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contributo inviato da LMarchesiniBlog il 13 luglio 2008
Il 10 giugno avevo scritto una lettera al mio Arcivescovo, il card. Carlo Caffarra (allora non aperta, ma dopo più di 1 mese non ho ricevuto risposta .... quindi devo farla diventare aperta):

"Alla c.a. del Card. Carlo Caffarra.
 
Gent. mo Arcivescovo di Bologna, mio caro Vescovo,
ho letto l'intervista che lei ha dato all'Avvenire, in cui parla
anche della città di Bologna.
 
Condivido molte delle preoccupazioni, ma da cattolico impegnato
in politica nel tempo libero, come dilettante non condivido alcune Sue
conclusioni, sia stavolta che quelle contenute nell'omelia per
la Festa di San Petronio di inizio novembre. Sembra quasi
che la speranza ed il giorno non siano più recuperabili per Bologna.
Mi hanno molto colpito in entrambi i casi le Sue frasi quasi senza speranza.
Certo, un padre a volte deve essere duro, deve far guardare la realtà in faccia
ai suoi figli. Ma non sono convinto di questo tramonto, la realtà, nella comunità
della Chiesa bolognese ed in quella civile, contiene anche tanti fiori e fili d'erba
ancora vivi e generosi, anche grazie al Nostro comune Padre.
 
Ma senza dilungarmi, Le inserisco di seguito il link ad un articolo personale, un mio
"post" scritto sul blog del portale Web del Partito Democratico di Bologna:
 
http://www.pdbologna.org/Blog/Blog-Utenti/Bologna-non-e-una-citta-al-tramonto.html"

Alcuni giorni fa sono state pubblicate ampie parti di una lettera aperta ben più autorevole della mia, scritta da una persona che ho conosciuto e che ammiro, un grande bolognese, l'avvocato Francesco Berti Arnoaldi Veli, già partigiano di "Giustizia e Libertà". Lettera indirizzata al card. Carlo Caffarra:

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Lettera-aperta-al-cardinal-Caffarra-Bologna-disperata-ma-la-Chiesa-dovera/1485400

Al link sopra indicato potete leggere il resoconto di "La Repubblica" (fatto da Valerio Varesi);
due cose in particolare mi trovano particolarmente d'accordo (ma concordo con tutto): il ricordare che la Chiesa bolognese non può chiamarsi fuori, fa parte della comunità bolognese; poi il sottolineare che occorre indicare la necessità della speranza, non la sentenza sulla sua fine.

Questa lettera, scritta da un grande laico, ha mosso un pò le acque troppo silenziose dei cattolici bolognesi; ecco sempre il resoconto di "La Repubblica:

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Laici-e-cattolici-su-Bologna-disperata/1485770

Ma perchè le cose sollevate da Berti Arnoaldi Veli non le sollevano i cattolici democratici bolognesi ?
TAG:  CAFFARRA  BOLOGNA  BERTI ARNOALDI VELI  LA REPUBBLICA  VALERIO VARESI  GIUSTIZIA E LIBERTÀ  DISPERATA  PEDRAZZI  MELLONI  RONDONI 

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