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contributo inviato da francescogiacopetti il 6 luglio 2008
 

Da Virgilio notizie

Nasce l'area 'A sinistra nel PD'. Bettini: "Insieme, con rispetto e passione"

Un'area politica e culturale. Un laboratorio per creare idee per il Partito Democratico. Un luogo di dialogo e di ascolto, aperto, plurale e laico. E' nata l'area "a sinistra nel PD". A presentarla a Roma uno dei principali
promotori, Sergio Gentili, che ha parlato davanti alla platea del Centro Congressi Frentani. "La nostra iniziativa - spiega - nasce da un'idea alta e laica della politica. Da una politica che si basa sui concetti di uguaglianza, solidarietà e diritti civili, che crede nei valori del lavoro e dello sviluppo sostenibile". Un'area che si pone, nel PD, come principale interlocutore con quelle forze, sia della sinistra rimasta fuori dal Parlamento, sia della società civile, che possono contribuire in maniera importante al dibattito pubblico e politico per il partito e per la politica in generale. "Al PD - sottolinea Gentili - non c'è alternativa. Noi vediamo il PD come un partito di popolo, radicato, organizzato e federativo. Noi siamo l'espressione di una sinistra riformista e di governo, che dialoga sia con la sinistra rimasta fuori dalle aule parlamentari, sia con le forze espressione del cattolicesimo democratica". L'obiettivo, chiude Gentili, "è quello di riuscire a fare in modo che tutto il centrosinistra si consideri un unico polo". In modo nuovo, però, dato che "il vecchio centrosinistra si è dissolto e non è auspicabile una sua riedizione".

Tanti gli esponenti del PD presenti in platea che sono intervenuti durante la mattinata di dibattito. Da Paolo Nerozzi a Marco Paciotti, da Massimo Brutti a Marcella Lucidi, a Fausto Raciti e tanti altri. Temi centrali sono stati l'analisi della sconfitta elettorale, il processo di radicamento e strutturazione del Partito Democratico, il ruolo e il tipo di opposizione che il partito sta portando avanti, la programmazione politica e la costruzione di un'alternativa di governo alla destra. "Dobbiamo ritessere la tela con la società ma, al contempo, portare avanti una nostra, nuova, idea di società", spiega l'ex ministro Livia Turco. "La doppia ambizione a cui siamo chiamati è proprio questa: ribattere colpo su colpo con un'opposizione forte al governo della destra e provare a limitare l'idea di società che la destra stessa, tramite gli strumenti che sta mettendo in campo, sta diffondendo tra i cittadini". Il PD, dunque, secondo Turco deve portare avanti delle battaglie con cui essere identificabile. "Tolleranza zero contro la povertà, introducendo forme universalistiche di tutela dei lavoratori, come il reddito minimo d'insediamento. Dobbiamo poi condurre una battaglia contro la segregazione e il razzismo, introducendo nel dibattito pubblico la parola 'convivenza' in rapporto all'immigrazione. Dobbiamo avere eguale rispetto per la dignità di tutte le persone e quindi concedere il voto ai cittadini immigrati". In tutto ciò, secondo l'ex ministro della Salute, avrà un ruolo fondamentale l'area 'A sinistra', "un luogo libero di dibattito che rispetta tutti gli altri luoghi di libertà che ci sono nel Partito Democratico".

Molto soddisfatto di come si sia svolta l'iniziativa del Frentani si è detto il senatore Vincenzo Vita, che ha auspicato un'ulteriore spinta alla mobilitazione contro il governo Berlusconi. "Dobbiamo incalzare. Alla proposta di Veltroni sulla mobilitazione per la raccolta di firme contro l'operato del governo, vorrei aggiungere una specifica campagna contro l'incivile e razzista richiesta di Maroni di schedare i bambini Rom. Inoltre - aggiunge Vita - diamo la solidarietà a Loris Mazzetti censurato dalla Rai per aver parlato un 'po' male dell'Azienda'. Credo che abbia usato parole del tutto 'al di sotto' della tragica realtà dell'Azienda Rai". Vita ha altresì attaccato le scelte gravissime e persino drammatiche contenute nei provvedimenti collegati al Dpef, per esempio i tagli di 130 mila insegnanti e di 160 miliardi destinati alla spesa culturale. "C'è un enorme problema democratico, poi, come ad esempio le leggi ad personam, contro le quali la battaglia va portata con estrema determinazione facendo dialogare le piazze e costruendo il più vasto schieramento contro il Governo. Serve proprio per questo un nuovo dialogo a sinistra. L'Associazione che qui variamo ha l'ambizioso compito di offrire un luogo aperto e pluralista anche a chi è fuori dal Pd. Una sorta - conclude Vita - di patto di consultazione permanente con le forze che sono rimaste escluse dal parlamento".

All'incontro nazionale, denominato "Dialoghi a sinistra", ha partecipato anche il coordinatore dell'iniziativap olitica del Partito Democratico Goffredo Bettini, membro dell'esecutivo nazionale. "Viviamo una fasec omplessa. Usciamo solo ora dall'inevitabile periodo di assestamento post-elettorale. Da una parte abbiamo riconosciuto che la sconfitta elettorale c'è stata ed è stata forte, dall'altra però non possiamo negare che con la nascita del PD, del più grande partito riformista della storia d'Italia, sia nata una speranza, ed è su questa speranza che dobbiamo continuare a lavorare. Disperdere quella carta che abbiamo giocato non sarebbe un bene né per la sinistra né per la democrazia italiana". Secondo Bettini, tre sono i compiti principali a cui il PD è chiamato. "Il primo è è la definitiva costruzione e strutturazione del partito, tramite il tesseramento - che dovrà avvenire con forme aperte e democratiche - e la diffusione dei circoli. Il secondo è una grande iniziativa popolare di massa contro le scelte tragiche del governo Berlusconi che ha unilateralmente rotto ogni possibilità di dialogo": a questo serve la petizione lanciata da Walter Veltroni che sfocerà nella grande manifestazione di fine ottobre. Infine dobbiamo ricostruire una prospettiva politica, fuori da ogni logica di autosufficienza e dentro un dialogo che dovrà portarci ad un nuovo schema di alleanze, perché ogni grande movimento deve avere una prospettiva di governo". Bettini ha concluso il suo intervento felicitandosi per la nascita dell'area 'A sinistra nel PD': "Oggi parte un'esperienza importantissima. C'è tanto da fare, lo faremo insieme con rispetto e passione".



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PD/ PARTE 'A SINISTRA', NIENTE TESSERE E DIALOGO CON EX ARCOBALENO

Vita: non è una corrente, ma guardiamo anche fuori al partito

Roma, 5 lug. (Apcom) - Non una nuova corrente, ma nemmeno l'ennesima associazione nata nel seno del Pd con tanto di tessere e programma alternativo. 'A sinistra' vuole essere un luogo di confronto in cui le sinistre, tutte, possano tornare a incontrarsi e parlarsi. Con le radici ben ferme nel territorio del Pd, ma con i rami che si aprono agli altri mondi del centrosinistra. Aperto anche a chi ha interesse per l'area di centrosinistra, ma non vuole entrare 'tout court' nell'orbita dei democrats. E' Vincenzo Vita, senatore del Pd, tra i promotori del nuovo think thank, a spiegare ambizioni e obiettivi dell'Associazione, riunita in assemblea oggi al centro congresso Frentani a Roma.

"Vogliamo fare una sinistra vera. Questa non vuole essere una corrente, e non solo perchè farle non sta bene - spiega il senatore del Pd - E' un modo per dialogare con chi non vuole entrare 'tout court' nel Pd, una sorta di federalismo associativo costruito a rete sul territorio". A sinistra nel Pd, ma aprendo anche a personalità esterne, dunque: "un luogo aperto, plurale e di consultazione con tutte le forze della sinistra - insiste Vita - visto che manca oggi un luogo in cui le diverse sinistre si possono trovare". Questo, precisa, "non è voler fare due parti in commedia, ma tenere i piedi dentro il Pd e poi, come le giraffe, allungare il collo e guardare fuori". Non manca, comunque, una critica al gruppo dirigente del Pd, "che finora non ha valutato la portata di questa sinistra: i 500mila voti della lista 'A sinistra con Veltroni' - avverte vita - sono un patrimonio da non disperdere".

Ci saranno iscritti e un comitato nazionale, seminari e un mensile che nasce dall'esperienza di 'Aprile', ma niente tessere. "Non ci interessa, il nostro obiettivo è arrivare al più presto al tesseramento del Pd", taglia corto Massimo Brutti. 'A sinistra', dunque, non vuole seguire le orma di ReD, nè mettere in discussione la leadership di Veltroni: "Vogliamo costruire una rete che anche sul territorio unisca realtà che si riconoscono in un centro orientamento", spiega Brutti. Il punto di partenza? "Le primarie di ottobre". L'attenzione, comunque, va rivolta a sinistra: solo su questa base, si può sciogliere il nodo della alleanze. Goffredo Bettini dal palco torna sulle parole pronunciate ieri dalla pagine de 'L'Unità' e che tante polemiche, anche "violente", hanno provocato: "Parlare oggi di alleanze con Udc e Prc - ammette Bettini - è immaturo, sarebbe una follia e sarebbe solo politicismo. Ma dare una prospettiva al partito e cercare di rinnovare tutto il campo che è in movimento è il nostro compito sennò scadremmo nell'autosufficienza che è perdente, isolata e boriosa". D'accordo a dialogare con i centristi anche la dalemiana Livia Turco. Ma i promotori di 'A sinistra' non rinunciano ai distinguo: "Ben vengano le alleanze - dice Vita - ma l'Udc non può essere messa sullo stesso piano del Prc. Bisogna rivolgersi prima di tutto a sinistra", ammonisce rivelando anche contatti "informali" con i leader dell'ex Arcobaleno: "Deve passare questa stagione congressuale, ma c'è interesse".

Sul palco si alternano dirigenti del Pd ed esponenti del mondo sindacale: ci sono anche Paolo Nerozzi, Marcella Lucidi, Alessandro Bianchi. L'intervento più lungo, a parte la relazione introduttiva di Sergio Gentili, è quello di Bettini, che poi riconoscerà "gli interessanti spunti" venuti dal dibattito. Il coordinatore democratico invita a ripartire, chiusa la fase dello "stordimento" post elettorale, con "umiltà ma anche con determinazione": l'obiettivo, dice, deve essere costruire il partito. Per questo, a luglio partirà il tesseramento: "Non andremo a cercare tesserati veri o fantasmi porta a porta. Ci sarà un rapporto di trasparenza tra chi si iscrive e il partito: chi vuole la tessera va a prendersela". Non manca un'analisi delle ragioni della sconfitta (a cominciare da quella di Roma, dovuta anche alla scelta del candidato sindaco), che però nasconde una "speranza" legata alla nascita del "più grande forza riformista del Paese". Poi la 'stoccata' a D'Alema, con l'affondo sulle correnti guidate dai 'capibastone', e la frecciatina al ribelle Parisi. Questa di oggi, invece, "è un'assemblea densa, un dibattito ricco pieno di compagni e compagne". Una nuova corrente? "Non - taglia corto il braccio destro di Veltroni - è un'area culturale, un'associazione che non fa riferimento a una personalità. E noi abbiamo bisogno come il pane del pluralismo". Benedice anche il segretario, che in un messaggio di saluto scrive: "Il Partito democratico per essere ancora più radicato nella società italiana e dispiegare la sua vocazione maggioritaria forte della storia di chi si è battuto per la sua nascita, avrà sempre bisogno di un pluralismo interno di culture e modi di pensare. Questo è il senso della sinistra nel Pd e di un'associazione come 'A sinistra' che riesce a coinvolgere anche personalità esterne al partito".

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commenti a questo articolo 0
commento di franaper inviato il 6 luglio 2008
Il Pd dovrebbe essere la risultante di componenti diverse fuse insieme. Non la somma di segmenti, ciascuno dei quali in difesa della propria connotazione identitaria. Pertanto, che ogni componente (cattolica, socialista, ex-pds, ecc.) sbandieri il vessillo della propria parrocchia, cercando -come purtroppo sta succedendo nel Pd- gli elementi di distinzione invece che quelli comuni, è un segnale pessimo. Non è questo il partito che voglio
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14 febbraio 2008
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