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contributo inviato da saxer il 28 luglio 2008


Da qualche mese nella mia cittadina, S. Severino Marche, è iniziata la raccolta differenziata denominata “Porta a porta”. Questa volta Bruno Vespa, però, non c’entra niente. E’ un modo di differenziare l’immondizia per tipologia di rifiuto: carta, plastica, umido, lattine, vetro, ecc. Subito da molti miei concittadini non è stata accolta favorevolmente, vista la poca abitudine che si aveva nel differenziare. Per chi, come la mia famiglia, è abituata da molti anni a differenziare non è cambiato nulla, anzi resta tutto più comodo visto che il sacchetto viene prelevato dagli addetti fuori la porta di casa e, quindi, non deve più essere portato negli appositi contenitori spesso distanti dall’abitazione.
Ogni giorno deve essere lasciato l’apposito sacchetto, che per comodità è stato differenziato nel colore, entro le ore 8.30.
Via i cassonetti grandi e ingombranti per le strade, ne restano alcuni di dimensioni ridotte per la raccolta dell'umido e del vetro.
Bisogna dire che per far si che determinati progetti vadano a buon fine ci deve essere, per forza di cose, il supporto delle istituzioni. Cosa che il nostro Comune non ha fatto mancare, facendo degli investimenti appositi, come la creazione di un’isola ecologica dove portare tutti i rifiuti non differenziabili, e organizzando il tutto, insieme al consorzio smaltimento rifiuti della provincia di Macerata (Cosmari), in maniera molto efficace. Tutti i sacchetti vengono distribuiti gratis in molti punti della città, a tutte le famiglie è stato distribuito un calendario dove giorno per giorno vi è indicato il tipo di sacchetto che verrà prelevato, insomma, non voglio fare sviolinate all’attuale amministrazione, ma se le cose vengono fatte bene perché non dirlo? Basti pensare che dopo un mese si era raggiunta una percentuale di oltre il 50%, mentre nel mese di Giugno si è saliti ad oltre il 66%. Una cifra non vertiginosa ma molto buona, anche rispetto ad altre realtà dove da molto più tempo si è partiti con questo tipo di raccolta ma in cui non si sono mai raggiunte percentuali di un certo rilievo.
Certamente si può e si deve migliorare, la strada è quella giusta per la salvaguardia di un ambiente sempre più tartassato da discariche e da opere varie di cui l’uomo resta sempre e comunque il principale artefice. In questa maniera, differenziando il più possibile, il rifiuto può essere riciclato e non deve andare né in discarica né nell’inceneritore a tutto beneficio dell’ambiente e, forse, delle tasche dei contribuenti. Una mano, però, a questo punto potrebbero darla sia le industrie sia i nostri governanti legiferando in tal senso. Voglio dire che si potrebbero usare degli accorgimenti in fatto di confezionamento del prodotto come ad esempio diminuire la voluminosità dell’imballo, apporre sulle etichette il tipo di materiale della confezione, costruire una confezione, possibilmente, con lo stesso materiale, evitando così scomode perdite di tempo e inefficaci divisioni di tutti i materiali di cui è composta. In questa maniera si farebbe meno rifiuto, il consumatore avrebbe più facilità nell’individuazione del tipo di materiale e potrebbe differenziare in maniera molto più semplice e accorta. Mi auguro che il ministro Prestigiacomo sia sensibile a queste problematiche e usi tutti i suoi poteri per prendere la strada giusta, quella, appunto, della raccolta differenziata. Avremo nel tempo, sicuramente, una diminuzione di discariche e, cosa ancora peggiore, di casi come quello recente di Napoli, una vergogna per un paese industrializzato e civile (!) come l’Italia!

TAG:  RACCOLTA DIFFERENZIATA  RIFIUTI  DISCARICHE  COSMARI  SAN SEVERINO MARCHE 
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