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contributo inviato da Zadig il 1 agosto 2008

A metà ottobre dello scoso anno la Corte di Cassazione accolse l´ultimo degli otto ricorsi legali del padre e della madre di Eluana, la ragazza di Lecco da 16 anni in stato vegetativo permanente. Il pronunciamento della Suprema Corte provocò l'imediata reazione del Vaticano che, attraverso l'Osservatore Romano, parlò di "relativismo di valori" capace di "orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia".
La parola, quindi, è tornata alla Corte di Appello di Milano che, ai primi di luglio, ha dato ragione ai genitori di Eluana,
autorizzando la sospensione dell'alimentazione forzata.
Ovviamente il cielo si è di nuovo aperto e la terra si è nuovamente spalancata sotto gli
strali del Vaticano. Per la chiesa cattolica si tratta di "una sentenza grave" perchè la decisone dei magistrati "disconosce il principio della non disponibilità della vita e il dovere di ogni società civile, di assistere i propri cittadini più deboli". Così, a ruota, parte il coro dei pietosi indignati, con il solito Rocco Buttiglione che ripete il discorso di sempre: "Comprendiamo e condividiamo il dolore, ma non possiamo accettare la decisione disperata cui questo dolore porta. Chi può decidere quale vita sia degna di essere vissuta e quale no?". Gli fa eco la Binetti: "Dal mio punto di vista, resta ferma la convinzione che staccare la spina per interrompere una vita è qualcosa che dovremmo cercare di allontare dall'orizzonte del nostro pensiero". Ma è Monsignor Rino Fisichella ad impartire l'ordine di servizio per i magistrati di fede cattolica: "Spero in un ricorso presso una corte superiore al fine di ragionare con maggiore serenità e meno emotività". Ci vuole una bella faccia tosta per parlare di emotività di fronte ad una vicenda che si trascina per i tribunali da oltre 10 anni. Ma tant'è. Per Beppino Englaro, che tanto ha dovuto sopportare, la replica è secca: "Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano. Quello che diceva mia figlia vale per mia figlia".
Ma la strada è ancora in salita. La clinica in cui è ricoverata Eluana è gestita dalle suore che, ovviamente, non permettono il distacco del sondino. Anche l'ospedale di Lecco, struttura pubblica,
dice no a Beppino. Il primario di rianimazione è categorico: "La morte di Eluana non avverrà all'ospedale Manzoni di Lecco. L'ospedale di Lecco, come gli altri ospedali, è per la cura del paziente acuto". Si cerca una clinica diponibile, quindi. Un'impresa ardua anche per la presa di posizione dell'Ordine dei medici di Lecco, che chiede ai propri membri di opporre "l'obiezione di coscienza". Alla fine, superando le ennesime difficoltà, viene trovata una clinica disponibile. E'l'Hospice di Airuno, in provincia di Lecco. Ma la burocrazia tende l'ennesimo tranello; Eluana deve arrivare all'Hospice già in condizioni "terminali", cioè con il sondino staccato. Inoltre la Procura di Milano fa sapere che ricorrerà in appello e quindi è opportuno aspettare il nuovo grado di giudizio. 
Un normalissimo tira e molla per questo strano Paese, dove siamo abituati a non arrivare mai a capo di nulla. Nel frattempo anche il presidente del consiglio ha
tuonato contro la sentenza:  “È giusto intervenire, un magistrato non può fare la legge ma deve solo applicarla”. Certo, purché la legge non riguardi lo stesso Berlusconi. L'intervento dell'Ingiudicabile taglia le gambe ai laici del PDL, che avevano presentato una mozione parlamentare in cui chiedevano il rispetto "per la libertà terapeutica" schierandosi dalla parte dello "stato di diritto" e di "Eluana". Lo Psiconano, invece, sta con Schifani  e con la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale. L'ennesimo paradosso: il Parlamento, che da oltre un decennio non riesce a legiferare su questa materia, contesta ai magistrati di essersi inseriti in un vuoto legislativo creato dal Parlamento stesso.
E siamo quindi al rush finale di questa "puntata" estiva di un dramma che, per rispetto di Eluana, avrebbe dovuto restare un fatto privato.
Ieri la Camera dei Deputati, oggi il Senato della Repubblica, hanno approvato la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Quasi contemporaneamente la Procura di Milano ha esaudito il desiderio di Monsignor Fisichella, presentando il ricorso contro la sentenza della Corte di Appello.
L'avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana,
ha definito "sconcertanti" le motivazioni del ricorso.
Io, invece, sono sconcertato da molte, troppe, cose. Tra le ingerenze vaticane e le ginuflessioni dei politici non saprei cosa mettere in cima alla lista. Ma è certo che la decisione del PD di non partecipare alla votazione sulla mozione Schifani mi fa specie. No, non è questo il partito laico che volevo contribuire a costruire. Per
dirla con Miriam Mafai ieri è stata "una brutta giornata per chi crede nel Partito Democratico e nella laicità del nostro Stato".
Per fortuna gran parte degli italiani non sono più disposti a seguire la chiesa cattolica in questa crociata. Un
sondaggio SWG rivela che più di 8 italiani su 10 sono favorevoli alla sospensione dell'alimentazione  per Eluana. La politica, come al solito, è distante anni luce dal pensiero e dal sentire dei cittadini.

TAG:  APPELLO  PD  VATICANO  BINETTI  BUTTIGLIONE  FISICHELLA  CASSAZIONE  ELUANA  MONSIGNORE  BEPPINO 
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commento di Indipendente1 inviato il 3 agosto 2008
"o, invece, sono sconcertato da molte, troppe, cose. Tra le ingerenze vaticane e le ginuflessioni dei politici non saprei cosa mettere in cima alla lista."
Condivido pienamente questo articolo e questa frase in particolare
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