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contributo inviato da djazz il 21 luglio 2008
 

Eluana, Viale: Socci e Ferrara, siete voi Caino! Nuova sfida a Ferrara. che nessuno tocchi la volontà di Eluana
Che nessuno tocchi la volontà di Eluana. Bottigliette davanti a tutte le chiese perché non torni mai più il silenzio.


Torino, 21 luglio 2008

• Dichiarazione di Silvio Viale, medico, dirigente radicale e di EXIT-Italia

 


Nel caso di Eluana Englaro la storia di Caino e Abele non regge ed è segno di debolezza di pensiero. Eluana non è Abele, vittima di un qualche Caino. E’ però una vittima sacrificale della magnificenza imperfetta della medicina, che ha mantenuto in vita il suo corpo, ma non la sua coscienza, e dell’ignavia degli uomini, che non hanno il coraggio di affrontare tutto ciò. Un coraggio che non ci sarà mai, se dovessero essere accettate le certezze di Antonio Socci e Giuliano Ferrara, per i quali è sufficiente mantenere un simulacro di assistenza in un sepolcro imbiancato per salvare la propria coscienza, in attesa che la lenta devastazione della morte aggredisca anche il suo corpo. Se Eluana è Abele, Caino non sono i suoi genitori, non sono i suoi amici, non siamo noi, ma Caino siete voi. Voi, che volete prolungare, senza nemmeno preoccuparvi di sapere in cosa consista, uno stato vegetativo che perdura da 16 anni.

Il paragone con Tarerq Aziz è un’offesa alle vostre intelligenze, prima ancora che al buon senso. Tareq Aziz non è in uno stato vegetativo, mentre Eluana non ha più la facoltà di avvertire, di percepire, di sentire, di ascoltare, di pensare, di mangiare e di bere da16 anni. Se non impiccato, Tareq Aziz potrà continuare a vivere, mentre Eluana è condannata a rimanere nelle mani di chi ne custodisce il corpo. Tareq Aziz non chiede di essere impiccato, mentre Eluana, come ha accertato un tribunale (senza alcuna testimonianza contraria), non avrebbe voluto essere mantenuta in vita vegetativa, tanto meno così a lungo. Tareq Aziz è indubbiamente Caino, ma se Eluana è Abele, lo ripeto, Caino siete voi, perché siete voi che la condannate.

Dopo la moratoria sull’aborto, mi aspetto che Giuliano Ferrara metta in campo anche una moratoria contro le uccisioni per sospensione delle cure, magari con una bottiglietta come simbolo e lo slogan “Acqua? Sì, grazie.”. Ma perché quelle bottigliette solo ora? Eppure Eluana c’era anche prima. Forse, davanti al Duomo di Milano si dovrebbero mettere le pappette medicali che le vengono lentamente pompate nello stomaco, ma io mi auguro che quelle bottigliette d’acqua si moltiplichino davanti a tutte le chiese d’Italia e che ci rimangano anche dopo il caso di Eluana, perché non cali mai più il silenzio sugli stati vegetativi, sui malati terminali e sulla necessità di riconoscere effettivamente il testamento biologico. Come feci per la moratoria sull’aborto, torno a sfidare Ferarra su quelle bottigliette d’acqua, aggiungendoci anche Socci, torno a sfidare le vostre certezze con i nostri dubbi. Le vostre certezze che offrono sempre un solo binario per tutti, con i nostri dubbi che pongono gli uomini al centro della scena con le proprie diversità ed i propri diritti. Che nessuno tocchi la volontà di Eluana.

 

(Silvio Viale 339.3257406 – 348.5335310)

TAG:  ELUANA ENGLARO  SOCCI  FERRARA  VIALE  EUTANASIA  TESTAMENTO BIOLOGICO  ACCANIMENTO TERAPEUTICO 

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