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contributo inviato da Olaf_48 il 23 luglio 2008

Maurizio Belpietro ha pubblicato sul n.30 di Panorama un articolo circa i problemi giudiziari di alcuni esponenti del PD.

In pratica, Belpietro pone il quesito se il PD non rischi di essere spazzato via da uno tsunami giudiziario come accadde nel 1993 al PSI e alla DC. L'interrogativo nasce dal fatto che l'inchiesta Abruzzo (Del turco & C) non è l'unica. Esistono rumors di nuove inchieste a carico di esponenti di altre giunte regionali di centro-sinistra (Umbria, Liguria, Campania, Calabria, ...) oltre che di esponenti di primo piano del partito.

Sembra che il timore non sia infondato se è vero che nella riunione di direzione nazionale, tenutasi dopo l'arresto di Del Turco, "l'aria che tirava era quella di chi teme che la bufera sia solo all'inizio".

Lo tsunami rischia di abbattersi su un partito che si trova in un momento di estrema debolezza a causa di lotte intestine e di un appannamento della leadership. Nuovi arresti rischierebbero di indebolire drasticamente le fondamenta di un partito che fa fatica a radicarsi: "superare la crisi non sarebbe cosa facile".

Infine Belpietro si pone la domanda se la fine del PD converrebbe a qualcuno. La risposta è "probabilmente si".

Un PD diviso ed indeciso non serve.

 

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TAG:  DEL TURCO  PD  INCHIESTE GIUDIZIARIE  INCHIESTE  TSUNAMI  FASSINO  BASSOLINO  MAGISTRATURA 

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commento di giancarloba inviato il 10 settembre 2008
Incidente probatorio per il grande accusatore di del turco
Sanità in Abruzzo, Angelini tira in ballo
Fassino, Forza Italia e i servizi segreti
«Proteggeva i miei avversari». La replica: «Cercano di coprire i 500 mila euro a Forza Italia»

PESCARA - Servizi segreti e politici nazionali coinvolti sulla gestione della sanità in Abruzzo. Nella seconda giornata d’incidente probatorio, Vincenzo Angelini è stato un fiume in piena. Messo sotto torchio dai magistrati che si stanno occupando dell'inchiesta sulle presunte tangenti nella gestione della sanità in Abruzzo, il re delle cliniche private nella regione ha tirato in ballo anche Piero Fassino.

POLITICI - Nelle dichiarazioni rilasciate nell'aula uno del tribunale di Pescara, Angelini ha spiegato che l'ex segretario dei Ds avrebbe sostenuto un suo concorrente nel settore della sanità privata, Franco Pierangeli, con l'appoggio a livello locale del vicepresidente della Regione Abruzzo, Enrico Paolini (Pd). Nessun legame, va precisato, tra Fassino e la questione delle presunte tangenti. Ma Angelini non ha escluso che dietro vicenda si nasconda la mano dei servizi segreti. «Può darsi», è stato il suo commento al termine dell'incidente probatorio terminato intorno alle quattro. Altre accuse sono andate, poi, all'indirizzo di Forza Italia, verso cui l’imprenditore ha ammesso di aver consegnato 500mila euro come finanziamento al partito e verso Alleanza nazionale, in misura minore.

LE REPLICHE - A difesa dell'ex governatore dell'Abruzzo, Ottaviano Del Turco e degli altri indagati era sceso in campo in mattinata l'ex segretario alla presidenza della giunta regionale, Lamberto Quarta: «Il centro sinistra non ha preso soldi», ha detto. Lo stesso Quarta ha sottolineato come Angelini si sia contraddetto più volte nelle sue dichiarazioni, ma è stato smentito dal legale dell’imprenditore, Sabatino Ciprietti. Per l’avvocato, infatti, il suo assistito ha confermato anche oggi tutte le accuse nei confronti
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