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contributo inviato da jerome il 17 luglio 2008


È con grande rabbia e, non lo nascondo, anche con un po’ di paura, che vi racconto quanto accaduto poche ore fa nel mio ufficio.

Cercherò di essere breve di raccontare i fatti nel modo più lineare possibile e alla fine Vi chiedo, se possibile un commento o un consiglio.

Dunque, oggi non è giornata in cui ricevo pubblico essendo i giorni destinati al pubblico il lunedì, mercoledì e venerdi dalle ore 10 alle ore 12 (sennò le carte quando le guardiamo?) martedì e giovedì dalle 14 alle 15. Mi si presenta uno che mi dice che viene da fuori città e che ha preso un permesso per poter chiarire una questione, naturalmente mi pare sia il caso di lasciar perdere l’orario al pubblico e lo faccio accomodare.

Mi espone la sua questione, do un occhiata alle carte (incomplete) in suo possesso, faccio un giro attraverso il sistema informatico (?) e cerco di darli ogni informazione utile nel limite di quello che il sistema mi fornisce, purtroppo gli atti cartacei che possano soddisfare le sue (giuste?) aspettative si trovano in altri uffici e gli dico, con la cortesia che mi contraddistingue sempre in questi casi, di rivolgersi presso gli uffici competenti per delle spiegazioni più esaustive.

Il signore comincia a dare di matto! Pur trattandosi di UN SUO PALESE ERRORE (che a suo dire non ricorda) se la prende con tutto e con tutti…

Sue testuali parole: “Fanno bene che poi li ammazzano!” e pronuncia queste parole proprio mentre entra nel mio ufficio LA MIA DIRIGENTE, la quale, ascoltate quelle parole cerca, sempre in modo garbato di “richiamare all’ordine” il suddetto. Nasce una piccola discussione alla fine della quale la mia dirigente (della quale posso solo dire tutto il bene possibile), dopo avermi chiesto qualcosa inerente un’altra pratica, si gira e se ne torna nel suo ufficio. Al che il signore sbotta (riporto sempre le testuali parole): “QUESTA È UNA DI QUELLE FANNULLONE DI CUI SI PARLA TANTO!!!”

No! piccolo verme… questa non te la faccio passare… non te lo permetto…

Gli dico: “Ora mi pare che lei stia esagerando, fin ora sono stato tranquillo ed educato, però io non le permetto di espremersi così!

Il suddetto mi risponde dandomi del tu: “Ti puoi anche innervosire, non mi fai paura.”

Al che io non ci vedo più! Mi alzo dalla sedia e puntandogli l’indice contro gli faccio: No guarda, che sei tu che non mi fai nessuna paura, chiaro?”

Dice: “Già, non ti faccio paura perché sei seduto dietro una scrivania!”

Ed io con la rabbia che mi esce dagli occhi: “No! Non hai capito un cazzo, tu non mi fai paura nemmeno fuori da qui. Però ti avviso, se usciamo fuori da qui, devi colpirmi in fronte e al primo colpo, non darmi tempo di riprendermi!”

Fine della discussione… il suddetto fa un cenno incomprensibile, infila gli occhiali da sole, alza i tacchi e va via… fine della storia!

Egregio Eccellentissimo Onorevole Brunetta… Chi mi difende? Chi mi difende ora, dopo avermi dato del “Fannullone”?... Confido che un giorno all’altro lei si troverà di fronte ad un pubblico dipendente-statate, questa volta "Incazzato", e allora forse capirà cosa significa essere definito “Pubblico Dipendente-Statale-Fannullone”.
Ah!… Ma dimenticavo… lei ha l’immunità… e ha anche la scorta… quando si dice la fortuna!

P.S. Confido di avere anche un po’ di paura a postare questo contributo… ma al diavolo!… al massimo non potranno che licenziarmi…

TAG:  BRUNETTA  PUBBLICI DIPENDENTI  STATALI  MINACCE  PAURA  FANNULLONI   

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commento di jerome inviato il 18 luglio 2008
[segue da sotto]

Ho inviato questo contributo soltanto per difende la "dignità" e il "rispetto" che si devono a qualsiasi tipo di "lavoratore".
Il Sig. Brunetta ed insieme a lui i suoi elettori (di cui presumo faccia parte Fralang2002) quotidianamente "criminalizzano" il lavoratori degli statali e del pubblico impiego. A ben poco servono le correzioni di tiro del ministro puffo (con rispetto per i puffi) perchè ormai il dado è tratto... chiunque, dopo le esternazioni del ministro-puffo si sentirà autorizzato ad entrare in un pubblico ufficio e usare l'epiteto "fannullone". E lo potrà fare senza "ragion veduta" perchè mai potrà sapere se la persona che ha davanti è realmente un fannullone o magari è uno "dei tanti" che lavora e che il suo lavoro lo fa bene... siamo tutti fannulloni ormai è... caro mauryrevolution... l'unico a cui avrei voglia di tirare un calcio negli zebedei è proprio il ministro-puffo... ma di sicuro non lo beccherei perchè io sono alto 182 cm quindi fallirei il bersaglio...
commento di jerome inviato il 18 luglio 2008
Buongiorno a tutti.

Non ho inviato questo contributo con l'intento di difendere la categoria dei "fannulloni" di cui, onorevolmente, faccio parte.
So perfettamente come vanno le cose, perchè io si(Fralang2002), sono quotidianamente testimone... e non è possibile negarlo.
Ne ho inviato questo contributo perchè ho voglia di prendere a calci nel culo qualcuno (mauryrevolution :-) ) anche se a volte è difficile tenere un minimo di self-control...
Ne posso evitare di essere solidale con giannac aprendo una piccola parentesi... giannac... forse sarebbe stato meglio se avessi portato tuo padre a morire tra le mura di casa sua, tra i suoi affetti... avresti evitato una simile, come chiamarla? Umiliazione? chiusa parentesi.

Allora perchè questo contributo? [segue]
commento di mauryrevolution inviato il 17 luglio 2008
Caro Jerome, se ti capita di rivedere il tipo, fuori dal lavoro, piglialo a calci in culo! Vedi che probabilmente non ti romperà il cazzo!! Poi aspetti Brunetta che faccia qualcosa, il vero scopo del nano, è quello di mettere tutti contro tutti, così puo fare i cazzi suoi, per nano intendo Berlusconi, brunetta è talmente piccolo che un nano sembra un gigante.Questi hanno capito che se dividono le classi sociali, i sindacati, i dipendenti pubblici da quelli privati,possono ottenere piu' cose! Sono delle persone infide!!
commento di Fralang2002 inviato il 17 luglio 2008
MI pare che stiamo a sparare alla mosca col cannone! I maleducati vanno trattati come tali e, visto che l'impiegato pubblico è comunque un pubblico ufficiale, di fronte alle intemperanze verbali conviene semplicemente alzare il telefono e chiamare la sicurezza interna se c'è altrimenti i carabinieri.
In quanto ai fannulloni nel pubblico impiego occorre dire che sono purtroppo una evidente, clamorosa ed invadente realtà!! Ne sono testimone ogni giorno ahimè!!
Ciò non vuol dire che si debba fare di tutta l'erba un fascio. Ci mancherebbe! Ne che bisogna permettere ai maleducati di esserlo impunemente,

Francesco
commento di giannac inviato il 17 luglio 2008
caro jerome, capisco la tua frustrazione. La cultura imperante è che i dipendenti pubblici siano tutti dei fannulloni. Ti assicuro che a volte il cittadino chiama uffici in cui nessuno alza il telefono e viene ricevuto a sporteli da persone svogliate e demotivate.
Il brutto è che è la guerra fra poveri.
Ti racconto brevemente la mia peggiore disavventura. In occasione della morte di mio padre un po di anni fa , in un intero ospedale pubblico, non mi hanno saputo dire come fare per portare via la salma.
Nessuno sapeva nulla, non era un problema suo, alla fine ci ha salvtao un amico che lavora per una ditta di onoranze che ha risolto il problema. Mi sono lamentata con il "customer care" , mi hanno risposto che loro non sono abilitati a dare queste info e che forse dovevo rivolgermi al servizio logistico. Mio padre trattato come un pacco. Disorganizzazione pura. Queste cose restano per quanta buona gente puoi trovare.
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28 giugno 2008
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