembre 2008


Seduta sospesa tre volte. Lodolini “Politica piegata agli interessi forti”. Calcina sventola un pollo di plastica.
Il sindaco e le centrali “L’inizio di un nuovo rapporto”.
Slogan e fischi dopo il sì del consiglio comunale alla delibera: “Così si svende la città”

ACCORDO CON L'API, SI SCATENA L'OPPOSIZIONE
Corriere Adriatico, Falconara M.ma 14/09/08

Non c’erano dubbi sull’approvazione del documento che sancisce la fine di tutti i contenziosi con la raffineria Api e contemporaneamente dà il via libera definitivo e ufficiale del Comune alla realizzazione delle due nuove centrali. La maggioranza del sindaco Brandoni è salda e compatta e anche il suo vice Gilberto Baldassarri (in campagna elettorale apertamente contro le centrali) si è allineato. Quello che il sindaco e i suoi consiglieri forse non si aspettavano era la presenza in aula consiliare di un numeroso gruppo di oppositori, i quali ieri mattina hanno vivacemente e a lungo protestato contro una decisione ritenuta “inopportuna, pericolosa e infausta per la città”. Slogan, volantini, cartelli, applausi, fischi: ogni forma di contestazione è stata attuata nel corso della presentazione (fatta dall’assessore all’ambiente Matteo Astolfi) della delibera che porta a Falconara tre milioni di euro per la transazione sulle cause civili e amministrative e, se e quando le centrali saranno realizzate, quasi dieci milioni di euro in opere varie. Il clima tesissimo, però, ha oltremodo innervosito il presidente del consiglio Marco Giacanella, pronto, dopo tre sospensioni consecutive della seduta e una rapida consultazione con le forze dell’ordine, a buttare fuori dall’aula tutto il pubblico presente per un consiglio comunale a porte chiuse.

L’atmosfera surriscaldata ha convinto la minoranza a sparare a zero su una giunta che, secondo Loris Calcina capo gruppo dei Cittadini in Comune, “sta prendendo per il collo i falconaresi”. E per chiarire meglio il concetto il consigliere ha cavato dalla borsa un pollo di plastica che ha sventolato sotto il naso di un sindaco impassibile. A ruota sono seguiti tutti gli altri, il capo gruppo del Pd Emanuele Lodolini per il quale l’accordo è il “segno di una politica debole, fiacca, col fiato corto e piegata agli interessi forti”, il consigliere Alessandro Pieroni che ha messo l’accento sui “vizi di forma della convocazione odierna” e della commissione “vero e proprio teatrino”. “State svendendo la nostra città” ha incalzato Antonio Mastrovincenzo (Pd) che ha annunciato una mobilitazione popolare “per spiegare alla gente quale sarà il triste futuro di Falconara”. Maria Ambrogini (Pd) dal canto suo ha adombrato l’ipotesi del “danno erariale” perché “è assurdo chiudere tutte le cause con soltanto tre milioni di euro”, mentre Andrea Rossi (Pd) ha parlato del Pear. “Il Comune ha sposato la più grossa bufala dell’Api - ha osservato Calcina -. Infatti quello che l’azienda spaccia come miglioramento in termini di emissioni è solo quanto previsto dalla legge, ma non è ancora stato applicato”. Da tutta la minoranza, inoltre, è arrivata la richiesta della dimissioni del vice sindaco Baldassarri, che “aveva assicurato i suoi elettori di essere contro le centrali”. Dura la replica dell’assessore Astolfi che a sua volta ha accusato Calcina (il quale, nel corso del suo intervento, ha snocciolato una serie di inquietanti dati epidemiologici) di “terrorismo psicologico”.

Nessuna obiezione però ha fatto vacillare Brandoni, deciso a “costruire con l’Api una casa comune nella quale accogliere passato, presente e futuro dei nostri rapporti”. “Il progetto centrali - ha spiegato - rappresenta le fondamenta di questa nuova casa e noi crediamo che questo sia il futuro della città. Intravedo una grande opportunità che forse per qualcuno sarà solo un beneficio momentaneo. In realtà io credo che questo non sia che l’inizio di un nuovo rapporto in grado di garantire, negli anni a venire, risorse a favore del territorio comunale”.


Marina Minelli

TAG:  PD  CONSIGLIO COMUNALE  API  RAFFINERIA  FALCONARA 

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