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contributo inviato da Francesco17Afragola il 5 luglio 2008

                                                   

Ieri Confcommercio ha diffuso i dati sui consumi degli Italiani. Ebbene, è emerso una diminuzione dei consumi del 2.7% a Maggio rispetto allo stesso mese del 2007. Entrando nel dettaglio, scopriamo che gli Italiani non rinunciano alla spesa in servizi, rimasta relativamente stabile, ma risulta una drastica riduzione della domanda di beni (-3.8%). Comunque, i settori più colpiti dalla crisi sono le attività ricreative (-4.9%) e soprattutto la mobilità (-13,5%): le prime, perchè quando si tratta di stringere la cinghia la scure dei conti si abbatte sempre su cultura, svago e tempo libero; la seconda, a causa dell'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, che induce molti Italiani a fare a meno di auto, moto e benzina. Ma non vengono risparmiati nemmeno abbigliamento e calzature (-2.3%) e beni e servizi per la casa (-1,2%). Lieve aumento invece la spesa per alberghi e pasti fuori casa (+0.4%), mentre è abbastanza significativo l'aumento della spesa per la cura della persona (+2.8%). Non stupisce invece l'incremento notevole del settore delle comunicazioni (+6.9%), in costante crescita, anche se comincia anch'esso a dare segnali di rallentamento.

Il -2.7% dei consumi di Maggio 2007, purtroppo, è il settimo segno negativo consecutivo. Complessivamente, nei primi cinque mesi del 2008 i consumi sono calati dell'1.9%, contro un aumento dell'1.1% nello stesso periodo del 2007. Sono dati dai quali non può che emergere, secondo Confcommercio, una "crisi dei consumi diventata ormai strutturale". Vanificata dunque la speranza di poter uscire rapidamente da una crisi, che non è per niente momentanea. La notizia non è certo tranquilizzante, perchè quando rallentano i consumi, rallentano a catena tutti i settori dell'economia. Lo sviluppo diminuisce (sarà davvero "crescita zero", a questo punto, per Confcommercio), e quando non c'è sviluppo, non c'è niente da redistribuire. E lo spettro della recessione è sempre in agguato.

E di fronte a questa emergenza, di che si occupano Governo e certa politica? Di intercettazioni, di "scandali piccanti", di lodo-Alfano e blocca-processi. Per carità, tutte cose importanti e/o scandalose (a seconda dei punti di vista), ma non sarebbe il caso di occuparsi anche un po' di più delle vera priorità del paese, ovvero prezzi, salari, consumi, pensioni?

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TAG:  POLITICA  GOVERNO  SERVIZI  GIUSTIZIA  PETROLIO  CONSUMI  BENI  PREZZI  CONFCOMMERCIO  CONSUMI CALANO 2.7% MAGGIO  CRISI STRUTTURALE  LE VERE PRIORITÀ DEL PAESE 

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commenti a questo articolo 2
commento di frapem inviato il 5 luglio 2008
we sei di afragola come me?
Vorrei ricordare ai fanatici del tanto peggio, tanto meglio, che tutto quello che non risolverà il governo di Berlusconi, dal cancro giustizia, all'impoverimento econimico culturale, politico e morale del paese, ce lo ritroveremo sul groppone tra cinque anni, il tutto incacrenito di cinque anni.
E dunque cari amici e compagni se davvero amate questo paese cercate di non negare, l'innegabile.
La giustizia in Italia non funziona, andrebbe riformata radicalmente il che significa abbattere rendite di posizioni, privilegi, parsassitismi e inefficienze volute ad arte per favorire le mafie.
Informatevi bene sul provvedimento che sospende i processi...ripeto ed è così, si tratta di processi vecchi di sette anni mai avviati, dove nel caso vi fosse una sentenza di colpevolezza, dal momento che si tratta di procesi dalla pena previst di dieci anni, i tre anni residuali di pena sarebbe annullati dall'indulti.
Effettivamente tanto acclamata Procura di Torino seguendo una strada simile a devemtata la procura più efficinete di Italia.
Ormai il lodo Alfano alva il primier da ogni adebito giudiziario per questa legislatura, quindi il premier non c'entra comunque.
Oggi questi signori magistrati scioperano con il PDL, domani lo faranno contro di noi, come i tassisti i benzinai e tante altre corporazioni.
Vorrei anche ricordare che sempre questa magistratura ha avuto un qualche responsabilità nella caduta del governo Prodi.
Torniamo alle origini e insistiamo affinche queste grande riforme si facciano assieme. Il PDL non è solo Berlusconi.
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8 febbraio 2008
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